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Pinzolo, il consigliere Cia incalza Gilmozzi sulla circonvallazione

mercoledì, 12 luglio 2017

Pinzolo – Il caso della circonvallazione di Pinzolo, accantonata per mancanza di risorse, tiene banco. Ad una recente interrogazione del consigliere provinciale Claudio Cia ha risposto l’assessore alla Mobilità, Mauro Gilmozzi.

Pochi giorni fa sono state analizzate le risposte della Giunta provinciale capeggiata da Ugo Rossi (Patt) ad alcune interrogazioni sulle Valli Giudicarie depositate dal consigliere provinciale e regionale Claudio Cia (coordinatore politico di AGIRE per il Trentino); se il nostro movimento si dimostra sempre pronto a dialogare e aperto al confronto su tematiche importanti, quello che si intuisce da parte della sinistra centralista (oltre al grande ritardo a rispondere) sono affermazioni da scaricabarile e a volte non proprio chiarissime, tant’è che ci siamo chiesti se l’alfabeto farfallino o altri linguaggi incomprensibili, siano tornati in voga.

In riferimento alla circonvallazione di Agrone, l’Assessore alle infrastrutture e all’ambiente Mauro Gilmozzi (Upt) fa sapere, in sostanza, che tutte le indicazioni normative e progettuali in materia ambientale e codicistica della strada sono state rispettate e che la circonvallazione di Pinzolo non è stata eseguita “in ragione dell’impossibilità di proseguire nell’appalto in relazione alle effettive disponibilità di bilancio a breve termine, non idonee a garantire il rispetto delle obbligazioni che sarebbero sorte per l’amministrazione”.

Ci si aspettava, come avevamo specificato nella replica al sindaco di Pieve di Bono Prezzo, che la politica tornasse ad avere il contatto con la realtà; senza aprire nessun’altra polemica, il gruppo Agire per il Trentino consiglia vivamente all’Assessore Gilmozzi di farsi un giro in Val del Chiese per capire che la realtà ambientale e stradale è ben diversa da quella burocratica descritta nelle sue scartoffie.

Per quanto concerne i casi SAPES e ISAF, il Vice governatore Alessandro Olivi (Pd) nonché Assessore allo sviluppo economico e lavoro, dopo aver elencato i fiumi di contributi provinciali ricevuti e revocati da queste aziende, ammette che le società in questione “si sono trovate ad affrontare una grave situazione di crisi finanziaria difficilmente sostenibile” e che l’Accordo di ristrutturazione ex articolo 182-bis predisposto dalle medesime “ha coinvolto parzialmente anche i crediti vantati da Trentino sviluppo spa e Tecnofin Trentina spa”; ed ovviamente non poteva mancare la mancata assunzione di responsabilità da parte della Giunta Provinciale per una situazione che sicuramente poteva e doveva essere tenuta sotto controllo più seriamente.

Infine, per quanto concerne il caso Alpicoop, l’Assessore alla cultura, cooperazione, sport e protezione civile Tiziano Mellarini (Upt), ha elencato la consueta pioggia di contributi provinciali ricevuti da tale cooperativa, conferma il fatto che la società cooperativa in questione non esiste più (senza spiegarne, però, le ragioni) in quanto “è stata incorporata per fusione dalla Lavoro Società Cooperativa Sociale; ciò nonostante, in quanto non state effettuate segnalazioni (a parte quella del consigliere Cia), è tutto in regola.


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