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Innevamento artificiale a Madonna di Campiglio: terminati i lavori per il bacino più grande d’Italia

mercoledì, 12 novembre 2014

Madonna di Campiglio – Sono stati terminati a tempo di record i lavori per la realizzazione del lago Montagnoli a Madonna di Campiglio, il più grande bacino di accumulo per l’ innevamento programmato mai realizzato in Italia.neve artificiale lago montagnoli campiglio

Con un investimento complessivo superiore a 8 milioni di euro, le Funivie Madonna di Campiglio hanno realizzato un’opera unica nel suo genere, sia per lo stoccaggio d’acqua circa 200.000 mc, che per l’ampiezza dell’area interessata, oltre 36.000 metri quadri.

L’invaso si trova a valle del rifugio Montagnoli, in località Pian della Zedola, sul versante zona Spinale a 1764 m di quota. Realizzato ed inserito in un contesto ambientale particolarmente predisposto per un’opera del genere, curato nei minimi particolari tanto da sembrare vero e non un’opera artificiale, ha dimensioni di un vero e proprio lago alpino: 360 m. di lunghezza, con una larghezza massima di 120 m. ,una profondità di 12 m. ed un perimetro di circa 1 Km., tutto percorribile a piedi, tanto che diventerà, soprattutto d’estate, una meta per i vari escursionisti. L’individuazione del luogo è stata determinata da idonea morfologia del territorio naturale, dalla conformità urbanistica, da un facile accesso e da un ottimale funzionamento idraulico, lago con sale pompe Fortini Valle, Grostè Valle, Intermedia Grostè, Zeledria Valle, Spinale Monte,Boch Valle e Patascoss.

ITER E LAVORI
Lunghissimo è stato l’iter burocratico, con i primi progetti predisposti da Funivie Campiglio ben undici anni fa, ma che per un motivo o per l’altro si sono sempre arenati contro i dinieghi dei vari uffici competenti della Provincia Autonoma di Trento e del Parco Adamello/Brenta. La carenza di acqua stoccata ,divenuta ormai cronica e sempre più preoccupante, ha spinto la Società impiantistica ad accelerare ulteriormente la progettazione di un nuovo e grande bacino, individuando una giusta e definitiva collocazione in zona Pian della Zedola, circa 400 m. in linea d’aria sopra la partenza della telecabina Grostè . Il progetto, predisposto e realizzato dallo studio d’ingegneria Pro Alpe di Trento, è stato presentato da Funivie Campiglio in Provincia a Trento nel mese di marzo 2012 e dopo i vari iter burocratici ha ottenuto l’assenso preliminare per la realizzazione di un invaso a cielo aperto il 6 febbraio 2014.

Dopo quella data, sono partiti i lavori a dir poco frenetici ,per appaltare le varie opere suddivise in quattro grandi lotti : taglio piante e movimento terra, realizzazioni opere civili, impermeabilizzazione bacino e fornitura tubi, con gare d’appalto che hanno interessato una trentina di varie imprese del Nord Italia. Era assolutamente necessario partire con i lavori il prima possibile, per soddisfare il crono programma predisposto dall’Ufficio Tecnico delle Funivie Campiglio che prevedeva la consegna dell’intera opera entro il 31 ottobre 2014, in tempo utile per iniziare ad innevare la parte alta della Zona Grostè. A complicare ulteriormente le cose ci ha pensato pure un inverno quanto mai nevoso, con tanta neve caduta anche in primavera, tanto da costringere la Società Funivie, supportate dalle ditte appaltatrici, ad intervenire con gatti delle nevi e pale gommate per spostare ben 50.000 mc. di neve dal cantiere di lavoro e permettere il 5 maggio, alle Imprese Cunaccia Bruno e Cunaccia Francesco, d’iniziare i lavori di taglio piante e movimento terra e successivamente poi nel mese di giugno, all’Impresa Giordani la realizzazione delle opere civili .

Particolarmente curato è stato il lavoro d’impermeabilizzazione dell’intero bacino, realizzato dalla ditta Isoedil di Colle Beato in provincia di Brescia, che ha posizionato e steso oltre 150.000 mq di materiale isolante di vario tipo e spessore. Ad opera conclusa, si può tranquillamente affermare, che è stato realizzato in tempi estremamente contenuti, un intervento di grande respiro, anche sotto l’aspetto ambientale , che permetterà alle Funivie Madonna di Campiglio d’affrontare con una certa tranquillità e serenità i capricci meteo soprattutto ad inizio stagione invernale.

I DATI
Il perché di questa affermazione è facilmente deducibile da alcuni dati significativi che hanno accompagnato la realizzazione di questo invaso. Con 154 ettari di piste d’innevare le Funivie Madonna di Campiglio, attraverso tre bacini interrati ed il laghetto di Campiglio, aveva un volume di stoccaggio d’acqua di 31.000 mc con un rapporto mc/ha di piste di 201 litro d’acqua per ettaro, estremamente insufficiente ai fabbisogni d’innevamento programmato per una destinazione di prestigio e grande fasciano come la perla delle Dolomiti.

Con la realizzazione del nuovo invaso, i metri cubi stoccati sono aumentati a 231.000 ed il rapporto mc/ha è salito a 1500 mc per ettaro, che permetterà d’innevare l’intero comprensorio sciistico in sole 120 ore di freddo, sfruttando al massimo le finestre, sempre più limitate nel tempo, di temperature rigide che di solito nel mese di novembre non durano di più di 6/8 giorni consecutivi.

TRE SALE POMPE NUOVE
Per ottenere certe performance, Funivie Campiglio ha dovuto intervenire anche nel realizzare tre sale pompe nuove in località Fortini Valle, Patascoss e Boch valle, oltre al potenziamento delle altre già esistenti e di tutta la rete acqua ed aria, utilizzando le più sofisticate tecnologie per impianti a bassa ed alta pressione, offerte da Tecnoalpin e Myneige, integrate da quest’anno in un’unica società , che ormai da anni operano a Campiglio. In questo particolare settore, con una logica prospettica ben definita, i primi lavori erano già iniziati nel 2011 e termineranno fra pochi giorni, con un investimento complessivo, per questo particolare settore, di oltre 6 milioni di euro. Per posizionare adeguatamente il bacino, si è dovuti intervenire pure sulla parte terminale della pista Fortini, dal Rifugio Montagnoli sino alla partenza della telecabina Grostè. Sul fronte opposto, essendo necessario posizionare il collettore di collegamento fra Nambino ed il lago, si è ridisegnata la parte terminale della pista Pradalago Diretta e lo skiweg Pradalago –Nambino. Infatti è dalla piana di Nambino, zona 5 Laghi, che l’acqua, superando un dislivello di 160 metri, verrà pompata nel lago Montagnoli, sul lato opposto della valle, con una condotta idrica del diametro massimo di 600 mm. attraverso un percorso di oltre 1.800 m.

LA SODDISFAZIONE DI FUNIVIE CAMPIGLIO
Ad opera conclusa, l’investimento totale supera gli 11 milioni di euro, ma nonostante il grande sforzo economico sostenuto, si respira aria di grande soddisfazione ai piani alti delle Funivie Campiglio. Il nuovo Presidente l’Ing Sergio Collini, che è subentrato a settembre all’Ing Marcello Andreolli al timone della società, afferma “questa opera , tanto voluta e tenacemente perseguita da chi mi ha preceduto e da tutto il nostro Consiglio d’Amministrazione, è la più grande assicurazione che mai avremmo potuto realizzare per garantire aperture anticipate o quanto meno sicure delle prossime stagioni invernali. E’ stato realizzato un qualcosa di veramente importante e bello anche esteticamente e per questo motivo mi sento di complimentarmi con tutte le maestranze delle Funivie, che hanno dimostrato tanto impegno e professionalità”.

Francesco Bosco, direttore generale, coglie l’occasione per evidenziare alcuni aspetti rilevanti che hanno accompagnato questo lavoro che in soli 6 mesi ha visto nascere dal nulla il più grande bacino d’innevamento attualmente esistente in Italia. Innanzi tutto la grande collaborazione instaurata fra tutte le aziende esterne che sono intervenute nelle varie fasi di lavorazione ed l’ufficio tecnico funivie che ha coordinato e diretto i lavori,la grande disponibilità dimostrata dalla Comunità Regole di Spinale e Manez, proprietaria dell’area, dal Comune di Ragoli, dal Corpo Forestale, dal Parco Naturale Adamello Brenta e dai vari uffici provinciali interessati all’opera.

INTERNALIZZAZIONE
L’altro aspetto molto importante, visto che Campiglio si sta sempre più internazionalizzando ( l’inverno scorso i turisti stranieri hanno rappresentato il 45% delle presenze totali) è lanciare al mondo un messaggio molto semplice ed importante : sulle piste di Madonna di Campiglio la neve è garantita su tutto quanto il demanio sciabile all’inizio di ogni stagione invernale e questa è la principale garanzia che i vari tour-operator stranieri vogliono avere, prima di organizzare flussi importanti verso una destinazione turistica e la Skiarea Campiglio, (Madonna di Campiglio Folgarida/Marilleva e Pinzolo) con 150 km di piste sci ai piedi ed una ricettività alberghiera complessiva di oltre 30.000 posti letto è una fra le più importanti destinazioni turistiche di tutto l’arco alpino a livello internazionale.


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