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Andalo, arrestata da carabinieri di Cles mamma che contraeva debiti senza onorarli

martedì, 4 febbraio 2014

Andalo - Da alcuni giorni andava a spasso per le vie di Andalo con il suo bambino la donna arrestata ieri sera dai carabinieri di quella stazione. La sua presenza sarebbe potuta passare inosservata, confondendosi tra i molti turisti che in questi giorni popolano la città. E’ forse avrebbe voluto questo la cinquantasettenne di origini austriache, perché proprio per la sua abitudine a muoversi in contesti affollati per beneficiare di servizi e prestazioni con la consapevolezza di non onorarli si era vista condannata, peraltro più volte, per il reato di “insolvenza fraudolenta”, sentenze sfociate nell’irrogazione, da parte del Tribunale di Trento, del provvedimento di esecuzione notificatole dai militari, che la cercavano dal 2011.

In verità i Carabinieri erano sulle sue tracce da qualche giorno, da quando alcuni esercenti del luogo sCarabinieri Darfo Boarioi erano portati presso i loro uffici per raccontare di una cinquantenne che, dopo aver pernottato o consumato pietanze in compagnia di un bambino, o si era allontanata “alla chetichella” oppure, accampando banali scuse, aveva chiesto di poter rinviare di qualche giorno il pagamento del dovuto, sempre senza però farsi più viva.

La descrizione della donna e, su tutto, la sua compagnia, ne hanno in qualche modo facilitato il rintraccio. Così, infatti, un equipaggio in servizio di pattuglia l’ha riconosciuta tra i clienti di un negozio di abbigliamento (aveva appena ordinato merce per un valore di circa seimila euro!) e l’ha fermata, scoprendo che della medesima il Tribunale di Trento aveva disposto la cattura nel 2011, perché scontasse circa 10 mesi di reclusione. Il Tribunale per i Minorenni aveva anche decretato che il figlio fosse affidato al padre naturale. Per questo i militari hanno accompagnato la donna presso la Casa Circondariale di Spini di Gardolo e consegnato il bambino al papà.
L’abitudine a contrarre debiti della donna austriaca, S.B., 56 anni, davvero non l’aveva persa: le indagini, che ancora proseguono al fine di determinare con esattezza le condotte illecite della fermata, hanno permesso di scoprire che la medesima si era perfino rivolta ad un’agenzia immobiliare per contrattare l’acquisto di 3 appartamenti: l’anticipo di alcune decine di migliaia di euro, che si era impegnata a versare, aveva detto che sarebbe stato prelevato da un conto corrente acceso presso una banca di Bruxelles.


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