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Campiglio, l’alpinismo romantico di Tuckett rivive nel gruppo del Brenta

domenica, 23 giugno 2013

Madonna di Campiglio – Ritorno al passato con un alpinismo d’altri tempi. Al rifugio Tuckett (nella foto), nel cuore delle Dolomiti di Brenta, è stato presentato il volume “Ad est del Romanticismo 1786-1901: alpinisti vittoriani sulle Dolomiti”, promosso dalla Fondazione Accademia della Montagna del Trentino, con il patrocinio della Fondazione Dolomiti UNESCO e della SAT (Società Alpinisti Tridentini). L’occasione è stata offerta dal centenario della scomparsa di Francis Fox Tuckett, l’esploratore e alpinista inglese che per primo calcò le cime dolomitiche. Alla cerimonia ha partecipato anche una delegazione del Club alpino inglese. “Accademia della Montagna del Trentino – ha spiegato la sua direttrice Iva Berasi – è impegnata a diffondere la conoscenza della montagna e favorire la sua frequentazione. Davanti alla proposta di un’opera che raccontasse la nascita dell’alpinismo locale e dolomitico, Accademia non si è tirata indietro ma ha considerato l’opera uno strumento di conoscenza, di attrazione verso luoghi che hanno ammaliato personaggi straordinari e la copertura di un vuoto di storia dell’alpinismo tra i più interessanti”. L’opera è frutto di tre anni di ricerche presso biblioteche, archivi e musei italiani, austriaci, tedeschi e, naturalmente, inglesi. Gli autori, Fabrizio Torchio e Riccardo Decarli, hanno ricostruito il conRifugio-Tuckett-e-Cima-Sella_slideshowtesto trentino-dolomitico dei primi viaggiatori e, successivamente, dei primi alpinisti, raccontando le esplorazioni e le salite, allargando lo sguardo anche a quanto accadeva sull’intera catena alpina. Il loro è stato un viaggio attraverso l’Europa. Nell’Inghilterra meridionale sono state poi rinvenute tracce di Douglas William Freshfield, il maggiore esploratore alpino dell’Ottocento, mentre a Bassano del Grappa, nell’archivio cittadino, sono state trovate le lettere di John Ball, autore della prima guida alpinistica. Infine Tuckett, alpinista di Bristol, al quale è intitolato il rifugio in Brenta, splendido esempio di alpinista e viaggiatore, di cui in questi giorni ricorre il centenario della scomparsa.  L’opera è composta da un primo volume di 700 pagine, ricco di documenti e immagini inedite, magistralmente introdotto da Mick Fowler, uno dei massimi alpinisti in attività, nonché presidente dell’Alpine Club di Londra . In un secondo volume, di 500 pagine, sono gli stessi pionieri, viaggiatori ed alpinisti a raccontarsi in 34 brani, molti dei quali mai tradotti in italiano; questo secondo tomo, coordinato da Decarli e Torchio è stato tradotto da Mirella Tenderini, apprezzata agente letterario. Infine in un terzo volume il lettore trova la guida ai luoghi degli inglesi in Trentino e sulle Dolomiti; si tratta di una proposta di percorsi facili, sulle orme dei britannici, per trascorrere piacevoli gite in montagna, che si trasformano in un affascinante viaggio nel passato. Al rifugio Tuckett, la presentazione ha visto la presenza della vice presidente della Fondazione Accademia della Montagna del Trentino Anastasia Cigolla, di alcuni rappresentanti dell’Alpine Club londinese e della rappresentanza della SAT. “È un onore – ha sottolineato Tony Westcott, del Club alpino inglese, il più antico del mondo – essere in Trentino, nelle Dolomiti di Brenta, a ricordare uno dei migliori esempi di alpinismo d’epoca, quello di Francis Fox Tuckett. Per qualche istante è stato possibile fare un viaggio nel tempo, tornando ai tempi pionieristici. È stata un’emozione unica”.


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