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Pinzolo, in Consiglio arriva la grana del progetto hotel a 5 stelle e relative villette

giovedì, 11 luglio 2013

Pinzolo – Gli albergatori di Pinzolo e della Val Rendena sollevano perplessità sull’ipotesi di costruzione di un nuovo hotel a 5 stelle e annessi appartamenti. Le  due associazioni, Unione Albergatori e Associazione Albergatori trentini, hanno scritto al sindaco William Bonomi e il documento sarà presentato stasera in consiglio comunale. L’argomento fa tanto discutere a Pinzolo.

Ecco il testo integrale della lettera che sarà consegnata al sindaco Bonomi.SAM_3323

Le associazioni di categoria degli albergatori del Trentino, venute a conoscenza che codesta amministrazione comunale intende portare avanti un progetto che consente la costruzione sul territorio del comune di Pinzolo di un nuovo Hotel a 5 stelle con annessi appartamenti, si permettono di portare all’attenzione del consiglio comunale di Pinzolo alcune considerazioni in merito a tale scelta.

L’attuale situazione economica preoccupa notevolmente gli albergatori di Pinzolo e della val Rendena; ormai da alcuni anni il turismo in questa valle tende a regredire malgrado gli sforzi pubblici e privati fatti per migliorare strutture alberghiere e località sia in estate che in inverno.
I nostri associati sono profondamente allarmati e chiedono che prima di decidere nel merito di un’operazione di questa portata si possa aprire un tavolo congiunto con l’amministrazione comunale al fine di valutare in maniera concertata e più compiutamente l’intera operazione e le criticità che da questa derivano.
Nutriamo notevoli perplessità in merito alla sostenibilità dell’investimento sotto l’aspetto economico-finanziario da parte del privato, per quanto ciograve; non stia a noi valutarlo. Riteniamo peraltro che un amministratore dovrebbe tenere in considerazione queste nostre preoccupazioni, che riguardano sia l’ambito sia il periodo che stiamo affrontando.
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Quindici anni fa, prefigurando un futuro di incremento delle attività alberghiere confortata dai numeri degli arrivi e presenze sempre in continuo aumento, l’amministrazione comunale aveva individuato nelle previsioni urbanistiche un’area che dava la possibilità di un’ulteriore espansione alberghiera. Oggi, al contrario, ci troviamo con una crisi nazionale e internazionale in atto ormai da alcuni anni e che non lascia molto spazio per previsioni di espansione nel prossimo futuro.
Dai dati in possesso delle locali casse Rurali (aggiornati a pochi mesi fa) emerge chiaramente come le nostre strutture ricettive siano in forte sofferenza ma soprattutto viene evidenziato che ci sono quasi il 40% dei posti letto vuoti durante i mesi di “stagione”; da quest’ultimo dato si evince che al momento Pinzolo e la valle non hanno assolutamente bisogno di posti letto, anche se questi fossero di altissima qualità.
La maggior parte delle strutture alberghiere ha affrontato in questi anni forti investimenti per ristrutturare e creare sempre maggiori servizi per la clientela ed oggi si trova in forte difficoltà a fronteggiare la crisi perché si trova appesantita nei bilanci dai mutui accesi e dalla contrazione delle entrate. Vista la considerevole cifra che le nostre attività versano alle casse comunali quale gettito fiscale, pensiamo di avere il diritto di esprimere la nostra opinione nella speranza di venire ascoltati perché le nostre preoccupazioni e perplessità non nascono dal volere difendere il nostro “piccolo orticello”, bensì dalla decisa convinzione che, prima di consentire un’iniziativa di questa portata che andrà a destabilizzare il già precario equilibrio dell’offerta alberghiera in loco, debbano essere superate tutte le perplessità ed i dubbi che ancora oggi emergono in merito a questa operazione.
L’amministrazione comunale è convinta che il progetto in questione sia per Pinzolo un’opportunità perché potrebbe garantire maggior afflusso di clienti e tutto l’indotto che ne deriva. Se, almeno sulla carta, ciò è grave;  essere un’opzione condivisibile, vogliamo perà grave; far presente come categoria il contesto economico del momento: una stagione “storta” più grave; portare al punto di non ritorno i nostri conti economici; già garantire la sopravvivenza dell’esistente nei prossimi anni richiederà uno sforzo enorme per tutti gli operatori; pensiamo quindi che da parte dell’amministrazione agevolare l’introduzione di un nuovo mega-albergo non sia né lungimirante, né un’opzione condivisibile!
In una riunione di pochi giorni fa è stata presentata in maniera sommaria tutta l’operazione che meriterebbe ben altro approfondimento e si è pure detto che tale albergo non potrà mai fare concorrenza alle strutture esistenti. Come perograve; è noto, da anni non esiste più l’obbligo di formulare un prezzo minimo e quindi, soprattutto per la situazione congiunturale attuale, diventa difficile per tutti riuscire a garantire determinati standard di prezzi.
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Ci permettiamo anche di fare un appunto su quanto questa amministrazione comunale sembra voler concedere in volumetrie svincolate dalla legge Gilmozzi: permettere di costruire 21 appartamenti da vendere nella realtà di Pinzolo, Giustino e Carisolo, già oltremodo satura di seconde case, vorrebbe dire mettere in ulteriore crisi anche il comparto degli affitti extra alberghieri dato che ad oggi, anche nei mesi di alta stagione, buona parte degli appartamenti esistenti rimangono sfitti.
In conclusione ci permettiamo di voler suggerire, non solo per questa iniziativa ma anche per quelle future, di voler coinvolgere il maggior numero possibile di associazioni di categoria per fare in modo che si possano discutere le problematiche in anticipo, evitando nel contempo inutili polemiche su decisioni calate dall’alto, che portano alla conseguenza di irrigidirsi sulle proprie idee, anziché provare a trovare soluzioni che possano essere accettate sia dal diretto interessato ma soprattutto dalle aziende e dalle persone che operano sul territorio.
Esempi di questo genere in Trentino ne abbiamo già avuti molti ed abbiamo constatato in che situazione versano i nostri associati che, malgrado le gravi difficoltà, ben difficilmente abbandoneranno le proprie attività purché vengano messi nelle condizioni di operare ad armi pari nel complesso mercato turistico.

Il Presidente ASAT Luca Libardi

Il Presidente UNAT  Giovanni Bort

 


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