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I sindaci e la Comunità delle Giudicarie contrari alla chiusura del punto nascite dell’ospedale di Tione. Ecco il documento

venerdì, 11 luglio 2014

 Tione – Sulla chiusura del punto nascite dell’ospedale di Tione (Trento), fissato a fine mese, c’è la presa di posizione dei sindaci delle Giudicarie. La Conferenza dei Sindaci e la Giunta della Comunità delle Giudicarie (nella foto un’assemblea con al centro la presidente Patrizia Ballardini), insieme al Consigliere provinciale Mario Tonina, nonché ai Capigruppo della Assemblea delle Giudicarie, riunitisi in via d’urgenza all’esito dell’incontro tra il Consiglio per la Salute delle Giudicarie e l’Assessore provinciale alla Salute e Solidarietà sociale dottoressa Donata Borgonovo Re hanno preso una posizione ufficiale e sottoscritto all’unanimità il seguente documento:

Premesso che

  • il territorio e le sue rappresentanze politiche amministrative, ossia il Consiglio per la Salute (organismo istituito con la l.p. 16 del 2010) avente il compito tra l’altro di rappresentare le esigenze della popolazione in merito agli aspetti sanitari, non è mai stato interpellato al riguardo della drastica scelta;
  • con l’Azienda Sanitaria e con il precedente responsabile provinciale della politica sanitaria si era convenuto il potenziamento del punto nascite al fine di rispondere ad ogni richiesta di sicurezza proveniente dalle donne partorienti delle Giudicarie, condizione essenziale per incentivare i parti presso l’Ospedale di Tione;
  • tutto ciò non è avvenuto, anzi si è continuato con il lavoro di “smantellamento” tanto che neppure la promessa nomina di un primario della specifica unità operativa  Ostetricia e Ginecologia è stata effettuata;
  • non è accettabile che i punti nascita degli altri ospedali di Valle che neppure rispondono allo standard  minimo definito dalla Provincia in 500 parti annuali non subiscano il medesimo trattamento; ciò significa che la Giunta Provinciale non ha una visione complessiva nel medio termine di intervento sui punti nascita degli Ospedali di Valle dato che solo quello di Trento, Santa Chiara e Rovereto superano lo standard di 500 parti;
  • l’inadempienza dell’Azienda Sanitaria non può ricadere sulla salute delle mamme delle Giudicarie anche alla luce della situazione geografica e morfologica che comporta oltre un’ora di macchina in condizioni normali per raggiungere il più vicino ospedale qualora a Tione non vi fosse più la possibilità di partorire;
  • la scelta comunicata dimostra l’assoluta irrilevanza delle espressioni democratiche del territorio, situazione non accettabile anzi da stigmatizzare, in primis in termini di metodo, oltreché di contenuti;

 

Chiedono

 

al Presidente della Giunta Provinciale di rivedere la scellerata decisione che risulta essere ingiustificata, discriminatoria rispetto a realtà analoghe e frutto di una visione meramente economicistica e centralistica della salute dei cittadini delle Giudicarie affinché

 

a)      vengano rispettati gli accordi intervenuti precedentemente e sia potenziato l’Ospedale di Tione tanto quanto tutti gli altri punti nascita degli altri ospedali di valle;

b)      venga nominato a brevissimo il primario della U.O. di ostetricia e ginecologia, al fine di garantire professionalità e presenza costante e continuativa nel territorio;

c)      venga rassicurato il personale medico e paramedico dell’ospedale di Tione che svolge meritoriamente la propria attività presso U.O. di ginecologia ed ostetricia  con la nomina anche di un primario per l’Unità Operativa;

d)      si proceda al percorso di integrazione delle attività del Consultorio con il lavoro delle ostetriche dell’Ospedale,  affinché vi sia una presa in carico delle problematiche delle donne per tutto il corso della loro vita;

e)      ogni decisione in merito sia prima concertata o quantomeno condivisa con la Comunità Giudicariese.

 

 

In seconda istanza

qualora per motivi economico non vi siano le possibilità, in prospettiva, di garantire la continuità dei punti nascita con meno di 500 parti/anno in tutto il Trentino,

chiedono

di garantire la capacità dell’Ospedale di Tione di gestire con i massimi standard qualitativi quantomeno le emergenze legate alla gravidanza/parto e di tipo pediatrico, che talvolta richiedono un intervento in tempi brevissimi (quali ad esempio i distacchi placenta o i casi di sofferenza fetale), non compatibili né con il trasferimento a Trento/Rovereto, nemmeno in elicottero.

Il documento sarà ora al vaglio della Provincia di Trento.


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