QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad

Ad

Ad
Ad

Ad
Ad

Ad

Pieve di Bono, intervento del gruppo Agire sulle case di riposo

mercoledì, 6 dicembre 2017

Pieve di Bono – Sulla questione case di riposo riceviamo dalla coordinatrice territoriale di Agire per il Trentino – Val Rendena, Grazia Castellini (nella foto), il seguente comunicato e pubblichiamo: ”Riduzione dell’orario di lavoro, flessibilità a senso unico, zero rimborsi, spostamenti senza criterio, taglio degli stipendi. Sono parole che nessuno vorrebbe nemmeno sentire e che in una provincia autonoma si spererebbe rimanessero dei fantasmi; purtroppo le cose non stanno così. Dopo l’aggiudicazione dell’appalto per i servizi di sanificazione nelle case di riposo di Pieve di Bono – Prezzo, Condino (Borgo Chiese) e Storo c’è stata un grande contestazione da parte dei sindacati: il personale infatti, rappresentato quasi esclusivamente da donne, ne è uscito fortemente svantaggiato dalla nuova contrattazione. Con la riduzione dell’orario di lavoro ad esempio ci saranno ovviamente conseguenze pesanti sulle buste paghe; inoltre non ci è resi conto che non tutte le lavoratrici risiedono nel Comune del luogo di lavoro: quindi se una lavoratrice risiede a Storo ed è stata spostata a Pieve di Bono dovrà farsi mezz’ora di macchina (nella migliore delle ipotesi) magari per fare poche ore di lavoro, senza rimborsi spese e con evidenti disagi anche nella vita privata soprattutto se è anche madre di famiglia. È un’assurdità un trattamento del genere.Grazia Castellini Agire

Viene da chiedersi dove sia la maggioranza di governo provinciale, di tradizione proletaria (ormai di un antico passato), quando nei nostri territori accadono queste indecenze; e ci si chiede anche dove siano l’Assessore alla salute e alle politiche sociali Luca Zeni e l’Assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi.

Il primo ha fatto approvare una riforma del welfare anziani che secondo le sue parole “risponde ai bisogni delle famiglie”, e al personale delle case di riposo chi ci pensa? Sicuramente non il vice governatore, troppo occupato a divinizzare chi in zona ha ricevuto piogge di contributi provinciali sfruttando i lavoratori e prendendo in giro i contribuenti.

Concludiamo dicendo che le lavoratrici hanno la nostra piena solidarietà e che non basta parlare di diritti delle donne se poi non si riesce a guardare in queste realtà dove ci sono problematiche del genere, necessariamente da risolvere al più presto”.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136