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Bracconiere di Gavardo arrestato dai Carabinieri Forestali

giovedì, 2 novembre 2017

Gavardo – I militari delle stazioni Carabinieri Forestali di Gavardo e Vobarno hanno arrestato in flagranza di reato un cittadino di Gavardo (Brescia) sorpreso ad esercitare l’attività venatoria senza essere in possesso di licenza in località “Mocasina” del Comune di Calvagese della Riviera.

Sorpreso dai militari ha tentato una rocambolesca fuga abbandonando sul posto il fucile carico, ma è stato rintracciato dai Carabinieri Forestali che gli hanno contestato, oltre ai reati di furto venatorio e rifiuto di indicare le proprie generalità richieste da Pubblico Ufficiale, anche i reati di porto abusivo di arma comune da sparo ed omessa custodia della stessa. Dai successivi accertamenti è emerso che alla persona, nell’anno 2012, era stata vietata la detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti con decreto emesso dal Prefetto di Brescia, pertanto si configurava a suo carico anche l’ipotesi di reato di inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità (articolo 650 C.P.). l’uomo attualmente si trova in carcere in attesa di giudizio.Carabinieri Forerstali 1

CONTRASTO BRACCONAGGIO - I fatti descritti si sono verificati mentre le pattuglie dei Carabinieri Forestali di Vobarno e Gavardo svolgevano gli ordinari servizi di controllo sull’esercizio dell’attività venatoria e di contrasto al fenomeno del bracconaggio, attività nelle quali i Reparti sono particolarmente impegnati in questo periodo e che, solo nell’ultima settimana, hanno portato alla denuncia in stato di libertà di 15 persone per reati in materia venatoria, commessi principalmente nei Comuni di Montichiari, Pozzolengo, Vobarno, Mazzano, Desenzano, Serle e Puegnago.

La violazione più comunemente riscontrata è costituita dall’impiego di richiami acustici elettromagnetici, mezzo di caccia non consentito: in un caso, in particolare, due cacciatori occultavano due richiami acustici all’interno di una gabbietta contenente un esemplare impagliato di tordo, subito notato dagli operanti. Altra violazione comune è costituita dall’utilizzo di richiami vivi privi di anello identificativo inamovibile ovvero muniti di anello alterato o contraffatto. Inoltre si sono riscontrati ulteriori illeciti inerenti la detenzione delle armi (omessa custodia di armi e porto abusivo di armi da fuoco).

Nell’ultima settimana i Carabinieri Forestali hanno elevato sanzioni amministrative per un importo di oltre 2.000 euro per violazioni della normativa sulla caccia per mancato rispetto delle distanze da strade e fabbricati, caccia in forma diversa da quella prescelta, omessa annotazione sul tesserino regionale della fauna abbattuta; infatti la Legge 157/1992 prevede che la fauna selvatica stanziale e migratoria abbattuta deve essere annotata sul tesserino venatorio subito dopo l’abbattimento, e non al termine della giornata di caccia.


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