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Attentati in Trentino: gli inquirenti concordano sulla pista anarchica e insurrezionalista

venerdì, 4 aprile 2014

Trento – Una strategia della tensione dietro gli attentanti in Trentino. E’ una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti dopo i vari episodi accaduti da inizio anno. Infatti si contano tre casi:  a inizio gennaio a Rovereto, con l’esplosione di una bombola di gas causando lievi danni a mura di aziende che avevano a che fare con la costruzione del nuovo carcere di Trento, il 28 gennaio l’esplosione di una bombola di gas davanti al Tribunale di sorveglianza, rivendicata dall’area anarchica (nella foto sotto gli inquirenti al lavoro) e infine l’esplosione davanti alla sede di Casa Pound il 26 marATTENTATO ALLA PROCURAzo scorso a Trento.

Secondo gli inquirenti ci potrebbe essere un piano seriale dietro gli attentati. E’ quanto sarebbe emerso nel corso di una riunione convocata negli uffici della procura di Trieste dal procuratore capo Carlo Mastelloni. Nell’analisi dei tre episodi trentini sarebbe stata individuata una sequenza seriale,  una continuità dell’operatività attuata per
azioni dimostrative. Antistatalismo e anticarcerario sono le due linee di lotta che sarebbero seguite dai gruppi anarco- insurrezionalisti, in particolare nei tre attentati compiuti in Trentino Alto Adige. Secondo
quanto si e’ potuto apprendere, nel corso dell’incontro in Procura si sarebbe fatto il punto sulla situazione dei vari gruppi anarco-insurrezionalisti nel Nordest e, in particolare, in Trentino Alto Adige.


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