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Piano Territoriale delle Giudicarie: approvato lo Stralcio Aree produttive

venerdì, 6 giugno 2014

Tione - È stato approvato all’unanimità dall’Assemblea della Comunità delle Giudicarie il Piano Stralcio delle aree produttive. «È un passo importante – introduce la Presidente Patrizia Ballardini – per la prima volta e’ il Territorio a decidere, esercitando in modo pieno la competenza trasferita dalla provincia.SAM_3324

Questa sera l’Assemblea decide sulla modifica dello strumento urbanistico, al quale i PRG comunali dovranno adeguarsi, con una delibera che giunge al termine di un intenso percorso di analisi e confronto che ha coinvolto il Territorio, a partire dallo studio della Università di Trento e di Trentino Sviluppo, quindi attraverso il “Tavolo di confronto e consultazione” per la predisposizione del Documento preliminare, la Conferenza per l’Accordo-quadro di programma, sino ai singoli comuni, alla Conferenza dei Sindaci, alla Commissione Assembleare».

Inoltre «anche le Amministrazioni comunali sui cui territori ricadono le aree produttive del settore secondario di livello provinciale, che con la citata nuova legislazione sono diventate materia di competenza urbanistica del PTC, hanno portato all’attenzione puntuali segnalazioni evidenziando la necessità di procedere ad una rivisitazione delle scelte pianificatorie per l’adeguamento alla nuova congiuntura economica ed anche alle nuove strategie imprenditoriali». Da qui la scelta della Giunta della Comunità delle Giudicarie di avvalersi dell’opportunità legislativa dei “piani stralcio” per dar riposta immediata alla criticità delle aree produttive di livello secondario, dando priorità alla predisposizione del “Piano stralcio – Aree produttive”. In autunno prevista la seconda adozione, quindi il passaggio in Giunta Provinciale, per l’entrata in vigore a pieno regime.

Un documento ispirato al «contenimento delle nuove costruzioni a favore del riutilizzo dei capannoni dismessi, la riqualificazione e valorizzazione di aree produttive inutilizzate» fa notare nella relazione Maurizio Polla, Dirigente dell’Ufficio Tecnico della Comunità delle Giudicarie, «che ha l’obiettivo di l’inserimento di imprese artigiane locali e attraverso la riclassificazione ad aree artigianali, dare la possibilità di insediamento di attività commerciali all’ingrosso attualmente non possibili nell’ambito delle aree industriali provinciali. Il filo conduttore delle scelte pianificatorie è il paesaggio, in modo che ogni nuovo intervento tenga conto del contesto ambientale e paesaggistico in cui ricade, in particolare dovrà essere posta attenzione per la definizione delle modalità costruttive degli insediamenti produttivi esistenti o di nuova edificazione, tenendo conto dell’utilizzo di materiali locali».

Il settore industriale è in un periodo di contrazione produttiva e di conseguenza occupazionale. Gli indicatori macroeconomici sullo stato del settore produttivo da più di due anni registrano complessivamente un trend negativo. Gli spazi vuoti presenti nelle aree già attive sono purtroppo una realtà.

«Lo stralcio del PTC è stato impostato con un approccio metodologico basato sulla precisa conoscenza della situazione attuale», precisa Maurizio Polla. «Partendo dal rilievo e dalla mappatura delle aree produttive del settore secondario previste dal PUP, attraverso la ricognizione e schedatura di tutti gli edifici, l’analisi dello stato di attività/dismissione delle imprese insediate, si è proceduto con la valutazione dello stato di fatto emerso, poi con la concertazione delle nuove previsioni a partire dalla richiesta delle Amministrazioni comunali interessate per giungere infine alla predisposizione degli elaborati di piano».

Le valutazioni sullo stato dell’economia e del settore industriale in particolare, associate alla strategia di fondo adottata attraverso il Documento preliminare hanno orientato quindi lo strumento urbanistico al  contenimento delle superfici destinate al settore produttivo industriale, di seguito schematizzate:

Unanimità da parte dell’Assemblea per le altre delibere all’ordine del giorno: conto consuntivo e variazione di bilancio; impegno di spesa per il nuovo appalto del servizio mensa; convenzione per il segretario con il comune di Bolbeno; convenzione per la gestione associata dei servizi informatici.

IP1 – Storo 1

Il PUP ha previsto per Storo la più vasta area industriale delle Giudicarie in quanto il Comune è da sempre vocato, per la maggior parte della sua forza produttiva, al mondo industriale data la vicinanza al grande distretto industriale di Brescia e delle valli collaterali. La previsione del PUP divide l’area in due zone ben distinte tra area esistente e di progetto. Attualmente nell’area industriale esistente sono presenti n. 31 edifici industriali di cui n. 9 dismessi e n.2 parzialmente utilizzati e l’area è già completamente urbanizzata e funzionale da tempo e defilata rispetto al centro abitato e alla strada statale.
Il PUP ha previsto una area di progetto per l’ampliamento di circa 155.000 mq in un territorio attualmente agricolo specializzato nella produzione di mais per produzione di farina DOP.
La previsione di sviluppo del PUP va a collocare su un territorio attraversato dal Torrente Lora molto sinuoso che comporterebbe un intervento di ingegneria idraulica per la regolarizzazione e regimazione del corso d’acqua. Studi approfonditi da parte di Trentino Sviluppo S.p.A nonché valutazioni con l’Amministrazione comunale e la situazione di utilizzo attuale hanno indirizzato la scelta urbanistica del PTC allo scorporo di circa 35.000 mq di area industriale esistente e di circa 137.000 mq di area di progetto destinando la superficie stralciata parte a area agricola di pregio e parte in area agricola.

IP2 – Storo 2
Per quanto riguarda questa area si tratta di una zona industriale consolidata per circa mq 120.000. Attualmente nell’area industriale sono presenti n. 20 edifici industriali di cui n. 2 dismessi. In questo ambito si trova l’area dell’insediamento dell’ Ex cava Maffei collocata al limitare del centro abitato. La scelta pianificatoria condotta dal PTC è stata quella di confermare l’attuale previsione del PUP, ridefinendo marginalmente i perimetri della aree con lievi aggiustamenti, e di prevedere per la zona Ex Maffei (circa 17.000 mq) un’area di riqualificazione urbana e territoriale subordinata all’approvazione di un piano attuativo.

IP3 – Condino
Il PUP ha previsto per Condino una consistente area industriale di circa mq 255.000 collocata a sud dell’abitato e prossima alla viabilità principale e due aree di progetto pari a circa mq 52.000 posizionata a nord ovest e sud dell’attuale zona industriale. L’area esistente è costituita da un compendio industriale composto da n.11 edifici di cui n.1 parzialmente utilizzato. La scelta pianificatoria condotta dal PTC, in accordo con l’Amministrazione comunale, è stata quella di confermare le previsioni del PUP per l’area di progetto riperimetrandola puntualmente e di riclassificare parzialmente parte dell’area produttiva del settore secondario esistente ad artigianale di livello locale vista la tipologia di imprese insediate.

IP4 – Cimego
Il PUP ha previsto per Cimego un’area produttiva del settore secondario di livello provinciale esistente pari a circa mq 31.000. L’area esistente è costituita da un complesso industriale composto da n.5 edifici utilizzati. La scelta pianificatoria condotta dal PTC, in accordo con l’Amministrazione comunale, è stata quella di confermare la previsioni del PUP riperimetrando puntualmente l’area.

IP5 – Lardaro
Il PUP ha previsto per Lardaro un’area produttiva del settore secondario di livello provinciale esistente pari a circa mq 33.360 e di progetto pari a mq 8.500. L’area industriale è costituita da n. 7 edifici di cui n. 3 dismessi. La scelta pianificatoria del PTC, in accordo con l’Amministrazione comunale, è stata quella di confermare l’area produttiva del settore secondario di livello provinciale esistente, riperimetrandola puntualmente, e di mantenere, riperimentrandola, l’area produttiva del settore secondario di livello provinciale di progetto (circa mq 10.000).

IP6 – Roncone
Il PUP ha previsto per Roncone un’area produttiva del settore secondario di livello provinciale esistente pari a mq 40.700. Gli edifici esistenti sono n.7 di cui n. 1 dismesso. La situazione attuale e il confronto con l’Amministrazione comunale hanno indirizzato la scelta urbanistica del PTC per lo scorporo di circa 1.150 mq di produttiva del settore secondario di livello provinciale esistente destinandola in parte ad attrezzature collettive ed in parte circa 16.300 mq riclassificandola come area artigianale di livello locale. L’area produttiva del settore secondario esistente è stata riperimetrata puntualmente.

IP7 – Tione di Trento
Il PUP ha previsto per Tione di Trento un’area produttiva del settore secondario di livello provinciale esistente pari a mq 76.400 in tale zona sono insediati n. 15 edifici di cui risulta dismesso n. 1 capannone. La situazione attuale e il confronto con l’Amministrazione comunale hanno indirizzato la scelta urbanistica del PTC per lo scorporo di circa 54.000 mq di produttiva del settore secondario di livello provinciale esistente riclassificandola come area artigianale di livello locale. L’area produttiva del settore secondario esistente è stata riperimetrata puntualmente.

IP8 – Zuclo
Il PUP ha previsto per Zuclo un’area produttiva del settore secondario di livello di provinciale di progetto per circa mq 44.500. Attualmente in una parte dell’area, pari a circa mq 6.060, è presente il centro integrato per il trattamento dei rifiuti, struttura per la quale valgono le norme specifiche del Piano Provinciale di smaltimento dei Rifiuti. (art. 65 – 67 D.P.G.P. 26 gennaio 1987, n. 1-41/Leg.), il PTC ha provveduto a stralciare la relativa area di competenza ed a riperimetrare puntualmente l’area di progetto.

IP9 – Comano Terme
Il PUP ha previsto per Comano Terme tre ambiti: una area produttiva esistente a Cares, di circa mq 78.000, in cui si trovano n. 10 edifici, una area produttiva esistente a Ponte Arche, di circa mq 65.000, in cui si trovano n.5 edifici ed un’area produttiva di progetto a Ponte Arche di circa mq 15.000. La situazione congiunturale e il confronto con l’Amministrazione comunale hanno indirizzato la scelta urbanistica del PTC verso lo stralcio dell’area produttiva del settore secondario di livello provinciale di progetto e la riclassificazione ad area artigianale di livello locale di circa mq 32.000 dell’area produttiva esistente di Cares e di circa 21.000 mq dell’area produttiva esistente di Ponte Arche. L’area produttiva del settore secondario esistente è stata riperimetrata puntualmente.


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