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Piano Nambino, la presidente delle Giudicarie Ballardini replica alle accuse e difende il lavoro svolto

giovedì, 23 gennaio 2014

Madonna di Campiglio – Il Piano Terrtitoriale delle Giudicarie divide e registra nuove prese di posizione. In mattina è intervenuta la presidente Patrizia Ballardini: “Desidero fare alcune puntualizzazioni, in parte superflue per i consiglieri della Comunità che hanno seguito tutto il percorso ed approfondito, certamente avranno colto la non correttezza di alcune affermazioni fatte nei giorni scorsi dalle Associazioni Ambientaliste, anche attraverso l’ ‘Appello per salvare la Val Nambino e l’area dei 5 Laghi’ che hanno poi divulgato”. Apre così la Presidente della Comunità delle Giudicarie, Patrizia Ballardini, dopo aver spiegato i contenuti dell’Accordo di programma per il PTC approvato dall’Assemblea del 19 novembre, per poi proseguire in modo dettagliato.  “La puntualizzazione, che come Giunta abbiamo deciso di fare in Assemblea, deriva dalla constatazione che, a partire da quanto emerso dalla stampa, alcune dichiarazioni, l’offesa e le minacce esternate dalle Associazioni Ambientaliste sono assolutamente prive di fondamento. Premetto che rispetto e ritengo tutti debbano rispettare la diversa posizione ideologica di queste Apag_campiglio1ssociazioni. Posizione che, ribadisco, è da rispettare sempre e comunque come tale. Le Associazioni svolgono un ruolo positivo, coerente con la loro missione, sino a quando si attengono al reale e non giungono ad offendere e minacciare chi ha idee diverse dalle loro”. Le offese – secondo Patrizia Ballardini – nei confronti degli Amministratori tutti è immotivata ed inaccettabile.

Secondo la presidente delle Giudicarie, “il percorso del Documento Preliminare, che sintetizza criteri ed indirizzi per il Piano Territoriale di Comunità, è stato condotto con il costante coinvolgimento di tutti gli Amministratori. Senza ripercorrere passaggi noti, che hanno costellato un cammino iniziato insieme nel gennaio 2011, concentro l’attenzione sulla più recente delibera formale di approvazione del Documento, in occasione della Conferenza per l’Accordo quadro di programma per il PTC (che include Sindaci, Presidente Comunità, Presidente Parco Naturale Adamello Brenta e Provincia di Trento), datata 7 novembre 2013: 38 presenti, di cui 35 Sindaci; accordo approvato con il voto favorevole del Parco, della Comunità delle Giudicarie, della PAT e di 34 Sindaci (astenuto, senza motivazioni, il Comune di Darè). E’ grave accusare di codardia 34 Sindaci (di fatto, 39), 2 Presidenti (Comunità e Parco) e, insieme a loro, implicitamente, tutti gli Assessori e quasi tutti i Consiglieri di Comunità (4 i voti contrari al Documento Preliminare nell’Assemblea del 9 luglio scorso)”. “Ancora più grave – prosegue la presidente delle Giudicarie – la minaccia espressa da parte dei Gruppi Ambientalisti nell’imminenza dell’Assemblea [« … una catastrofe, una devastazione che, se non sarà fermata dalla politica, ci costringerà a presentare una denuncia penale per disastro».]. Non esiste alcun presupposto per questo tipo di denuncia. E, oltretutto, è grave e penalmente rilevante che una minaccia di questo genere venga millantata a pochi giorni di un’assemblea deliberante. A seguito di un primo approfondimento, infatti, “si ritiene non sussistano in alcun modo i presupposti della fattispecie penale per cui nell’articolo si paventa una denunzia a carico degli amministratori-consiglieri della Comunità e dei Comuni. Per contro, risulta invece grave e potenzialmente rilevante sul piano penale che una minaccia di questo genere venga formulata a mezzo stampa all’indirizzo di coloro – i Consiglieri, che sono pubblici ufficiali nello svolgimento del proprio incarico amministrativo – con l’evidente scopo di intimidirli a pochi giorni dall’assemblea che deve deliberare sulla questione oggetto della critica sostenuta dalle associazioni e riportata nell’articolo”. Al riguardo, a tutela dell’onorabilità e del corretto svolgimento delle funzioni dei componenti dell’Assemblea di Comunità, stiamo valutando eventuali provvedimenti da assumere.

Con riferimento ai contenuti esternati dalle Associazioni Ambientaliste, mediante stampa e con l’Appello, alcune ulteriori precisazioni:

• Le Associazioni Ambientaliste attribuiscono ‘colpe’ ed iniziative in modo improprio e negano l’effettivo percorso di partecipazione allargata che è stato condotto
[“…Sotto accusa è la volontà degli impiantisti di Campiglio, spalleggiati dalla politica locale .. .. È assurdo che decidano quali paletti predisporre per il Brenta e gli altri gruppi senza coinvolgere le associazioni e la popolazione..».]

Il Documento Preliminare al Piano Territoriale e quindi l’Accordo di programma è sintesi della volontà del Territorio, non di un singolo o di pochi soggetti, a valle di un intenso percorso di analisi, di approfondimento e di ascolto. Quanto è accaduto, nei tempi più recenti, in occasione del ‘Tavolo di confronto e consultazione per il PTC’ sul tema specifico è pubblico e chiaro. Su 39 rappresentanti degli interessi sociali, economici, culturali ed ambientali, tutti hanno sostenuto l’esigenza di tenere aperta la possibilità a potenziali futuri ampliamenti del demanio sciabile, ad eccezione di Italia Nostra e del Parco Naturale Adamello Brenta, ove quest’ultimo ha poi condiviso l’opportunità di procedere identificando un’area di studio in zona Serodoli, sulla quale effettuare approfondimenti di tipo tecnico, economico, sociale ed ambientale (con il partner scelto insieme: Agenda 21).
Il percorso per giungere al Documento Preliminare e quindi all’Accordo quadro per il PTC è stato intenso e partecipato, così come il percorso di approvazione formale a valle (Conferenza Sindaci, Assemblea Comunità, Conferenza per l’accordo quadro).
Il percorso legato alla VAS (valutazione ambientale strategica) ed al tempo stesso quello legato all’approfondimento sull’area Serodoli vedrà anche il coinvolgimento dei Soggetti territoriali coinvolti, in primis i portatori di interessi ambientali: il Parco Naturale Adamello Brenta con priorità e quindi anche le Associazioni Ambientaliste. Queste potranno rapportarsi direttamente con Agenda 21 e, se sono in possesso di informazioni ed approfondimenti effettivamente rilevanti e fondati, saranno tenute in considerazione. Sarà Agenda 21 nei prossimi mesi ha consegnare òlo studio, poi partirà il confronto con il Parco dell’Adamello sul piano.


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