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Brescia: tentano estorsione a imprenditore, nei guai in cinque

venerdì, 14 luglio 2017

Brescia – Tentano estorsione ai danni di un imprenditore, i carabinieri del comando provinciale di Brescia eseguono una misura cautelare nei confronti di cinque cittadini italiani, ritenuti responsabili a vario titolo di tentata estorsione aggravata ai danni di un imprenditore della provincia bresciana.

carabinieri controlli nuova 1

Perquisite le abitazioni e la tenuta di campagna di uno degli indagati. 40 i militari impiegati, coadiuvati da un’unità cinofila anti-droga di Orio al Serio (Bergamo) e da un’unità anti-esplosivo di Casatenovo (Lecco).

A Canton Mombello è finito un 55 enne, pregiudicato, due 41enni sono stati sottoposti agli arresti domiciliari e due quarantenni all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
I fatti risalgono all’agosto 2016. La vicenda ha origine dalla ristrutturazione di un immobile ubicato a Castenedolo (Brescia)di proprietà della vittima e affidato ad un’azienda edile della provincia. I lavori effettuati non sono ritenuti dal committente eseguiti a regola d’arte e nonostante le reiterate richieste di sistemazione, anche a mezzo di legale, la ditta non vi pone rimedio pretendendo ugualmente il pagamento della “tranche” finale ammontante a circa 40.000 euro.

L’imprenditore, stante la vertenza in corso, decide di non aderire alla richiesta vessatoria. E’ a questo punto che il titolare della ditta edile e il suo tecnico si rivolgono ad un pregiudicato della zona con il quale si recano a casa della vittima e sul luogo di lavoro e a più riprese, avvalendosi anche di ulteriori soggetti, in un’escalation di minacce giungono a prospettargli la morte nel caso non avesse pagato.

La vittima dopo qualche mese di continue pressioni, preoccupazioni anche per i familiari, disperata dopo l’ennesima minaccia si rivolge ai carabinieri. Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Brescia, hanno accertato i gravi indizi del reato di tentata estorsione aggravata posta in essere dalle 5 persone; l’impianto accusatorio è stato integralmente recepito dal Giudice delle Indagini Preliminari che ha emesso la misura cautelare a carico degli indagati.


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