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Brescia: sequestrati dalla Finanza beni per 900mila euro a un 73enne della Val Trompia

mercoledì, 7 ottobre 2015

Brescia – Sequestrati beni per oltre 900mila euro a usurario. Gli uomini del G.I.C.O./Drappello Misure di Prevenzione del
Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brescia hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro di prevenzione (ai sensi della normativa disciplinata dal c.d. “codice antimafia”), emesso dal Tribunale di Brescia, nei confronti di un soggetto ritenuto“socialmente pericoloso”, in quanto annoverabile tra coloro che, per la condotta e il tenore di vita, debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono in tutto o in parte con proventi di attività illecite o che sono abitualmente dediti a traffici delittuosi.
In particolar modo, la preliminare attività investigativa, supportata anche da attività tecnica, veniva svolta dal Gruppo Tutela Economia dello stesso Nucleo di polizia tributaria di Brescia, nel periodo 2007 – 2010, nei confronti di un sodalizio criminale dedito all’usura in danno di privati, imprenditori e non. L’indagine consentiva, nell’estate del 2010, di adottare
misure restrittive della libertà personale nei confronti della compagine criminale e, in particolare, di pervenire, nel dicembre 2011, alla condanna definitiva ad anni 4 e mesi 2 di reclusione, a seguito di patteggiamento, di A.B. bresciano di 73 anni residente a
Lumezzane (Brescia).
Nel dicembre 2014 la Procura della Repubblica di Brescia delegava al Nucleo di polizia tributaria complessi e approfonditi accertamenti economico-patrimoniali e finanziari nei confronti del nucleo familiare del valtrumplino, finalizzati all’applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale.
L’analisi della capacità reddituale lorda del nucleo familiare, pari a una media di 30mila euro all’anno nel corso dell’ultimo decennio, ha evidenziato una forte sproporzione in comparazione con il considerevole e nooro e beni sequestrati dalla Finanzan giustificato compendio patrimoniale, costituito da cespiti immobiliari e disponibilità mobiliari, accumulato nel corso del tempo.

Alla luce di quanto sopra esposto, le Fiamme Gialle di Brescia avanzavano all’A.G. procedente richiesta di provvedimento ablatorio ai sensi della normativa antimafia, con particolare riguardo a quei beni, ritenuti illecitamente accumulati, rinvenuti nella
disponibilità del proposto e dei suoi familiari.
In data 28.09.2015 la II Sezione Penale del Tribunale di Brescia, su richiesta della Procura della Repubblica, disponeva il sequestro di un immobile del valore complessivo di 250mila euro circa, di una cassetta di sicurezza, contenente oggetti preziosi del valore stimato di 20mila euro circa, nonché delle disponibilità finanziarie (depositi bancari e assicurazioni ramo vita), ammontanti complessivamente a oltre 640.000 euro, intestati ai congiunti del proposto e acquisiti nel periodo 2000 – 2010, periodo corrispondente alla manifestazione della pericolosità sociale del settantenne bresciano, consistita in plurime condotte usurarie
perpetrate in tale arco temporale.
La predetta attività, volta al contrasto della criminalità economico-finanziaria in applicazione di diversi istituti contemplati dalle norme vigenti, esalta l’operato dei militari della Guardia di Finanza nell’aggressione, ad ampio raggio, dei patrimoni illecitamente
costituiti e detenuti, assicurandoli alle casse dello Stato all’esito sia di attività d’indagine in sede penale, sia di accertamenti di natura preventiva.


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