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Finte locazioni in Val di Fassa e Val Rendena, i carabinieri denunciano una persona

giovedì, 18 febbraio 2016

Cavalese – Blitz antitruffa di finte locazioni. L’attività di controllo del territorio da parte della Compagnia Carabinieri di Cavalese che, vista la spiccata vocazione turistica del territorio di competenza, comprendente le valli di Cembra, Fiemme, Fassa, Primiero e Vanoi, ha intensificato i controlli, non solo quelli stradali e diretti alla prevenzione dei furti, ma anche quelli più specifici contro le truffe in internet su appartamenti, stanze o chalet.

Carabinieri - foto nuova10

Stavolta l’azione di controllo è ricaduta sul fenomeno purtroppo sempre più in essere delle truffe di appartamenti, postati questi ultimi in inserzioni internet nei più importanti motori di ricerca, social o siti specifici, ma in realtà non esistenti, non disponibili o non di proprietà dell’inserzionista.
Insomma è continuata la positiva attività di indagine da parte della stazione di Canazei, nella val di Fassa, che ha provveduto a deferire un cittadino italiano originario del Piemonte, per truffa.

Il denunciato si aggiunge agli altri 13 già denunciati all’autorità giudiziaria nel mese di maggio 2015 e gennaio 2016, per la stessa tipologia di reati.

Il modus operandi rimane sempre lo stesso. Vengono offerti chalet, appartamenti o stanze in affitto a basso prezzo in tutta la valle di Fiemme e Fassa, ma anche in val Rendena o nelle Dolomiti bellunesi, gli alloggi sono prenotabili con un versamento di una piccola caparra, nell’ordine di poche centinaia di euro, su di un numero di conto, in realtà attestato su una carta prepagata.

Una volta effettuato il versamento i truffatori diventavano irraggiungibili. La cosa peggiore per alcune famiglie è stata quella di accorgersene in loco, una volta raggiunta la tanto attesa meta delle vacanze. Con la necessità quindi di dover trovare, spesso, una sistemazione, non sempre disponibile per trascorrere la notte.

A tal proposito proprio il Comando dei carabinieri di Cavalese, consiglia a tutti di diffidare da offerte troppo vantaggiose, soprattutto nei periodi di altissima stagione e di verificare sempre l’esistenza e la disponibilità dell’immobile su siti convenzionali quali quelli degli uffici APT presenti nei vari comuni di valle.

Molte volte la richiesta di pagamento della caparra viene fatta su carte prepagate, questo passaggio può nascondere qualche rischio, i movimenti effettuati su queste carte infatti non sono tracciabili e la maggior parte delle stesse non ammette forme di rimborso.

È consigliabile quindi, anche ai fini di una verifica della veridicità dell’inserzione, chiedere di effettuare il pagamento mediante un bonifico postale o bancario, che assicura tracciabilità ed intestatario, oltre che una maggior serietà dell’inserzionista.


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