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Omicidio Bellucci: l’avvocato Ciccolini, assassino di Lucia, scrive una lettera ai familiari. La risposta: “Accetti la sentenza e sconti la pena”

martedì, 26 maggio 2015

Trento – Una lettera ai familiari di Lucia Bellucci, la 31enne, originaria di Pergola (Pesaro e Urbino) e responsabile di un centro benessere a Madonna di Campiglio, uccisa il 9 agosto 2013 con quattro fendenti sferrati dall’ex fidanzato Vittorio Ciccolini, avvocato di Verona.

Poi il cadavere della 31enne venne nascosto nell’auto dell’avvocato e scoperto il giorno dopo. A distanza di quasi 20 mesi da quella vicenda Vittorio Ciccolini, condannato in primo grado l’ottobre scorso a 30 anni di reclusione e a poco più di due settimane dal processo in Appello (si celebrerà il 15 giugno) ha trovato il coraggio e la forza per scrivere una lettera – 25 righe in tutto  – ai genitori di Lucia. La missiva inizia con “Stimati Signori”, evidenza il rimorso per quanto accaduto e si conclude “Con profonda vergogna”.

Secondo i genitori di Lucia, Giuseppe e Maria Pia, è un pentimento tardivo, la loro Lucy non c’è pBellucciCiccoliniiù e secondo loro non ci devono essere sconti, e Vittorio Ciccolini deve accettare la sentenza e scontare la pena.

Ora si attende il processo in Appello: in primo grado i giudici del tribunale di Trento aveva inflitto al reo confesso la pena massima possibile per un processo con rito abbreviato: 30 anni di reclusione interdizione dai pubblici uffici e risarcimento delle parti civili: con 190mila euro al padre della vittima; 164mila alla madre; una provvisionale di 25mila. Il 15 giugno Vittorio Ciccolini potrebbe comparire in aula.


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