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La protesta pro Daniza negli uffici della Provincia di Trento. Manifestazione a Pinzolo

venerdì, 22 agosto 2014

Trento – Dopo la protesta di ieri a Trento, oggi a Pinzolo è in svolgimento la manifestazione a sostegno di Daniza libera. Sonmo circa 300 le persone presenti al presidio e corteo. Nella località della Val Rendena non sono mancati momenti di tensione tra i pro-Daniza e i sostenitori di Daniele Maturi, l’uomo aggredito dal plantigrado lo scorso 15 agosto. Sono presenti le principali  associazioni del mondo animalista (Enpa, Eticanimalista, Lac, Lav, Movimento vegetariano-No alla caccia, Oipa, Pan-Eppaa).

Intanto è ancora vasto l’eco della protesta di ieri che ha rischiato di degenerare negli uffici della Provincia di Trento. “No alla cattura”,  ”Danzica libera” c’era scritto sui cartelli dei manifestanti.

Ieri pomeriggio un gruppo di gruppo di animalisti ha occupato gli uffici della Provincia Autonoma di Trento. In piazza dante il ritrovo, poi un gruppetto, aderenti al Partito Animalista Europeo, Fronte Animalista e Irriducibili Toscani sono riusciti a penetrare negli uffici e hanno appeso uno striscione con  scritto “Daniza libera”.  A quel punto sono entrate in azione le forze dell’ordine, Digos e carabinieri che hanno sgomberato l’edificio. La situazione è tornata tranquilla solo in serata e la sede della Provincia rimarrà presidiata.

L’INCONTRO CON GRUPPO DI MANIFESTANTIprotesta pro Daniza1

Ad ascoltare le ragioni degli animalisti era intervenuto, pochi minuti dopo l’irruzione, l’assessore all’agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca Michele Dallapiccola, e successivamente il vicepresidente Alessandro Olivi che ha avuto un lungo colloquio telefonico con il referente della protesta. La delicata situazione che si è venuta a creare nel pomeriggio a seguito del rifiuto degli attivisti a porre fine all’occupazione degli uffici provinciali, è puntualmente seguita dallo stesso presidente Ugo Rossi, in questi giorni all’estero, in costante contatto con il vicepresidente Olivi e l’assessore Dallapiccola. ”La scelta adottata dalla Provincia con l’ordinanza – viene ribadito – è la più garantista in assoluto, sia nei confronti dell’orsa stessa sia di quanti, residenti o turisti, frequentano i boschi del Trentino. In questo momento non ci sono condizioni tali da poter revocare tale ordinanza. La Provincia andrà dunque avanti nella strada intrapresa con la massima serietà, forte anche dei contatti e della condivisione del suo operato da parte del Ministero dell’Ambiente.

I COMMENTI PRO E CONTRO

“Abbiamo ascoltato le ragioni di chi ha attuato la protesta di oggi, non ne condividiamo il metodo e confermiamo la bontà del nostro operato”. Così la Provincia autonoma di Trento, attraverso il presidente Ugo Rossi, il vicepresidente Alessandro Olivi e l’assessore Michele Dallapiccola in merito all’occupazione da parte di alcuni attivisti di uffici al terzo piano della sede della Provincia, in piazza Dante a Trento, per protestare contro l’ordinanza sulla cattura dell’orsa Daniza emessa dopo l’aggressione di ferragosto ad un uomo che cercava funghi nei boschi di Pinzolo.

I manifestanti non cedono: “Le parole dell’assessore non servono.Devono chiedere di convocare il Presidente Rossi.Va bene occupare ed urlare, ma qui siamo in presenza di un reato, hanno infranto l’art 544 ter, con la cattura dell’orsa si rischia di non far sopravvivere i cuccioli, ed è maltrattamento.Inutile fare le leggi se poi non ci si batte affinché i colpevoli paghino”.

LA PROVINCIA RINGRAZIA LE FORZE DELL’ORDINE

Un grazie alle forze dell’ordine per aver agito con granDaniza 1 - orsade senso della misura e moderazione nello sgombero degli uffici della Provincia occupati dai manifestanti. Lo esprime la Provincia autonoma di Trento attraverso i messaggi del presidente, Ugo Rossi, del vicepresidente Alessandro Olivi e degli assessori Dallapiccola e Mellarini presenti all’operazione di sgombero degli uffici occupati da alcuni manifestanti. L’operazione di sgombero degli animalisti è avvenuta senza alcun incidente. I manifestanti sono stati prelevati dall’ufficio del terzo piano del palazzo che stavano occupando da alcune ore e trasportati a braccia all’esterno del palazzo stesso.

 


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