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Madonna di Campiglio, trasferimento del parroco don Bravin: la lettera del comandante dei vigili del fuoco al vescovo

mercoledì, 2 settembre 2015

Madonna di Campiglio – Il trasferimento del parroco di Madonna Campiglio ha scatenato reazioni. Decine di persone hanno partecipato alla festa di saluto dell’ormai ex parroco. E in molti c’era il disappunto per il trasferimento di don Mario Bravin (nella foto) a Canazei e Alba, deciso dal vescovo di Trento, monsignor Luigi Bressan.don_Mario_Bravin Sant'AntonioMavignola

Il comandante dei vigili del fuoco, Franco Bisti Luconi, ha preso carta e penna e scritto al vescovo.

Ecco il testo:

“Spett. Eminenza

Con molto rammarico le scrivo questa mia in relazione allo spostamento di Don Mario Bravin da Madonna di Campiglio a Canazei.

Sono vigile del fuoco volontario da 35 anni e nelle mie esperienze poche volte ho avuto la certezza che Dio stesse al fianco di chi soffriva per un qualsiasi motivo, per un incendio o per un incidente o per un malore. Ho vissuto in prima persona la tragedia del Brenta dove 7 ragazzi persero la vita sul sentiero Bogani , ne ho viste tante e non posso negare di avere dentro di me una sorta di repulsione per qualsiasi credo.

Un giorno di dieci anni fa mi chiesero se il nuovo parroco poteva far parte del corpo dei VVF ci pensai e dissi di si senza timori, un prete deve incarnare l’aiuto verso gli altri oltre alle altre virtù di cui deve disporre. La scelta fu ottima l’uomo, il prete, l’amico Don Mario è anche un ottimo pompiere volontario, che tutti i comandanti vorrebbero avere nel proprio organico. Ora per l’ennesimo mistero gaudioso della chiesa lo avete trasferito lasciando orfana questa parrocchia, di chi più dei suoi predecessori, ha costruito una comunità cristiana e glielo dico con tanta convinzione.

Lungi da me raccogliere firme o protestare, l’obbedienza è voto sacro per un prete, Don Mario è un suo soldato, ma mi permetta una esternazione Eminenza, se la chiesa perde fedeli e non recupera miscredenti come il sottoscritto è grande colpa di chi fa queste scelte comprensibili solo a chi le ha fatte. A me come a tutti questa scelta ha portato una ferita profonda che chi gli succederà farà grande fatica a curare, pur augurandogli tutto il bene possibile. Madonna di Campiglio è un luogo difficile dove chi ha un ruolo lo deve sostenere con carisma e capacità e don Bravin è un fuoriclasse.

Canazei è fortunata molto più di noi ad accoglierlo. I giovani perdono come noi un grande prete e per tornare dove lui li ha portati sarà dura anche per le odierne difficoltà di confrontarsi con loro.

Cosi come portammo in salvo l’immagine della Madonna di Campiglio nell’incendio dell’hotel Des Alpes che don Mario annunciò in quella strana domenica alla messa grande tra la commozione generale lui ci ha aiutato a salvare tante cose buone di questo paese.

Concludo con il sicuro rimpianto che quando usciremo in intervento non avendo Don Mario con noi sentiremo meno la vicinanza di Dio ma molto più quella di chi l’ha trasferito. Il facile entusiasmo del suo essere prete tra di noi è una presenza ma resterà un ricordo anche se tra i più sentiti e indelebili.

Con tanto dispiacere nel cuore e mi creda il mio animo poco religioso ne soffre tantissimo, la saluto. Franco Luconi Bisti”


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