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Rete delle Riserve della Sarca – medio e alto corso: firmato l’accordo

lunedì, 21 ottobre 2013

Pinzolo – Questa mattina, nella Sala Belli del palazzo della Provincia, il Presidente Alberto Pacher e i rappresentanti dei Comuni e dei soggetti istituzionali interessati hanno firmato l’Accordo di programma che prevede l’attivazione della “Rete delle Riserve della Sarca – medio e alto corso”.riva-del-garda-foto-aeree-008

Erano presenti i sindaci dei ventisei Comuni giudicariesi interessati alla Rete e i rappresentanti della Comunità delle Giudicarie, di quattro ASUC della zona e del BIM Sarca-Mincio Garda, che nella rete assumerà il ruolo di soggetto responsabile. Il Presidente della Provincia, per parte sua, era accompagnato da Romano Masè, dirigente generale del Dipartimento Territorio, ambiente e foreste, e da Claudio Ferrari, dirigente provinciale della Rete delle Aree protette.

“È molto significativo – ha detto il Presidente della Provincia in apertura di incontro, – che la firma di oggi avvenga a pochissimi giorni di distanza dall’attivazione ufficiale di un’altra importante rete, quella delle Riserve della Val di Fiemme-Destra Avisio. Sono sette, in totale, le reti attive oggi, mentre cinque anni fa erano solamente due, quella del Monte Bondone e quella dell’area di Brentonico. Vorrei qui ricordare che l’istituzione di queste Reti delle Riserve è un passaggio nevralgico nella strategia di tutela dell’ambiente trentino, perché da un lato si riconosce l’efficacia della politica ambientale promossa e sostenuta fino ad oggi dalla Provincia e dalle comunità locali, mentre dall’altro prefigura una nuova regia coordinata fra tutti i soggetti che sono coinvolti nella tutela e nella valorizzazione dell’ambiente. E quello di oggi è un piccolo passo storico – ha proseguito il Presidente rivolgendosi direttamente ai sindaci, – che consolida un percorso che ci porterà fino all’istituzione del Parco fluviale del fiume Sarca. Quel Parco sarà un unicum a livello europeo, che raccoglie valori didattici, ambientali, culturali, turistici ed economici d’importanza internazionale. Sarà una delle più importanti attrazioni del Trentino, di cui beneficeranno non solo le popolazioni delle vostre aree, ma anche l’intera comunità provinciale. La Rete delle Riserve è proprio quel punto di equilibrio tra tutela e promozione, una strada ormai avviata e dalla quale non sarà più possibile tornare indietro. State creando una cultura di promozione equilibrata e al passo coi tempi, che si muove attivando e movimentando risorse sia provinciali sia locali. Questi progetti funzionano, infatti, solo se gli amministratori locali ci credono: la vostra condivisione è la polizza sulla vita che garantisce il futuro di queste Reti di Riserve”.

Parole di compiacimento sono poi venute dai sindaci e dai rappresentanti del BIM Sarca-Mincio Garda e della Comunità delle Giudicarie. Prima di passare alla firma, Romano Masè ha elencato i tre punti centrali della politica ambientale della Provincia che si concretizzano in queste reti ambientali: “Parlare non più di biotopi singoli, bensì di Reti di Riserve; far decollare questi progetti non più dall’alto, ma coinvolgendo attivamente le popolazioni locali; integrare fortemente la conservazione con lo sviluppo spostenibile”.
Claudio Ferrari, per parte sua, ha fornito alcune cifre: “Sette sono le Reti di Riserve in Trentino (Parco Naturale locale del Baldo; Monte Bondone; Cembra, Basso Sarca; Sarca medio e alto corso; Alpi ledrensi, Fiemme e Destra Avisio), che coinvolgono circa sessanta Comuni e sei Comunità di valle; se ci aggiungiamo anche i Parchi naturali provinciali, le amministrazioni locali interessate salgono a novanta. Oggi quasi il 30% del territorio provinciale è in qualche modo protetto, mentre per quel che riguarda le Reti di Riserve, dai Comuni e dalle Comunità di Valle viene circa un quarto delle risorse finanziarie necessarie per la gestione”.

Ai sindaci e ai rappresentanti degli altri soggetti istituzionali convocati per la firma dell’Accordo è stata consegnata una copia del dossier che sintetizza in lingua italiana il materiale che è stato recentemente presentato all’Unesco per la candidatura a Riserva della biosfera delle Alpi ledrensi e della Judicaria “dalle Dolomiti al Lago di Garda”.

LA RETE DI RISERVE DELLA SARCA – MEDIO E ALTO CORSO

Sono ben 26 i Comuni che hanno già deliberato di entrare a far parte coi loro territori della “Rete delle Riserve della Sarca – medio e alto corso” e che oggi hanno sottoscritto l’Accordo di programma con la Provincia autonoma di Trento. Sono Bleggio Superiore, Bocenago, Bolbeno, Bondo, Breguzzo, Caderzone Terme, Comano Terme, Carisolo, Daré, Dorsino, Fiavé, Giustino, Massimeno, Montagne, Pinzolo, Preore, Ragoli, Roncone, San Lorenzo in Banale, Spiazzo, Stenico, Strembo, Vigo Rendena, Villa Rendena, Tione di Trento, Zuclo. I soggetti istituzionali interessati alla Rete sono invece la Comunità delle Giudicarie, le ASUC di Dasindo, Fiavé, Saone e Verdesina, nonché il BIM Sarca-Mincio Garda, che assumerà il ruolo di soggetto responsabile della Rete delle Riserve.
L’Accordo prevede una gestione unitaria e coordinata delle aree protette presenti nell’ambito territoriale della Rete, finalizzata alla conservazione attiva delle aree, alla tutela e al miglioramento dello stato di conservazione delle emergenze ambientali che stanno alla base della loro istituzione e alla loro valorizzazione in chiave sia educativa sia ricreativa, coltivando il progetto di un turismo ecosostenibile.

Le aree protette che ricadranno nella Rete sono:
- Le aree di protezione fluviale del Fiume Sarca dei Comuni interessati a monte dello storico ponte Balandino;
- SIC IT3120109 Valle Flanginech;
- Riserva locale Caderzone;
- Riserva locale Ches;
- Riserva locale Iscla;
- SIC IT3120152 Tione – Villa Rendena;
- SIC IT3120159 Le Sole (con le Riserve locali Sole A e B), a cui si affiancano le Riserve locali Blano A e B);
- Riserve locali tra di loro attigue: Zuclo, Saone; Selecce-Molina, Faustino, Saone-Pez;
- Riserva Locale Caiane;
- SIC IT3120068 e riserva provinciale Fiavé;
- SIC IT3120069 Torbiera Lomasona e riserva provinciale Lomasona, a cui si affianca la riserva locale Lomasona e Pozza Prete.


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