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Caderzone Terme: presentate sei ricerche del Parco Naturale Adamello Brenta

mercoledì, 29 marzo 2017

Caderzone Terme – Nuove ricerche scientifiche sul Parco Naturale Adamello Brenta, i risultati delle ricerche scientifiche condotte dai neo dottori Alessandro Forti, Georgia Salina, Carlo Zanrosso, Daniele Beltrami, Giulia Ferrari e Marta Galluzzi.

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Alessandro Forti, Georgia Salina, Carlo Zanrosso, Daniele Beltrami, Giulia Ferrari, Marta Galluzzi sono i nomi dei sei neodottori che, presso il Palazzo Lodron Bertelli a Caderzone Terme, hanno presentato i risultati delle ricerche scientifiche condotte con il Parco Naturale Adamello Brenta a compimento del loro percorso accademico.

In un «convegno» particolarmente riuscito, innanzi ad una sala affollata, la ricerca scientifica è stata la regina della serata, confermandosi come uno degli assi portanti dell’attività del Parco. Dopo i saluti di benvenuto da parte dell’Assessore alla fauna del Parco, Floro Bressi, ad aprire i lavori è stato un ospite d’eccezione, un ambasciatore della scienza, il professor Franco Pedrotti, Presidente della Accademia degli Accesi di Trento.

Prima di lasciare spazio alle tesi di laurea, Andrea Mustoni, responsabile della ricerca scientifica, ha raccontato le fasi che hanno segnato l’evoluzione della ricerca nel Parco lungo i quasi 30 anni dalla sua nascita, evidenziando che questa funzione delle aree protette è legittimata sin dalla legge istitutiva, Legge Provinciale n. 18 del 1988.

«Sono ormai una cinquantina – ha ricordato Mustoni – le tesi di laurea che il Parco ha accompagnato in un arco temporale di circa 13-14 anni, e altri 7 studenti arriveranno a breve. Si tratta di collaborazioni a cui teniamo molto.»

I SEI NEO DOTTORI

Si è passati quindi a parlare degli animali: non solo di orso, ma anche di specie meno «celebri», seppur di pari dignità e fascino, come la pernice bianca, il francolino di monte, lo stambecco, la marmotta e l’arvicola delle nevi, con un filo conduttore dato dalla connessione biologica con i cambiamenti climatici.

La velocità con cui la temperatura si sta innalzando supera i normali ritmi di evoluzione e di adattamento degli animali presenti sulla terra e gli ambienti alpini sono particolarmente vulnerabili alle variazioni climatiche quindi la salute di questi habitat è considerata un importante indicatore dei trend di riscaldamento globale.

Di fronte agli scompensi del clima ogni specie trova il proprio adattamento biologico in una naturale ricerca della sopravvivenza. Alcune tesi cercano di individuare le migliori tecniche di monitoraggio per il Parco, altre invece sono rivolte al tentativo di valutare le modificazioni nell’uso del territorio da parte degli animali.

Si è scoperto che la popolazione di marmotte sul Brenta è aumentata negli ultimi 15 anni, lo stambecco ha un livello di variabilità genetica molto ridotto e quindi sono necessari ulteriori monitoraggi, altri Mammiferi selvatici e Tetraonidi spostano i loro areali in fasce altimetriche più alte a temperature più basse.

La comprensibile emozione dei neolaureati è stata gestita dalle domande del moderatore Rosario Fichera che, con il suo stile brillante e rigoroso di fare divulgazione scientifica, ha fatto affiorare anche qualche curiosità.

Una formula di presentazione che è stata apprezzata dal pubblico e che ha reso fresca e gradevole una materia che si potrebbe giudicare «difficile».

Questa serata è un ulteriore segnale del corso segnato dalla nuova amministrazione del Parco che vede nella ricerca scientifica un pilastro importante del proprio programma.

La sfida lanciata è quella di riuscire a sfruttare i dati rilevati a favore delle attività di educazione ambientale con l’obiettivo ultimo di lasciare alle generazioni che verranno non solo un ambiente integro ma, soprattutto, un capitale di informazioni per mantenerlo tale.

LE SEI RICERCHE 

Lo studio sul confronto di due metodologie di monitoraggio per la pernice bianca (Lagopus mutus) nel Parco Naturale Adamello Brenta. Dottor Alessandro Forti

Effetti del cambiamento climatico sulle popolazioni di Mammiferi selvatici e Tetraonidi nel Parco Naturale Adamello-Brenta
Dottoressa Georgia Salina

Il francolino di monte (Bonasa bonasia L.) nel Parco Naturale Adamello Brenta: analisi dell’efficacia del monitoraggio primaverile al canto Dottor Carlo Zanrosso

Lo stambecco delle Alpi (Capra ibex ibex,L. 1758) nel Parco Naturale Adamello Brenta: analisi della variabilità genetica
Dottor Daniele Beltrami

La comunità di piccoli mammiferi in un ambiente che cambia: un caso di studio nelle Alpi Centrali Italiane
Dottoressa Giulia Ferrari

Modelli predittivi di idoneità ambientale per la marmotta alpina (Marmota marmota L.1758) nel Parco Naturale Adamello Brenta
Dottoressa Marta Galluzzi


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