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Madonna di Campiglio, la Valanga fa quaranta: la 3Tre ricorda la mitica tripletta

domenica, 18 dicembre 2016

Madonna di Campiglio – Il cielo era grigio, quel 19 Dicembre 1976 a Madonna di Campiglio. Nevischiava sul Canalone Miramonti, dove ancora si gareggiava di giorno: i riflettori dello slalom notturno erano ancora un progetto lontano. Eppure, poche ore più tardi, quella giornata sarebbe diventata una delle più fulgide della storia dello sci alpino italiano (foto Bisti).

mirQuarant’anni fa esatti, la Valanga Azzurra faceva urlare di gioia il pubblico di Madonna di Campiglio, conquistando tutti i tre gradini del podio dello slalom della 3TreFausto RadiciPiero GrosGustav Thoeni, così diceva l’ordine d’arrivo. A completare la festa, il 7° posto di Franco Bieler e anche il miglior tempo di 2° manche di un giovanissimo Paolo De Chiesa.

Gli azzurri avevano già messo le code davanti a tutti nella prima discesa, ma davanti a tutti c’era Pierino Gros, con 60 centesimi su Radici e 83 su Thoeni. Per una volta, la 3Tre non sorrideva a Ingemar Stenmark, ottavo e quasi impacciato sul tracciato disegnato dal tecnico degli slalomisti azzurri, Alfons Thoma.

Nella seconda manche si invertono i primi 15 numeri di partenza: scende prima Fausto Radici, ed è il più veloce. Tocca poi a Stenmark, che forza troppo ed inforca, vittima di una tripla. Subito dopo tocca a Thoeni, che però paga un lieve rallentamento nella parte conclusiva, e scivola alle spalle di Radici per 42 centesimi complessivi. Infine Piero Gros, che forse nel tentativo di gestire il vantaggio, vede scivolare via la vittoria per soli quattro centesimi. Così è la festa di Fausto Radici, ma anche di tutto lo sci italiano. Fu l’ultima tripletta azzurra di quell’epoca d’oro.

La realtà della Valanga Azzurra, il suo significato, è tutto nelle parole del Direttore Tecnico di quel gruppo, Mario Cotelli: “Al momento non ci facevamo nemmeno caso. Non ci rendevamo conto del valore dei nostri risultati. La Valanga era un vero fenomeno sociale. Era diventata la bandiera degli italiani che volevano lasciarsi alle spalle l’austerità, i tanti problemi economici e politici.

Nonostante l’incoraggiante avvio di stagione degli azzurri, soprattutto in campo femminile, una tripletta come quella del 1976 rimane, per ora, un sogno distante. Tuttavia, il sogno di vedere uno fra GrossRazzoliMoelgg, Thaler e compagni rimettere piede sul podio del Canalone Miramonti c’è, e accompagna ogni anno il fiume di appassionati che prende posto ai bordi di uno dei templi dello slalom mondiale, protagonista della Coppa del Mondo fin dalle sue origini nel 1967, 50 anni orsono.

Alla vigilia del 22 Dicembre, i protagonisti di quella mitica giornata – Cotelli, Gros e Thoeni, insieme alla vedova di Fausto Radici, Elena – saranno ospiti speciali alla serata di SciVolando con Stile al Salone Hofer di Madonna di Campiglio. Giovedì, invece, osserveranno dal parterre le gesta di chi tenterà di imitarne l’impresa (1a manche 17.452a manche 20.45biglietti su www.3trecampiglio.it e presso le biglietterie di Funivie Campiglio). Sperando di vivere un’altra giornata memorabile: d’altra parte, si sa, al Canalone Miramonti la storia è di casa.


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