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Aggressione e furto: due arresti dei carabinieri nel Bresciano

martedì, 27 febbraio 2018

Nave – I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brescia l’altro ieri hanno tratto in arresto un tunisino irregolare sul territorio nazionale sorpreso a rubare vari prodotti, tra cui alcolici e cosmetici all’ Esselunga via Volta.

Il soggetto introdottosi all’interno dell’esercizio commerciale in serata, approfittando della presenza di numerose persone, nascondeva la refurtiva  tra gli indumenti tentando di oltrepassare inosservato le casse; veniva però notato dal personale di vigilanza che chiamava prontamente il 112. Nel frattempo il tunisino, vistosi scoperto, tentava di darsi alla fuga e, braccato dal direttore del supermercato, non esitava a colpirlo con calci e a minacciarlo con un coltello.

I militari, prontamente intervenuti, riuscivano a bloccarlo senza danni per nessuno e a restituire la refurtiva, del valore di 350 euro circa all’esercizio commerciale. Accompagnato in caserma, il soggetto è risultato altresì irregolare sul territorio nazionale. Giudicato mediante rito direttissimo è stato condannato ad un anno e 5 mesi di reclusione.

AGGRESSIONE DI NAVE: I CARABINIERI ARRESTANO IL RESPONSABILE

I Carabinieri della Stazione di Nave hanno tratto in arresto un uomo classe ‘75 di Brescia, pluricensurato sottoposto al regime di sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel comune di Nave, a seguito dell’ordinanza emessa dal Tribunale di Brescia, in quanto responsabile dell’aggressione dello scorso 6 Febbraio in un appartamento situato a Nave ai danni di un altro pluricensurato di Lumezzane classe ‘71.

I due infatti, a causa di pregresse questioni economiche , avevano iniziato a discutere animatamente, fino a quando il 43enne accecato dalla rabbia aveva accoltellato il 47 enne, ferendolo in più parti del corpo e fuggendo via. I militari della Compagnia di Gardone Val Trompia e della Stazione di Nave hanno così eseguito delle indagini serrate per identificare il responsabile e ricostruire la dinamica della violenta aggressione.

All’esito, sono cosi scattate le manette per il 43enne con l’accusa di “tentato omicidio” aggravato dal fatto che veniva messo in atto in regime di sorvegliato speciale, “porto di armi o oggetti atti ad offendere” e “violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale”. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato associato presso la Casa Circondariale “Nerio Fischione” di Brescia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


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