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Arrestato presunto jihadista nel Bresciano: voleva radicalizzare il figlio. Bordonali: “Integrazione processo fallimentare”

giovedì, 3 novembre 2016

Fiesse  - Gafurr Dibrani, kosovaro di 24 anni residente a Fiesse, in provincia di Brescia sul confine con Mantova, è finito in manette nell’ambito di un’operazione antiterrorismo. Arrestato dalla Digos di Brescia, dovrà rispondere di apologia dell’ideologia jihadista attraverso lo strumento della rete internet. Pubblicava video che inneggiavano all’Isis, predicava frasi sulla guerra santa e soprattutto cercava di radicalizzare il figlioletto di pochi anni.

Gafurr Dibrani, questo il suo nome, inneggiava al Daesh, aspirava al martirio e faceva propaganda alla jihad. Il monitoraggio delle attività in rete dell’uomo ha permesso alla Digos di seguire il processo di radicalizzazione dello straniero che ha riguardato anche il suo modo di vestire, di portare barba e capelli e anche quello di educare i suoi figli.

L’Islam radicale e’ una piaga sociale e come tale deve essere combattuta ed eliminata. Ringrazio gli agenti che hanno condotto questa mattina l’operazione. Ora la giustizia fara’ il proprio corso, ma rimane la conferma di come i fondamentalisti islamici non siano compatibili con la nostra cultura e con la nostra civilta’. Purtroppo notiamo spesso come siano i giovani a propagandare ideologie jihadiste, segno del fallimento di un processo di integrazione promosso da buonisti e da una certa parte politica“. L’assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione della Regione Lombardia, Simona Bordonali, ha commentato con queste parole l’arresto avvenuto questa mattina a Fiesse, in provincia di Brescia.


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