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Blitz antibracconaggio dei carabinieri nel Bresciano: il bilancio

mercoledì, 18 ottobre 2017

Vobarno – I Carabinieri Forestali della Stazione di Vobarno hanno portato a termine una specifica attività finalizzata al contrasto della pratica del bracconaggio che impoverisce la fauna mettendo a rischio la sopravvivenza di numerose specie protette.

antibI militari dopo un appostamento nelle campagne in località “Suore Ancelle Carità” del Comune di Brescia, hanno sorpreso due bracconieri mentre esercitavano l’attività venatoria avvalendosi di mezzi non consentiti mediante l’ausilio di un richiamo acustico elettromagnetico echeggiante nella campagna bresciana, e richiami vivi privi di anello appartenenti a specie di avifauna selvatica protetta. I Carabinieri Forestali hanno proseguito la loro attività in località “Piana di Mompiano” dove hanno sorpreso altri due bracconieri intenti nell’attività venatoria sempre mediante mezzi non consentiti. I quattro sono stati quindi denunciato all’Autorità Giudiziaria per Furto Venatorio.

Nella stessa giornata Carabinieri Forestali della Stazione di Gavardo, nei Comuni di Vallio Terme e Serle, hanno sorpreso altri tre cacciatori che dal proprio capanno di caccia utilizzavano richiami vivi con anello di identificazione palesemente contraffatto; per loro la pena pecuniaria prevista è fino a 1.549 euro (per chi esercita la caccia con richiami vivi non consentiti), nonché l’ipotesi prevista dall’art. 468 del Codice Penale, con pena detentiva (reclusione) da uno a cinque anni e con la multa fino a 1.032 euro. Tutti gli esemplari vivi sono stati consegnati ad un CRAS accreditato per la successiva reintroduzione in natura. Queste azioni si inseriscono in una più complessa attività di repressione del fenomeno del bracconaggio e dell’illecito esercizio venatorio sull’intero territorio bresciano.


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