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Brescia, al boss albanese della cocaina Bledar Pajana sequestrato Suv e sorveglianza speciale

giovedì, 25 febbraio 2016

Brescia – Sequestrata un’autovettura di lusso del valore di oltre 100mila euro e applicata la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza al boss albanese della cocaina.gdf cocaina 1

A marzo 2015 veniva estradato dall’Olanda, in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dal Gip presso il Tribunale ordinario di Brescia, su richiesta della Procura della Repubblica alla stessa sede, il boss della cocaina Bledar Pajana. L’uomo, noto nell’ambiente criminale come il “Messi d’Albania”, era al vertice di un sodalizio criminale capace di gestire e introdurre nel territorio nazionale ingenti quantitativi di cocaina, oltre 200 chilogrammi al mese, proveniente dal Sudamerica, via Lisbona-Madrid.

In particolare, nella serata dell’11 ottobre 2014, il Pajana, sentendosi braccato dagli uomini del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Brescia, dopo una lunga e spericolata fuga alla guida di un prestigioso Suv Range Rover, poi abbandonato a Vigevano (Pavia), si era reso latitante rifugiandosi nel nord Europa.

L’attività delle Fiamme Gialle, tuttavia, non si concludeva con l’arresto del boss della droga. Infatti, fin dalla primavera del 2015 venivano avviati approfonditi accertamenti economico-patrimoniali nei confronti di BledarPajana, residente nella provincia di Padova, e del suo nucleo familiare.

All’esito di tali attività, nel luglio 2015 il G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Brescia avanzava alla Procura della Repubblica di Padova una richiesta di misura di prevenzione personale e patrimoniale da applicarsi nei confronti del cittadino albanese, in quanto gravato da numerosi precedenti penali e di polizia specifici nel settore degli stupefacenti, che consentivano di qualificarlo come “soggetto socialmente pericoloso” ai sensi del D.Lgs. 159/2011 (noto come “Codice Antimafia”), e avuto riguardo alla sproporzione tra il patrimonio detenuto e il reddito
dichiarato o l’attività economica svolta.

Su richiesta della Procura euganea, la Sezione Penale del Tribunale di Padova disponeva, in data 22 febbraio 2016, il sequestro della lussuosa autovettura Range Rover Sport di valore superiore a 100 mila euro. Nel contempo, veniva irrogata al proposto anche la misura di prevenzione personale  della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di tre anni, al momento sospesa in quanto applicabile solo a partire dalla scarcerazione del narcotrafficante, tuttora detenuto.

La misura di prevenzione patrimoniale costituisce un efficace strumento di contrasto ai patrimoni illecitamente accumulati da “soggetti socialmente pericolosi”, ossia coloro che, sulla base di elementi di fatto, sono dediti a traffici delittuosi o vivono abitualmente con proventi di attività delittuose, e può coesistere con la misura cautelare reale applicata in sede penale, che, a ogni buon fine, è vincolata alle sorti del processo a carico dell’imputato.


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