QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Attentato in Francia, le avvisaglie erano chiare: anche l’Italia nel mirino. Le reazioni delle istituzioni: “Basta perbenismo. Siamo in guerra, chiudiamo le frontiere”

sabato, 14 novembre 2015

Trento – Gli attentati in Francia, dove hanno perso la vita almeno 127 persone secondo l’ultimo bilancio, hanno rinfocolato le polemiche sulle frontiere aperte. L’allerta è massima anche in Italia, dove tra l’altro il Ros dei carabinieri ha smantellato nei giorni scorsi una cellula di terroristi che aveva una base operativa a Merano. Nella tarda serata a dieci mesi dall’assurdo attentato al Charly Ebdo, altri sette atti terroristici sono stati perpetrati a Parigi.

Si è trattato di azioni coordinate, dato che sono avvenute in contemporanea, stavolta colpendo alla cieca, cioè senza precise motivazioni. Tre gli attentati più gravi.

LE REAZIONIcarabinieri del Ros

Oltre alla commossa e partecipe vicinanza alle famiglie delle vittime e al popolo francese, non mancano le reazioni politiche e vanno in una direzione ben precisa: prendere atto che siamo in guerra. ”Vorrei che in ogni Comune si intitolasse una via, una piazza, un teatro a Oriana Fallaci”, lo scrive il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ricordando le lucide analisi della giornalista sul rischio del fondamentalismo islamico per l’Occidente.

Invece il Governatore del Trentino, Ugo Rossi, ha sottolineato: “Di fronte a fatti così gravi, accanto al dolore e all’incredulità dobbiamo tutti trovare la forza di gridare no al terrorismo e ad ogni forma di intolleranza e fanatismo”. “E’ un nuovo duro colpo non solo alla Francia ma all’Europa intera che sta attraversando una delle fasi più delicate della sua storia – aggiunge Rossi -. Per questo credo che anche un territorio piccolo ma particolare come il nostro, che ha fatto della pace, della convivenza e del dialogo la propria bandiera, debba far sentire la sua voce, esprimendo non solo la vicinanza a chi è stato direttamente colpito, ma la ferma condanna a chi usando la violenza ed il terrore cerca di minare le basi della nostra democrazia e dei valori in cui crediamo”. ”A quanti si riconoscono nella religione islamica e rifiutano ogni forma di estremismo e violenza – conclude Rossi – rivolgiamo un appello affinché facciano sentire con forza la loro voce e sappiano isolare qualsiasi piccolo germoglio di fanatismo perché il seme della distruzione e della pazzia non trovi mai più alcun terreno disposto ad accoglierlo”.

Il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher si dichiara “estremamente choccato” per i drammatici avvenimenti di Parigi, ed esprime a nome di tutta la Giunta provinciale solidarietà e vicinanza alle vittime e alla popolazione francese. “Si tratta di un attacco all’Europa e alla libertà – commenta – noi difenderemo i valori della democrazia” e parla di “brutale attacco al nostro ordine democratico, che siamo chiamati a difendere in maniera chiara e forte, ma senza reazioni avventate”. Riferendosi alle recenti indagini che hanno coinvolto Merano e l’Alto Adige, Kompatscher spiega che “il solo pensiero che in Alto Adige vi siano persone che pianificano attacchi terroristici di questo genere rende il tutto ancora più drammatico”.  In conclusione, il Landeshauptmann esprime alle vittime, ai loro parenti e a tutta la popolazione francese, la “massima solidarietà e vicinanza. L’Europa dovrà rispondere in maniera unitaria a queste violenze, ma il terrore non potrà sconfiggere la libertà”.

“È finita l’epoca dei perbenismi, dei ripensamenti e delle delicatezze – afferma il presidente del Veneto, Luca Zaia  - la civilissima e democratica Francia ci insegna che la chiusura delle frontiere, l’esercito nelle strade, controlli e perquisizioni attente, efficaci e penetranti, lo stato di emergenza nazionale, devono e dovranno diventare la nostra normalità e la nostra quotidianità, se vogliamo davvero, e non solo a parole, difendere lo Stato democratico, le libere istituzioni, la nostra gente indifesa”.

Anas, Valle d’Aosta – chiuso tratto ss 26 al confine con la Francia

E’ stato chiuso al traffico il tratto della strada statale 26 dir “del Piccolo San Bernardo” nei pressi del confine di Stato, nel comune di La Thuile.

Il provvedimento è stata reso necessario a seguito della decisione delle autorità francesi di chiudere il tratto stradale ai confini con l’Italia in via cautelare per ragioni sicurezza.

Nei pressi del confine di Stato sono stati posizionati pannelli a messaggio variabile per segnalare ai clienti la chiusura del tratto stradale.

Sul posto è presente il personale dell’Anas e delle Forze dell’ordine per far defluire il traffico.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136