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Pinzolo dedica un monumento ad Adamello Collini

venerdì, 19 luglio 2013

Pinzolo – Una cerimonia in memoria di Adamello Collini. La sezione delle Giudicarie dell’Anpi, la sezione Sat  Pinzolo-Alta Val Rendena e il gruppo Ana di Pinzolo, con la collaborazione del Comune di Pinzolo organizzano un incontro al parco Ciclamino in memoria di Adamello Collini, storica guida alpina. L’appuntamento è alle 16.30 di oggi con la cerimonia di dedicazione del monumento, alle 17 la presentazione del volume “Fuochi accesi” di Giuseppe Grosselli e alle 18 la celebrazione della Santa Messa.

LA STORIAAdamellol_small

La guida alpina Adamello Collini, nato il 19 luglio 1890, pur essendo una vicenda vissuta negli anni bui dell’occupazione nazista, sembra discendere da un cristianesimo molto profondo. Infatti, quando la tirannide ottenebrò le menti degli invasori ed il timore offuscò le coscienze delle nostre genti, egli, nel nome della Legge del Signore, perseguì con umiltà la sua missione di guida alpina. Adamello Collini aiutò centinaia di disertori tedeschi e di prigionieri angloamericani, ad attraversare le imponenti glaciazioni che dominavano la Valle di Genova al fine di raggiungere la Svizzera.
Scoperto dalle SS, ed interrogato alla presenza dei suoi figli, egli non si umiliò né negò le missioni compiute come guida alpina. Incalzato dalle pressanti domande del comandante Swarz, egli affermò: “Non sono a conoscenza del Codice di Guerra, ma, qualora lo conoscessi, al di sopra di questo Codice vi è una Legge che, anziché proibire, ordina di ospitare, in questi luoghi selvaggi, chiunque chiede aiuto. E’ la Legge di Dio!”. Lo straordinario contegno di un padre, che nella sua semplice determinazione seppe indicare, al figlio parimenti prigioniero, la via dell’onore e l’osservanza di un comandamento di Dio, impressionò i suoi aguzzini. Arrestato e quindi tradotto da Bedole a Pinzolo, Adamello Collini seppe rinunciare alla libertà che un giovane carabiniere gli aveva proposto. Egli, consapevole che la sua fuga avrebbe significato la morte del milite, ma anche la persecuzione dei suoi familiari, rinunciò ad evadere ed affrontò un atroce destino. Adamello Collini morì il 12 febbraio 1945 a Melk, sottocampo di Mauthausen, luogo di tortura e di martirio per migliaia di deportati politici.

MEDAGLIA D’ORO

Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in data 26 luglio 2000 ha conferito, alla memoria della guida alpina Adamello Collini, la medaglia d’Oro al merito civile con la seguente motivazione: “Guida alpina, sempre generosamente disponibile nel soccorso in montagna, durante l’ultima guerra, incurante del grave rischio personale, accompagnava militari sbandati e alleati in fuga verso i territori liberi. Catturato dai tedeschi, veniva internato nel campo di Mauthausen, dove immolava la vita ai più nobili ideali d’umana solidarietà.”


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