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Ponte dei Servi, deviazione pericolosa sulla SS237: il PATT Giudicarie critica il provvedimento

mercoledì, 10 agosto 2016

Ponte Arche - “Al Ponte dei Servi deviazione pericolosa: servono interventi più sicuri e duraturi”, è il messaggio del PATT Giudicarie per trovare soluzioni innovative sul traffico.

Infatti dallo scorso 6 luglio e fino ai primi di settembre, chi volesse recarsi da Trento in Giudicarie, è costretto a deviare dalla statale 237 del Caffaro per imboccare, dopo aver attraversato il Ponte dei Servi, la statale 421 e ridiscendere successivamente verso l’abitato di Ponte Arche.

lavori e code statale 42

La misura, che non è stata presa per l’esecuzione di lavori sulla carreggiata, bensì per decongestionare dalle auto l’abitato di Ponte Arche durante la stagione estiva, ha già sollevato polemiche sia fra i pendolari che fra i residenti del posto.

In merito a questa questione, come sezioni del PATT delle Giudicarie, ci siamo interrogati se fosse più importante avvallare un provvedimento che in qualche modo potesse attrarre più turisti, oppure agevolare i pendolari giudicariesi che tutti i giorni sono alle prese con una viabilità non certo facile.

Un risposta univoca a questa domanda, ovviamente non c’è. Sta di fatto, però, che se a lamentarsi sono gli stessi commercianti di Ponte Arche, evidentemente tutto il beneficio auspicato dalla deviazione non c’è stato.

Per non parlare della sicurezza: le segnalazioni che ci sono arrivate a voce in queste settimane di chiusura della strada, unitamente a lettere e commenti apparsi su stampa locale e social network, pongono degli interrogativi che non possono restare inascoltati.

A tutto ciò vorremmo aggiungere una nostra segnalazione che riguarda il Ponte dei Servi: all’inizio del ponte, infatti, si può notare un segnale che indica l’obbligo per i camion sopra le 24 tonnellate di stare ad una distanza non inferiore ai 75 metri da altri mezzi con le stesse caratteristiche. In questi giorni questo segnale ha creato non pochi disguidi o perché male interpretato, con camion e pullman fermi ad inizio ponte indecisi se proseguire o meno ritenendo quel segnale un divieto di transito per i mezzi pesanti, oppure non applicato con camion incolonnati che procedono a distanze molto inferiori ai 75 metri prescritti.

A questo punto appare ovvio che ogni valutazione sul turismo vada in secondo piano: la variante predisposta per i veicoli provenienti da Trento e diretti in Giudicarie presenta problemi di scorrevolezza e di sicurezza. I mezzi che nei giorni scorsi si sono infilati nei tratti di strada a senso unico andando di fatto contromano, quelli che sorpassano sia sul tratto di strada che normalmente porta a Ponte Arche che su quello che scende verso l’abitato dietro il Grand Hotel Terme, il doppio senso di marcia dal bivio per Villa Banale al Ponte dei Servi, i mezzi pesanti che transitano sul ponte senza nessun controllo sul rispetto del segnale stradale che ne regola la circolazione, rappresentano degli episodi gravi e pericolosi che non possono essere tollerati.

Il beneficio per il turismo delle Terme di Comano, comunque da quantificare, non può giustificare una minor sicurezza per pendolari, turisti e residenti.

Le eventuali soluzioni per decongestionare l’abitato di Ponte Arche vanno ricercate tenendo conto delle esigenze di tutti, chiedendo, se necessario, un aiuto alle altre comunità delle Giudicarie e a tutti gli esponenti politici locali per perorare, a livello provinciale, degli interventi duraturi ed efficaci, come la tangenziale di cui si parla da anni, in grado di garantire anche la giusta sicurezza di chi tutti i giorni è costretto ad usare il proprio veicolo.

In questo senso, come autonomisti giudicariesi, siamo pronti a fare la nostra parte, ma non possiamo giustificare questa soluzione temporanea che tutto può essere tranne che quella più sicura e definitiva.


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