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Madonna di Campiglio: interrogazione del consigliere provinciale De Gasperi sull’appalto del Primo soccorso ortopedico

venerdì, 4 marzo 2016

Madonna di Campiglio –  Interrogazione del consigliere provinciale Filippo De Gasperi (M5S), sull’appaltodel primo soccorso ortopedico di Madonna di Campiglio (Trento) al presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti. Il titolo dell’interrogazione: “Stoppato l’appalto del servizio di primo soccorso ortopedico a Madonna di Campiglio e Pozza di Fassa. Di chi le responsabilità?

Trentino Emergenza ambulanza 118

Il testo integrale dell’interrogazione di Filippo Degasperi.

STOPPATO L’APPALTO DEL SERVIZIO DI PRIMO SOCCORSO ORTOPEDICO A MADONNA DI CAMPIGLIO E POZZA DI FASSA. DI CHI LE RESPONSABILITA’?

“Con determinazione del Direttore della Tecnostruttura Area Tecnica n. 1263/2015 di data 22/09/2015 l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari ha aggiudicato in via definitiva il servizio ambulatoriale di primo intervento ortopedico per le strutture di Madonna di Campiglio (Centro Traumatologico Ortopedico – CTO) e Pozza di Fassa, al Centro Medico Fiemme S.r.l. di Predazzo (TN).

La durata del contratto è per tre stagioni invernali sciistiche (dal 23 dicembre 2015 fino al 31 marzo 2018), con una spesa complessiva di 690 mila euro.

L’inizio del servizio è stato anticipato a sabato 19 dicembre 2015, in concomitanza con lo slalom maschile di Coppa del Mondo sulla pista 3Tre, ma non è stato esteso anche al lungo Ponte dell’Immacolata, a cavallo tra il 5 e l’8 dicembre.

Fino alla scorso anno (stagione 2014-2015) a Madonna di Campiglio e fino a due anni fa a Pozza di Fassa l’attività ambulatoriale è sempre stata garantita dall’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Tione di Trento e da quella dell’Ospedale di Cavalese, dalle quali dipendevano operativamente e funzionalmente gli ambulatori ortopedici di Madonna di Campiglio e di Pozza di Fassa.

L’Azienda sanitaria ha esternalizzato ai privati un servizio apprezzato, funzionale e funzionante (a Madonna di Campiglio è iniziato pionieristicamente 15 anni fa; circa 1500 pazienti visti all’anno e 3500 prestazioni in media tra radiografie, gessi, immobilizzazioni, suture di ferite, ecc.) e, soprattutto, redditizio economicamente (in un congresso a Cavalese nel dicembre 2015 il Direttore del Dipartimento Ortopedico-Traumatologico provinciale dott. G. R. B. ebbe a dire della necessità di investire in un settore, come quello della traumatologia negli ospedali di valle, visto che, dati i numeri, rappresenta uno dei pochi settori che consentono di aumentare la mobilità attiva dell’Azienda sanitaria trentina; nel corso dello stesso convegno emerse anche la questione della convivenza tra pubblico e privato nel ramo dell’ortopedia, dove il business è fiorente, prova ne sia il rapido diffondersi di ambulatori privati nelle zone in particolare della Valle di Sole e della Valle di Fassa; proprio in riferimento al punto di primo intervento di Pozza di Fassa che l’Azienda sanitaria affida da due anni alla gestione privata, sorse qualche perplessità che fece affermare allo stesso medico che sarebbe opportuno che anche di quell’ambulatorio si occupasse direttamente il pubblico e la gestione fosse affidata al Dipartimento di ortopedia).

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento con sentenza n. 86 del 28 gennaio 2016 ha accolto il ricorso della società arrivata seconda ed ha quindi annullato la gara che dovrà essere rifatta.Conseguentemente è stata dichiarata l’inefficacia del contratto stipulato nel frattempo con Centro Medico Fiemme S.r.l. con decorrenza (viste le caratteristiche e la durata pluriennale del servizio appaltato e considerata anche la necessità di evitare effetti pregiudizievoli per gli utenti e per l’interesse pubblico) dal primo giorno successivo alla fine della stagione sciistica invernale 2015-2016.

L’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento ed il Centro Medico Fiemme S.r.l. sono stati condannati al pagamento delle spese di giudizio nella misura di 3.000 (tremila) euro per ciascuno, oltre alla spese processuali (oneri di legge e rifusione del contributo unificato).
«Verso la fine di gennaio il TAR ha dichiarato nulla la gara che assegnava il servizio ambulatoriale di primo intervento ortopedico per le strutture di Madonna di Campiglio e Pozza di Fassa al Centro Medico Fiemme S.r.l. di Predazzo, condannando anche APSS e operatore sanitario privato al pagamento delle spese di giudizio per oltre 3 mila euro ciascuno. In conseguenza di tale sentenza la gara dovrà ovviamente venir rifatta». A ricostruire le vicende dell’appalto del Centro tyraumatologico di Madonna di Campiglio, Filippo Degasperi consigliere del M5S trentino che attraverso un’interrogazione ha chiesto lumi al Presidente della Pat sulla scelta di affidare ad un privato questo servizio. «La decisione del Tar – aggiunge Degasperi – porta nuovamente alla ribalta la questione della privatizzazione strisciante dei servizi sanitari provinciali. Nel caso specifico infatti a venir ceduto alla gestione privata era stato un servizio ben gestito dal pubblico e per esso economicamente redditizio, laddove non si ravvisava certo la necessità di effettuare economie, fra l’altro rivelatesi esigue alla luce dei fatti, senza contare il danno arrecato agli ospedali di valle dalla perdita di pazienti, visto che quello dei numeri calanti è l’argomento utilizzato poi dalla stessa APSS per ridurre e indebolire ulteriormente la rete dei presidi locali a favore dell’accentramento su Trento, le cui strutture a loro volta vengono messe a dura prova dall’afflusso di pazienti provenienti da realtà che fino a pochi anni prima gestivano benissimo in autonomia la gran parte dei casi loro assegnati.

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia autonoma di Trento per conoscere

1. Le motivazioni che hanno spinto l’Azienda sanitaria ad affidare il servizio di primo intervento ortopedico dei due centri di Madonna di Campiglio e Pozza di Fassa al privato.

2. Perché si è rinunciato a gestire direttamente un’attività che permetteva un incremento della mobilità sanitaria attiva ed una notevole visibilità e riconoscibilità, oltre che un raccordo operativo e funzionale con le strutture ospedaliere di riferimento.

3. Se corrisponde al vero la notizia che gli utenti del Centro Traumatologico Ortopedico di Madonna di Campiglio sono dirottati sull’ospedale “Valli del Noce” di Cles, anziché su quello di Tione di Trento, come espressamente previsto nel Capitolato tecnico di gara e, se sì, in base a quale logica aziendale.

4. Quanti sono stati, dall’inizio del servizio di primo soccorso ortopedico, gli accessi all’ospedale mandamentale di Tione di Trento, di pazienti provenienti dall’ambulatorio di Madonna di Campiglio.

5. Il costo effettivo del servizio alla luce dell’inizio anticipato del servizio ambulatoriale ortopedico e di eventuali costi accessori preventivati e non.

6. I provvedimenti che la Provincia autonoma di Trento intende prendere nei confronti della A.P.S.S., ente strumentale preposto alla gestione coordinata delle attività sanitarie e sociosanitarie, a fronte di una decisione “illogica e contraddittoria” e di “valutazioni palesemente viziate e illegittime” espresse dalla commissione di gara, come si evince nella sentenza dei giudici amministrativi del TAR.

7. Come si concilia la sonora bocciatura del provvedimento normativo dell’Azienda sanitaria da parte del TAR, con l’impegno in prima fila contro la corruzione della stessa, sbandierato nel comunicato stampa n. 244 del 16/02/2016, secondo il quale l’A.P.S.S. sarà azienda pilota nel progetto biennale “Curiamo la corruzione”, nell’ottica di mitigare i rischi di spreco e aumentare l’efficienza per offrire un servizio sempre migliore ai cittadini e rendere più sicure le gare d’appalto.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Consiglio provinciale Filippo Degasperi”

 


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