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Il grido delle Giudicarie: “Abbiamo diritto ad un Presidio Ospedaliero efficiente, a rischio di smantellamento dopo le recenti decisioni provinciali”

venerdì, 27 novembre 2015

Tione – L’Ospedale di Tione è un punto di riferimento fondamentale per tutti i Giudicariesi che lo hanno voluto e costruito quasi un secolo fa con grandi sacrifici ed è quindi un patrimonio essenziale della comunità. L’Ospedale è sempre stato e sempre dovrà essere in futuro centro di erogazione di servizi sanitari sicuri e di qualità, garantendo il diritto alla salute dei Giudicariesi e dei numerosi ospiti, al pari degli altri cittadini del Trentino.Butterini comunità giudicarie

Nonostante fin dal 2011 le Istituzioni e la popolazione giudicariese si siano mobilitate per difendere il proprio diritto alla salute ed un presidio ospedaliero efficiente, all’atto pratico le nostre aspettative sono state ripetutamente disattese.

Infatti, da molti mesi si discute della chiusura del reparto di maternità, oggi ridotto ad una discutibile apertura “part time”, come se le donne potessero programmare il parto in orario diurno. Anche l’auspicata individuazione del reparto di ortopedia di Tione quale polo di eccellenza del sistema sanitario Trentino lascia più che perplessi, in considerazione del fatto che  il nostro territorio è interessato da imponenti flussi di turismo invernale; il nosocomio giudicariese sarà infatti specializzato nella chirurgia della mano, ma l’interventistica sul ginocchio è limitata al primo livello.

A tali provvedimenti si è aggiunta la “doccia fredda” derivante dalla direttiva europea che stabilisce riposi minimi obbligatori per i medici e il personale ospedaliero e che sta mettendo a rischio tutta l’organizzazione sanitaria trentina ed in particolare quella degli Ospedali periferici. A preoccupare fortemente è l’applicazione della norma sulla turnistica degli anestesisti-rianimatori, figure di fondamentale importanza al fine di garantire la funzionalità di ogni reparto ospedaliero, la gestioni delle emergenze e quindi la sicurezza dei pazienti. La carenza di figure specialistiche non consente la piena operatività dell’unità di ostetricia e ginecologia. Ciò accade paradossalmente a pochi giorni di distanza dalla comunicazione dell’applicazione della deroga ministeriale che contempla la possibilità di mantenere i punti nascita che registrano meno di cinquecento parti all’anno.incontro sindaci giudicarie

Ricordiamo che lo scorso anno sono state raccolte oltre 23.000 firme per la salvaguardia dell’Ospedale ed  il potenziamento dei servizi erogati. Nella petizione popolare “Salviamo l’Ospedale di Tione e il nostro punto nascite”, si chiedeva alla Provincia di predisporre un organico e dettagliato Piano Sanitario provinciale, nel quale venisse ripensata l’articolazione del sistema sanitario al fine di garantire il reale funzionamento del N.O.T. concepito in rete tra i sette presidi ospedalieri; inoltre veniva chiesto di garantire la continuità del Punto nascite dell’Ospedale di Tione in condizione di sicurezza e qualità e di rispettare gli impegni presi da responsabili politici e tecnici della Sanità trentina, consistenti nel riorganizzare il Punto nascite di Tione con la nomina di un Direttore dell’U.O. di Ostetricia e Ginecologia, completando la pianta organica dei sanitari impegnati. Infine la petizione chiedeva di attivare presso l’Ospedale di Tione un servizio di Pronto Soccorso pediatrico o, in alternativa, di guardia medica pediatrica sul territorio.Ospedale Tione

Un atto, quello della raccolta firme, che è solo l’ultimo di una serie consistente di azioni che la Comunità delle Giudicarie porta avanti da alcuni anni per difendere il proprio presidio ospedaliero:

12 settembre 2011: primo incontro dal titolo “Ospedale di Tione: quale futuro?” al quale intervennero l’allora Assessore provinciale dott. Ugo Rossi, il Direttore generale dell’APSS dott. Luciano Flor e l’allora Direttore del Presidio ospedaliero di Tione dott. Umberto Papa. In quell’occasione, l’Assessore Ugo Rossi dichiarò la ferma intenzione di “mantenere gli ospedali di valle, pur procedendo a una loro riorganizzazione in un’ottica di rete ospedaliera, mantenendo i servizi essenziali quali il pronto soccorso, le UU.OO. di medicina, di ostetricia e ginecologia, di ortopedia, oltre a un reparto di chirurgia in grado di intercettare in generale quelle esigenze che non richiedono grandissima specializzazione”. L’Assessore Rossi affermò inoltre che “ogni ospedale di valle avrebbe dovuto trovare una propria eccellenza in qualche tipologia di intervento” in modo da diventare il punto di riferimento trentino per quella particolare prestazione.ospedale incontro

tre mozioni approvate dall’Assemblea della Comunità rispettivamente in data 26 aprile 2012, 7 maggio 2013 e 11 marzo 2014, sino alla mozione presentata il 30.01.2014 in consiglio provinciale dal consigliere Mario Tonina;

incontri organizzati dalla Comunità nelle diverse zone del territorio aperti alla popolazione per far conoscere le attività dell’Ospedale e aprire un percorso di confronto, ai quali hanno partecipato i Dirigenti dell’APSS e i Direttori delle Unità Operative dell’Ospedale.

incontro ospedale

documento inviato a gennaio 2013 da parte del Consiglio per la salute all’Assessore provinciale Ugo Rossi e al Direttore generale dell’APSS Luciano Flor per portare all’attenzione della dirigenza aziendale provinciale le criticità rilevate in relazione al servizio ospedaliero.

Incontri del Presidente della Comunità con l’ex Assessore Borgonovo Re e con l’Assessore Luca Zeni al fine di condividere soluzioni organizzative improntate alla piena funzionalità dei servizi ospedalieri.

Visto, quindi, che gli Amministratori locali hanno ripetutamente manifestato consapevolezza rispetto alla complessità del momento e mostrato piena disponibilità a ragionare responsabilmente e costruttivamente  in relazione ad una fisiologica riorganizzazione,  i medesimi Sindaci e i componenti del Comitato esecutivo della Comunità desiderano esprimere forte  contrarietà e preoccupazione rispetto al progressivo quanto repentino indebolimento del presidio sanitario giudicariese. Se da un lato, vi è coscienza che le problematiche contingenti siano imputabili a norme di carattere generale, dall’altro corre l’obbligo di sottolineare lo scarsissimo coinvolgimento dei rappresentanti istituzionali nella fase decisionale ed il sistematico ritardo della comunicazione. I provvedimenti dell’Azienda appaiono spesso contraddittori, intempestivi e frutto di incapacità di programmazione: ci si chiede, per esempio, perché solo in data odierna venga deliberata dalla Provincia Autonoma di Trento la possibilità di assumere ulteriore personale ospedaliero e non si sia provveduto in tempi utili per evitare le attuali problematiche, considerato anche il fatto che la direttiva europea risale addirittura al 2014 (la normativa venne adottata con legge 161 del 30 ottobre 2014): non basta dire confidavamo in una deroga!

Gli Amministratori giudicariesi vogliono manifestare, attraverso il sit-in odierno, la forte preoccupazione per le dinamiche in corso, ma anche l’immutata disponibilità a concertare nuove soluzioni, purché suffragate da logica, capacità di programmazione, lungimiranza e sensibilità riguardo le oggettive problematiche delle vallate periferiche. Si desidera inoltre affermare la decisa convinzione che TUTTI gli ambiti trentini abbiano pari dignità e tutti i cittadini abbiano diritto alle stesse opportunità. Troppe volte si è avuta invece la percezione che l’ospedale tionese rappresentasse e sempre più rappresenti una sorta di “Cenerentola” della Sanità provinciale. Lo si afferma nell’oggettiva consapevolezza che  tutte le Unità operative del nosocomio locale, e quindi non solo il reparto di ginecologia e ostetricia, devono essere poste nelle condizioni di operare 24 ore al giorno in piena sicurezza ed efficienza: lo chiedono con forza le Giudicarie, lo pretendono legittimamente i Giudicariesi!


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