QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Caldaro, incendio in canneto e biotopo: indagini di Polizia provinciale e Forestale di Bolzano

lunedì, 8 febbraio 2016

Caldaro – Indagini in corso dopo l’incendio scoppiato nell’area Natura 2000 del biotopo al lago di Caldaro, su una superficie di circa 2mila metri quadri di vegetazione a canneto. Le cause del rogo sono ancora incerte.Brand_Biotop Kalterersee 1

L’incendio si è sviluppato nella parte sud dell’area protetta Natura 2000 al lago di Caldaro e grazie al rapido intervento dei vigili del fuoco volontari di San Giacomo al lago e alla mancanza di vento si è riusciti ad impedire il propagarsi delle fiamme, che hanno interessato complessivamente un’area di 2mila metri quadrati. “Sono stati evitati danni maggiori”, conferma Peter Kasal, direttore dell’Ufficio provinciale ecologia del paesaggio, che assieme a Rainer Ploner, vicedirettore dell’Ispettorato forestale Bolzano I era sul posto venerdì sera. La zona colpita rappresenta un habitat naturale di pregio per flora e fauna minacciate, un biotopo di rilevanza europea sottoposto a precise disposizioni di tutela.

Si è potuto escludere ogni collegamento fra l’incendio e i lavori di miglioramento in corso sul versante opposto del biotopo a cura dell’Ispettorato forestale. “Poiché il rogo è scoppiato solo attorno alle 19, si pensa a un mozzicone di sigaretta quale causa scatenante”, aggiunge Ploner. Le indagini dei Carabinieri sono ancora in corso. Va inoltre ricordato che la permanenza di persone nell’area tutelata è regolamentata in modo molto restrittivo, come ricorda Horand Maier, direttore dell’Ufficio amministrativo paesaggio e sviluppo del territorio: il piano paesaggistico di Caldaro prescrive il divieto di accesso alla superficie che delimita il biotopo dal quale sono esclusi solo i proprietari, gli affittuari, gli usufruttuari, gli amministratori, i lavoratori agricoli e le persone che svolgono le attività autorizzate. Specifici permessi possono essere concessi nei casi di ricerche scientifiche. Poichè tuttavia negli ultimi tempi, nelle aree vicine a quella dell’incendio, sono state osservate persone richiamate dal nuovo panorama creatosi a seguito dei lavori – fotografi, ornitologi, semplici curiosi – “intensificheremo i controlli e se necessario eleveremo anche sanzioni”, conclude Ploner.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136