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Arco di Trento, al processo ex Argentina sei condanne e assoluzione per il vicesindaco. Patt: “Bresciani galantuomo”

mercoledì, 31 maggio 2017

Arco di Trento – L’inchiesta sull’ex compendio Argentina si è concluso con la condanna da parte del giudice Carlo Ancona a un mese di reclusione per  Roberto Miorelli, legale rappresentante della Cosmi Costruzioni, e Gianluca Miorelli, amministratore delegato e Bianca Maria Simoncelli, dirigente dell’area tecnica, tutti accusati di lottizzazione abusiva nell’ambito dell’inchiesta sulla costruzione nell’area ex Argentina. Anche ai tre progettisti, Alessio Bolgan, Bruno Ferretti e Mariano Zanon, un mese di pena. Assolti invece il vicesindaco di Arco, Stefano Bresciani, la funzionaria comunale Tiziana Mancabelli e i membri della Commissione edilizia di Arco.

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Sull’assoluzione del vicesindaco di Arco si registrano le prime reazioni. “Siamo felici per l’assoluzione di Stefano Bresciani, vicesindaco del PATT di Arco, nel processo per l’ex-Argentina. Lo avevamo sempre detto che il tempo sarebbe stato galantuomo. Non abbiamo mai avuto dubbi sulla correttezza di Stefano e siamo contenti di averlo difeso in nome di un principio garantista”, è il commento del segretario politico del PATT, senatore Franco Panizza, e del consigliere provinciale di Arco, Luca Giuliani.

“Anche questo caso – proseguono Panizza e Giuliani – ci ricorda l’importanza di non emettere sentenze prima della Magistratura. Stefano in questi anni è stato oggetto di attacchi da parte di alcuni esponenti politici cittadini che oggi dovrebbero avere la decenza di porgere pubblicamente le loro scuse. Non credo arriveranno, ma poco importa: l’importante è che Stefano sia stato assolto dimostrando, ancora una volta a noi tutti, come il garantismo sia prima d’ogni altra cosa un principio di civiltà”.


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