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Salvare l’ospedale di Tione: gli amministratori delle Giudicarie attaccano i coordinatori del Pd Valle Chiese

martedì, 19 agosto 2014

Tione – Cresce la protesta per salvare l’ospedale di Tione. E adesso è scontro politico: dura presa di posizione da parte degli amministratori delle Giudicarie a fronte del comunicato diffuso dai coordinatori dei Circoli del Partito Democratico del Basso Chiese e di Tione.

«Salviamo l’ospedale di Tione». Petizione motivata per garantire diritto alla sanità e parità di trattamento. Ha procurato sconcerto, negli amministratori delle Giudicarie, il contenuto del comunicato stampa dei coordinatori dei Circoli del Partito Democratico del Basso Chiese e di Tione relativo all’ospedale di Tione, diffuso nella giornata di ieri. Il comunicato infatti riporta notizie non corrette e diffamatorie.

La petizione portata alla attenzione della popolazione in questi giorni è chiara e trasparente: si chiede vengano assicurati servizi sanitari sicuri e di qualità, garantendo il diritto alla salute dei Giudicariesi e dei numerosi ospiti, al pari degli altri cittadini del Trentino; si evidenzia come la chiusura di un reparto essenziale come quello di Ostetricia e Ginecologia comporterebbe un declassamento dell’intero ospedale di Tione; si chiede venga predisposto un organico e dettagliato Piano sanitario provinciale, che tenga conto del modificato e complesso contesto finanziario, dando attenzione alle esigenze dei territori e concertando con gli stessi le soluzioni più appropriate.

Questi quindi i motivi e le richieste per le quali gli amministratori delle Giudicarie, con delibera congiunta di Sindaci, Giunta della Comunità e Capigruppo Assembleari, hanno ritenuto propria responsabilità dar voce alle necessità dell’intero territorio. Non si è mai affermato che a seguito della ipotizzata soppressione del reparto di Ostetricia e Ginecologia l’Ospedale di Tione sarebbe stato chiuso. Anzi si sta lavorando affinché ciò non avvenga. Si rigetta quindi con forza l’accusa di dare ‘informazioni fuorvianti’ alla gente e di ‘non dire la verità per fini elettorali’.

E’ peraltro facile dedurre che la soppressione di un’Unità Operativa così importante comporti un “declassamento” della struttura nel suo complesso. L’esempio é sotto gli occhi di tutti: basta considerare quanto accaduto all’ospedale di Borgo Valsugana, per il quale la chiusura del punto nascite ha portato ad esonerare l’Azienda sanitaria dall’obbligo di apertura sulle 24 ore della sala operatoria.

Al tempo stesso, si evidenzia che chiedere di ottenere le prestazioni sanitarie necessarie senza affrontare lunghe distanze in un contesto logistico molto difficoltoso non può essere considerato una “comodità”. Quanto si chiede è di garantire il diritto ai servizi essenziali con parità di trattamento per tutti i Cittadini.

Con riferimento al richiamo alla ‘responsabilità’ degli amministratori, preme infine sottolineare come tutti gli amministratori siano consapevoli della criticità del momento. Proprio per questo sono state chieste all’Assessorato provinciale ed all’Azienda Sanitaria:
a) chiarezza e trasparenza, in termini di modalità per garantire la sicurezza delle prestazioni, quindi in termini di obiettivi, criticità e risorse;
b) reale condivisione, per affrontare in modo congiunto la complessità, partendo da una approfondita conoscenza dei territori e delle esigenze della popolazione, al fine di coniugarle con le risorse disponibili e potenzialmente con nuovi modelli organizzativi, in un contesto profondamente modificato.
Si rigetta quindi l’accusa diffamatoria con riferimento alla ‘responsabilità degli Amministratori’, formulata da parte dei coordinatori dei circoli PD del Basso Chiese e di Tione.

Peraltro, la strutturazione di un documento condiviso da ben sei Comunità di valle, rappresentative di oltre 130 Comuni, portato alla attenzione della Giunta e del Consiglio provinciale la scorsa settimana, e relComunità Giudicarieativo proprio agli obiettivi, al metodo ed alla condivisione di responsabilità rispetto al Piano sanitario provinciale ed alla Rete Ospedaliera, è la conferma del senso e dell’appropriatezza dell’operato degli Amministratori delle Giudicarie (Nella foto).

Infine, la massiccia adesione alla petizione popolare é la testimonianza più evidente che i giudicariesi, e non solo, hanno compreso la portata della iniziativa attivata congiuntamente da Comunità e Comuni delle Giudicarie, che va ben oltre le vacue dichiarazioni di principio di alcuni esponenti politici.


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