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Gli ospedali di Tione, Cles, Borgo e Cavalese a rischio. Scatta la protesta, raccolta firme a Tione

sabato, 9 agosto 2014

Tione – La querelle sugli ospedali territoriali sta scatenando una serie di reazioni da parte dei residenti e le Comunità di Valle hanno raccolto le istanze del territorio, in particolare quelle delle Giudicarie, Val di Sole e  Val di Non e Valsugana,  e avviato una serie di iniziative.

LA PROTESTA A TIONE 

Da alcuni giorni è partita la raccolta firme a sostegno dell’ospedale di Tione, che coinvolge Comunità, Comuni, Enti, Associazioni e singoli Cittadini delle Giudicarie. La mobilitazione è massiccia, nel tentativo di riuscire nell’intento che le vie istituzionali sin qui perseguite non sembrano aver raggiunto.

E’ possibile firmare la petizione “Salviamo l’ospedale di Tione e il nostro punto nascite” anche online, con un semplice ‘clik’ sul sito della Comunità. E, da oggi, è partito anche il presidio dComunità Giudicarieirettamente presso l’ospedale, dove gli Amministratori si daranno il turno per informare e coinvolgere i Cittadini ed in particolare gli utenti dell’Ospedale, residenti ed ospiti. (La presidente della Comunità delle Giudicarie Patrizia Ballardini al centro e gli assessori si sono schierati contro la chiusura del punto nascite all’ospedale di Tione).

Presenti all’entrata dell’ospedale, al tavolo per ‘la raccolta firme la presidente della Comunità, Patrizia Ballardini, l’assessore Luigi Olivieri, il consigliere provinciale Mario Tonina, il sindaco di Tione, Mattia Gottardi, con l’assessore di Tione Mirella Girardini, insieme a molti altri sindaci ed amministratori delle Giudicarie. I sindaci con la fascia tricolore, per dare un significato ancora più pregnante al momento.

«L’Ospedale di Tione è stato costruito dalla comunità giudicariese quasi un secolo fa con grandi sacrifici. E’ un patrimonio essenziale della Comunità: è sempre stato e dovrà essere anche in futuro centro di erogazione di servizi sanitari sicuri e di qualità, garantendo il diritto alla salute dei Giudicariesi e dei numerosi Ospiti, al pari degli altri Cittadini del Trentino. La chiusura di un reparto essenziale come quello di Ostetricia e Ginecologia comporterebbe un declassamento dell’intero Ospedale con probabili futuri tagli di altre Unità Operative e di servizi.». Inizia così la petizione “Salviamo l’ospedale di Tione e il nostro punto nascite”, elaborata dalla Comunità e dalla Conferenza dei sindaci delle Giudicarie al fine di sensibilizzare la Giunta ed il Consiglio provinciale e per la quale è stata attivata la raccolta firme.

«Dall’inizio del nostro mandato abbiamo sempre fatto presente nelle sedi istituzionali l’importanza di avere un ospedale sicuro e qualificato a Tione» sottolinea la Presidente della Comunità delle Giudicarie Patrizia Ballardini. «Abbiamo approvato in Assemblea all’unanimità varie mozioni a sostegno del presidio ospedaliero e per il suo reale potenziamento. Con questa petizione che coinvolge direttamente i Cittadini, Residenti ed Ospiti, vogliamo dare un segnale forte, per ribadire che l’ospedale è essenziale per le Giudicarie, che le Giudicarie vogliono mantenere un servizio sicuro e indispensabile per i cittadini. Questa modalità non è propriamente ‘istituzionale’, ma se siamo giunti a questo, di concerto con i Sindaci, è perché abbiamo la sensazione che le vie istituzionali sin qui percorse non siano più sufficienti. Le Giudicarie si sentono ‘espropriate’ di un servizio basilare costruito con grandi sacrifici da persone del luogo all’inizio del secolo scorso e poi gestito ‘autonomamente’ con grande efficacia ed efficienza sino agli anni 80. Ora la Provincia non può pensare di togliere un reparto importante come la Maternità, potenzialmente quale primo tassello per poi togliere anche altri servizi che oggi il nostro Ospedale eroga, non tenendo conto delle reali esigenze della Gente giudicariese, che ha diritto a servizi di qualità e sicuri facilmente accessibili».

“Alla fine degli anni 70, con la soppressione del Comitato autonomo di gestione dell’Ospedale, e con la definitiva esclusione delle Suore, l’Ospedale di Tione ha cessato di essere l’Ospedale dei Giudicariesi ed è stato messo in mano alla gestione pubblica, ossia a personale “dipendente” dalla Provincia e la struttura ospedaliera ha perso la sua identità “locale” – precisa Mario Antolini, che con i suoi 94 anni la storia dell’Ospedale la ha vissuta in prima persona – “I Giudicariesi si sono sentiti espropriati di qualcosa di “proprio”. Oggi si ha troppa fretta di “cambiare” sotto la pressione di un conclamato e non provato progresso, che sta travolgendo persone e contesti sociali; ma ciò sta avvenendo senza rendersi conto di ciò che si ha a monte, di ciò che hanno costato le realizzazioni alle generazioni appena passate. La tecnologia sa troppo di nuovo e le manca la considerazione della vastità delle situazioni, che perciò reclamano attenzione, profondità di indagini, conoscenza delle realtà sociologiche locali, senza della quale i provvedimenti affrettati e intempestivi sanno di vuoto e di aleatorio specie perché nessuno ne è personalmente responsabile e gli eventuali “sbagli” restano in groppa alle popolazioni senza che chi ha avuto troppa fretta sia obbligato a pagare di tasca propria”.

“Non dobbiamo sentirci soli nel richiedere alla Provincia di garantire ai nostri Cittadini ed ai nostri Ospiti servizi ospedalieri vicini, sicuri e di qualità – ha proseguito la presidente Ballardini – Anche gli altri territori che ospitano ‘ospedali di valle’ condividono l’istanza che gli ospedali di territorio vengano valorizzati nell’ambito della ‘rete ospedaliera’ del Trentino, quale garanzia di servizi sicuri e di qualità facilmente accessibili anche per le aree più distanti dall’asse dell’Adige”

«Tutti i cittadini giudicariesi che hanno a cuore il presidio ospedaliero si facciano avanti e sottoscrivano in massa la petizione affinché l’istanza politica assuma il consenso popolare che merita» è l’appello dell’Assessore Olivieri. «E’possibile sottoscrivere la petizione presso la Casa della Comunità, presso tutti i municipi e le case di Riposo, presso gli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, presso le farmacie ed anche online, sul sito della comunità www.comunitadellegiudicarie.it. Chiediamo alla grande risorsa del volontariato e del privato sociale delle Giudicarie di continuare a collaborare per il buon esito dell’iniziativa. Siamo convinti che se le Giudicarie saranno unite questa battaglia darà i suoi risultati”.

«Con un investimento in professionalità e rinforzando il team medico, si può e si deve salvare il reparto di ostetricia e ginecologia» Rincara il Sindaco di Tione, Mattia Gottardi: «La preoccupazione è che la chiusura del punto nascita sia l’inizio della desertificazione di questo centro ospedaliero; sarebbe un atto gravissimo e su questo penso siamo tutti pronti a dare battaglia anche dura, se servirà. Siamo sempre stati all’erta e abbiamo sempre difeso il nostro ospedale, di certo non ci faremo intimidire».

«È comprensibile che a Tione, Cavalese, Cles o Borgo non si possa pretendere di avere un nosocomio che fa “tutto”, ma, proprio su queste basi e di fronte ad una contrazione della spesa, va immaginato un sistema a rete, dove nelle valli si trovano strutture capaci di dare una prima assistenza di qualità e poi, secondo le vocazioni territoriali, sviluppare una o due eccellenze, che a Tione, si è detto, avrebbe potuto essere ortopedia» precisa il consigliere provinciale Mario Tonina. «Qui invece un discorso del genere è assente. Manca un disegno politico, un’idea forte di riorganizzazione, a livello provinciale, che tenga presente le esigenze di budget ma che punti a dare servizi sanitari di qualità al cittadino. Non si deve pensare all’immediato ma ad un assetto solido e duraturo per i prossimi anni. Mi auguro che la petizione sia un invito per la Giunta provinciale per formulare un piano della sanità trentina che tenga presente le esigenze dei territori e le varie peculiarità».

Semplici e chiare sono le richieste espresse nella petizione e di vitale importanza per un territorio di valle. È necessario che venga predisposto un organico e dettagliato Piano sanitario provinciale nel quale venga ripensata l’attuale articolazione del sistema sanitario (con particolare riferimento alla localizzazione del N.O.T.), al fine di garantire il reale funzionamento dell’Ospedale Trentino concepito in rete tra i sette presidi ospedalieri.
Si deve garantire la continuità del Punto nascite dell’Ospedale di Tione in condizione di sicurezza e qualità, dato che il motivo per cui molte donne giudicariesi preferiscono partorire altrove dipende principalmente dal fatto che l’Azienda Sanitaria lo ha scientemente depotenziato negli ultimi anni, in contrasto con gli impegni presi dal precedente assessore alla Sanità con il Consiglio della Salute.
Infine si chiede venga attivato presso l’Ospedale di Tione un servizio di Pronto Soccorso pediatrico o, in alternativa, di guardia medica pediatrica sul territorio.

Per consultare la petizione integrale e sottoscriverla: www.comunitadellegiudicarie.it
Per informazioni: pianosociale@comunitadellegiudicarie.it – Tel. 0465 339505

LA STORIA DELL’OSPEDALE DI TIONE
L’ospedale di Tione, storia di un presidio nato per volontà e con le risorse della Comunità locale e gestito autonomamente dal territorio sino al 1978.

Le tappe fondamentali della sanità in Giudicarie può essere riconducibile ad una brevissima serie di annotazioni (a cura di Mario Antolini Muson).

• Durante gli otto secoli del dominio del Principato vescovile si ha un’unica istituzione di tipo assistenziale, ossia il Convento di Strada nel 1502, che nel 1787 fu messo a disposizione dei vecchi e dei poveri della Pieve di Bono.

• Nel 1892 viene fondata l’Infermeria di Santa Croce di Bleggio (successivamente trasformata in Ricovero) presso la quale iniziò per la prima volta in Giudicarie il “Pronto Soccorso” dotato anche di sala operatoria nella quel furono eseguite le prime operazioni di appendicite in Giudicarie.

• Le altre Case di Riposo (senza Pronto Soccorso, ma solo con servizi di assistenza) seguirono nell’ordine: Spiazzo 1892, Storo 1966, Pinzolo 1989, con l’aggiunta della “Casa aperta” di San Lorenzo in Banale negli anni Settanta.

• Va ricordato che le Giudicarie furono in contatto diretto con Trento solo dal 1850 con una carrabile (carri e omnibus tirato da cavalli) e solo da dopo il 1900 con una carrozzabile (le prime vetture a motore).

• Le Giudicarie rimangono senza una struttura ospedaliera fino al 1931. L’assistenza sanitaria – dal 1800 circa e fino all’avvento della legislazione italiana – affidata unicamente a pochi medici condotti assunti e pagati da alcuni Comuni.

• L’attenzione dei Giudicariesi verso la possibilità di un ospedale a Tione per tutte le Giudicarie si fa strada verso il 1880 quando cessò l’attività della vetreria di Tione, in località Vat/Bassarnò, e lo stabile e i fabbricati relativi vennero messi in vendita a condizioni oltremodo favorevoli; in quel momento si era costituito un “Comitato pro Ospedale”, il quale meditava di comperare la vetreria per adattarla al proprio scopo.

• Per fatalità, discrepanze sorte circa la località, ricorsi in Giunta provinciale e le contingenze finanziarie cui venne allora a trovarsi il Distretto di Tione, fecero sì che la buona iniziativa avesse ad arrestarsi sul nascere.

• Sorsero qualche anno più tardi l’Ospedale di Spiazzo Rendena e di Santa Croce di Bleggio e la zona di Tione restò così in mezzo, isolata e quasi perplessa mentre i Comuni del Distretto, Tione compreso, spinti dal bisogno, si associarono, e fecero bene, alle due Istituzioni.

• Un altro motivo trattenne Tione dal promuovere una iniziativa per un ospedale: verso il 1910 la borgata si era impegnata all’erezione dell’Asilo Infantile, per cui non venne ritenuto possibile lanciare l’idea dell’Ospedale.

• Terminato l’Asilo nel 1912, sorse in mons. Donato Perli, decano di Tione, la volontà di proporre senza indugio una società per l’Ospedale che ne curasse la formazione del fondo e ne affrettasse l’avvento. Venne fatalmente la guerra ad interrompere il piano.

• Nel 1919 un gruppo di Giudicariesi della Vicinia di Tione colse l’occasione della fine della guerra per sollecitare la realizzazione di un antico voto: quello di dotare la Pieve di Tione di un Ospedale-ricovero da erigersi nel suo centro, nel quale avrebbe dovuto aggiungersi la sezione chirurgica a vantaggio di tutto il Mandamento e delle zone vicine.

• Venne costituito un apposito Comitato di personalità e pubblici amministratori che diede vita all’iniziativa che portò prima all’acquisto del terreno nella parte a monte dell’abitato, in zona soleggiata e dominante il fondovalle e poi alla posa della prima pietra il 29 giugno 1925.

• L’Ospedale iniziò l’attività col 1° gennaio 1931 con la denominazione di “Ospedale Mandamentale 3 Novembre”, gestito da un Comitato di Amministrazione e da una Direzione, con la gestione delle Suore di Maria Bambina.

• Negli anni Sessanta, ancora con il Cda autonomo, cominciano i lavori di ampliamento.

• Con la legge del 23 dicembre 1978 n. 833 – “Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale”- lo scenario cambia radicalmente: il vecchio sistema delle Mutue e degli Enti ospedalieri confluisce nel “Servizio Sanitario Nazionale”, che semplifica e unifica nelle USL (unità sanitarie locali) la miriade di soggetti operanti in campo sanitario, compresi i servizi di igiene pubblica e di prevenzione esercitati dai Comuni e dalle Province.

• Col 1978 la Provincia mette le mani sull’Ospedale con le USL e nel 1980 viene preso in mano deal Comprensorio e perde la propria autonomia.
• 31 dicembre 1980: cessazione del Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale Mandamentale 3 Novembre di Tione.
• 1 gennaio 1981: viene insediata la Unità Sanitaria Locale (USL) con la nomina del Comitato di gestione e del suo presidente.
• 31 marzo 1995: cessazione delle USL.

• Nel 1995 con la APSS l’Ospedale passa definitivamente alla Provincia: 1 aprile 1995 istituzione della “Azienda Provinciale dei Servivi Sanitari (APSS)” suddivisa inizialmente in “Distretti” coincidenti con i Comprensori – il C8 denominato erroneamente “Giudicarie e Rendena – e successivamente in Distretti sanitari più ampi (oggi le Giudicarie sono inserite nel Distretto Centro-sud).
Lunedì 11 agosto – alle 12 – a Trento, presso la sede del Consiglio delle Autonomie Locali – Via Torre Verde – si terrà la conferenza sul tema: valorizzazione degli Ospedali di Valle. Interverranno i presidente delle Comunità di valle, in particolare Patrizia Ballardini (Giudicarie), Sergio Menapace (Val di Non), Raffaele Zancanella (Val di Fiemme), Sandro Dandrea (Valsugana e Tesino) Alessio Mingazzi (Val di Sole) e Cristina Donei (Comun General di Fascia). I presidenti delle diverse Comunità illustreranno i loro progetti e le iniziative a difesa degli ospedali.


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