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Don Luigi Ciotti a Madonna di Campiglio ha svelato i riferimenti della sua vita

venerdì, 11 agosto 2017

Madonna di Campiglio – Don Luigi Ciotti, a Madonna di Campiglio per il Mistero dei Monti, festival culturale d’alta quota giunto alla quindicesima edizione, è intervenuto sul tema “Lo slancio della legalità” componendo, davanti a centinaia di persone giunte al Salone Hofer per ascoltarlo, una testimonianza di impegno e di lotta, da sacerdote e da cittadino, con e per gli ultimi, i poveri, gli abitanti della strada. don ciottiDall’infanzia a Torino con le Dolomiti nel cuore (è nato a Pieve di Cadore)  alle prime esperienze di comunità per aiutare i giovani. Dalla questione ambientale ispirandosi dall’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco fino agli aggiornamenti sulle mafie attingendo all’ultimo “Rapporto sulla mafia”. Il fondatore del “Gruppo Abele” e dell’Associazione “Libera” non ha risparmiato dure parole, vere e proprie sferzate, al “sistema”, ma le ha intercalate ripetutamente con l’affermazione: “Tanti passi avanti sono stati fatti, altrimenti non saremo qui”.

“Le mafie storiche – ha detto don Luigi Ciotti – cambiano pelle, ma stanno benissimo. La loro nuova strategia è di uccidere meno e agire con la corruzione”. Quali i riferimenti della sua vita? “Due e grandi: il Vangelo e la Costituzione italiana. In entrambi c’è molta politica intesa come servizio per il bene comune che vuole dire dare la libertà, la dignità e la vita alle persone. Poi, capitolo Papa Francesco. “Oggi se c’è uno che alza la voce è Francesco. Nell’enciclica “Laudato si’”, il Papa invita a non dimenticare il grido della terra. I disastri ambientali e sociali fanno parte della stessa crisi socio-ambientale e lo dice un Papa secondo il quale l’ecologia è integrale perché il mondo è un ecosistema e ogni parte agisce sulle altre. La Terra ha un’anima, ma per ascoltarla occorre una sensibilità oggi in gran parte perduta”. “Riempire sempre la vita di vita, di senso e di significato, non lasciarsi vivere, ma vivere. Questo è il mio augurio”, ha chiosato don Luigi Ciotti alla fine dell’incontro di Madonna di Campiglio, uno dei più intensi e veri nei quindici anni del “Mistero dei monti”.


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