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Comunità delle Giudicarie, regolamento rifiuti: approvate le modifiche

venerdì, 12 dicembre 2014

Tione – L’Assemblea della Comunità delle Giudicarie ha approvato le modifiche al Regolamento per l’applicazione della tariffa sui rifiuti (TARI) che disciplina un’unica tariffa per la copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani, dei rifiuti ad essi assimilati e dei rifiuti di qualunque natura o provenienza giacenti sulle strade ed aree pubbliche e soggette ad uso pubblico.Comunità Giudicarie

Modifiche proposte, anche alla luce di alcuni rilievi degli utenti, per ottimizzare il servizio, e condivise nelle scorse settimane con Sindaci e Capigruppo assembleari.

Per dare risposta alle crescenti richieste da parte degli utenti, è stata introdotta la possibilità di rateizzare i pagamenti degli insoluti legati alle bollette, in un periodo massimo di 6 mesi, per “i crediti insoluti fino ad Euro 500,00 (cinquecento/00) per singolo utente domestico e ad Euro 2.000,00 (duemila/00) per singolo utente non domestico”.

Su richiesta della Conferenza dei Sindaci, è stata inoltre introdotta una modifica del regolamento in base alla quale la quota fissa della tariffa riferita alle scuole primaria e secondaria verrà spalmata su tutto il territorio delle Giudicarie e non rimarrà più a carico dei soli comuni dove la scuola è ubicata. Un importo pari a circa 15mila Euro verrà quindi ripartito su tutte le utenze del territorio, anziché gravare sui soli Comuni che ospitano scuole fruite da alunni residenti anche in altri Comuni.

In particolare è stato deciso che “alla quota richiesta dal singolo Comune per lo spazzamento stradale si aggiungono gli oneri, anch’essi da ripartire fra gli utenti/contribuenti, riferiti ai costi per lo smaltimento dei rifiuti cimiteriali e di quelli rinvenuti sparsi fuori dagli appositi contenitori per il residuo, oltreché per le spese di riparazione delle calotte o dei contenitori delle isole situate nel rispettivo territorio comunale”.

Inserito anche un accorgimento per quelle “utenze non domestiche che abbiano un utilizzo non superiore a 183 gg/anno e che abbiano una superficie non inferiore a 2000 mq”, alle quali si applicano gli svuotamenti minimi previsti all’art. 19, che passano da 10 a 6 all’anno. A beneficiare di questa revisione saranno poche attività (6/7 sull’intero territorio), che presentano specificità coerenti con i parametri identificati.

Inoltre “alle utenze che non abbiano ritirato i dispositivi per il conferimento del residuo viene aggiunta al corrispettivo da fatturare una somma, a titolo di cauzione, pari ad Euro 60,00
(sessanta/00) per ogni anno di ritardo nel ritiro degli stessi.

Dal momento in cui i dispositivi venissero ritirati, le somme addebitate a titolo di cauzione saranno restituite, portandole in
accredito sulle successive fatture”.

Un modo per incentivare chi non lo ha ancora fatto (circa 800 utenze su 33.000 presenti in Giudicarie) di richiedere la propria chiavetta al proprio Comune.

Sul punto è intervenuto il capogruppo della Lega Nord Giuseppe Cervi che ha chiesto di inasprire le sanzioni per chi non ritira la chiavetta in quanto “spesso a questa condizione è associato il fatto che questa gente non avendo la chiavetta sporca la raccolta differenziata generando un aggravio di costi che poi si ridistribuiscono su tutta la collettività”. «Correlazione che non trova riscontri» come sottolineato dal responsabile del servizio, che ha evidenziato come sia difficile introdurre delle sanzioni in modo legittimo.

Infine, come preventivato in fase di adozione della tariffa unica nel 2012, è stato soppresso l’articolo 12 che prevedeva agevolazioni per l’omogeneizzazione della tariffa. L’articolo era stato introdotto in una fase di avviamento, per gli anni 2012, 2013 e 2014 affinché non si verificassero scostamenti troppo evidenti tra la tariffa che l’utente pagava prima dell’introduzione del nuovo regolamento e quella che ha dovuto pagare dopo. Tale agevolazione diminuiva, per coloro che rientravano nei parametri per la concessione, la quota fissa della tariffa rispettivamente del 60% per il 2012, del 30% per il 2013 e del 15% del 2014. Dal 2015 l’articolo in questione non ha più ragione di esistere ed è quindi stato cancellato.


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