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Operazione della Polizia Locale ai danni di un dipendente comunale della Val Rendena

giovedì, 21 marzo 2019

Tione – Indagato per peculato, truffa aggravata e falsa attestazione della presenza in servizio un dipendente comunale della Val Rendena. Le indagini sono state dirette da Carmine Russo, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Trento, e l’operazione è stata eseguita dalla Polizia Locale delle Giudicarie con la collaborazione della Polizia Locale della Valle del Chiese.

polizia localeA dare il via agli accertamenti, un fatto accaduto più di due mesi fa quando una pattuglia della Polizia Locale delle Giudicarie in servizio di controllo del Codice della Strada, aveva avuto modo di accertare che un veicolo di proprietà di un comune della Val Rendena e condotto da un dipendente circolava a Tione violando la segnaletica stradale. L’orario (mattina presto), il luogo e la condotta del funzionario parevano particolarmente anomali agli operatori, anche in relazione del fatto che il medesimo soggetto non aveva apparente ragione di trovarsi con il veicolo di servizio in una via laterale che conduce alla zona industriale di Tione di Trento.

Per avere un quadro completo degli spostamenti del veicolo gli agenti effettuavano una ricerca tramite le telecamere di sorveglianza poste agli ingressi del Comune di Tione, avendo sorprendentemente riscontro negativo. L’auto si era materializzata solo in quella strada.

Gli accertamenti proseguivano con la collaborazione del Corpo di Polizia Locale della Valle del Chiese il cui personale pochi giorni dopo rilevava in sosta il medesimo veicolo nei pressi di un’abitazione privata nel proprio territorio di competenza.

Le verifiche divenivano via via più mirate, venivano organizzati alcuni servizi di osservazione che permettevano alle 2 Polizie Locali di accertare nell’arco di poche settimane ulteriori 8 luoghi insoliti ove veniva notata l’auto sempre in strade laterali, tra Sella Giudicarie, Tre Ville, di nuovo Tione, Comano Terme e Stenico.

Veniva allora acquisita dal comune da cui dipende l’impiegato la documentazione attestante la presenza oraria in servizio del dipendente. Dall’analisi delle timbrature emergevano diverse anomalie, alcune anche particolarmente sorprendenti.

E’ stato dimostrato che il dipendente, in alcune occasioni, abbia timbrato il cartellino presso la sede municipale mentre gli accertamenti lo collocavano in maniera inequivocabile in luoghi ben distanti dal Comune. Questo fa suppore la complicità di qualche collega e su questo si stanno sviluppando ora le indagini.

I riscontri hanno permesso di accertare come il soggetto utilizzasse il veicolo di servizio per scopi personali, ed essendo profondo conoscitore del territorio, in maniera scrupolosa, allungando considerevolmente i percorsi, procedesse su strade secondarie, non videosorvegliate con varchi specifici, in modo da eludere sistematicamente eventuali controlli da remoto.

Dagli accertamenti effettuati in un lasso di tempo limitato, si è attestato un utilizzo del veicolo di servizio per quasi 300 km (tra andata e ritorno tra i luoghi non autorizzati e la Sede Municipale), si ipotizza pertanto come il comportamento dell’uomo, sia stato sistematico, principalmente in ordine all’utilizzo del veicolo di servizio per fini personali e secondariamente, non per gravità, nell’attestazione della presenza in servizio.



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