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Migliorano le condizioni dell’uomo aggredito dall’orso, ma sul progetto Life Ursus è scontro politico. Le posizioni di Lega Nord e Lac

giovedì, 11 giugno 2015

Monte Bondone – Le condizioni del 45enne ferito sul Monte Bondone sono in miglioramento e l’escursionista aggredito dall’orso ripete in continuazione “Sono vivo per miracolo”. Intanto continuano le indagini delle Guardie Forestali e gli accertamenti degli esperti venatori della Provincia di Trento.

Come un anno fa a Pinzolo e poche settimana fa a Zambana Vecchia , quando ci furono le orso-buno1precedenti aggressioni, i trentini, i partiti e le associazioni si dividono. La Lega Nord vuole bandire l’orso dal Trentino “prima che ci scappi il morto”, mentre la Lega per l’abolizione della caccia che – esprime solidarietà alla vittima – ammonisce sui comportamenti da tenere per non suscitare la sensibilità dei plantigradi.

La posizione di Maurizio Fugatti della Lega Nord: “La Provincia sospenda Life Ursus prima che ci scappi il morto. Ci auguriamo che la Provincia non aspetti il morto prima di intervenire e sospendere il progetto Life Ursus. L’ennesima aggressione avvenuta ai danni di un uomo è la dimostrazione della pericolosità di questa iniziativa che sta mettendo a repentaglio la vita di chi abita nei boschi trentini e che rischia di avere pesanti ricadute anche sulla nostra economia turistica”.

La LAC – Lega Abolizione Caccia ONLUS Sezione Trentino Alto Adige/Südtirol, sottolinea invece che “Sono anni che vengono diffuse le regole da osservare in aree frequentate da orsi e sono regole facilmente reperibili sui siti della PAT o del Parco Adamello Brenta. Queste informazioni sono, però, disponibili solo se le persone le cercano e se sono in grado di cercarle. Quello che sarebbe auspicabile è che le persone, sia residenti sia turisti, fossero tutte informate in modo esauriente e serio anche se non fanno ricerca attiva. Tutti devono sapere come comportarsi, sia che siano interessati o meno, sia che amino gli animali o li odino, sia che siano ambientalisti o inquinatori senza rimedio, sia che restino in casa davanti alla tv o che siano sportivi sempre in giro per sentieri.

Una delle regole è di far rumore mentre si procede al fine di farsi sentire e consentire all’eventuale orso di allontanarsi.

Parlare a voce alta, fischiettare, canticchiare, avere un mazzo di chiavi che tintinna, tutti abbiamo con noi almeno le chiavi di casa!

Ho segnalato il «BEAR BELL», ma in Italia non è ancora venduto e allora occorrerà rivolgersi ai siti internet o… alla merceria sotto casa. Istruzioni: si comprano uno o più sonagli del colore e delle dimensioni preferite e un cordino o un nastro; si lega il sonaglio al cordino e si assicura cordino e sonaglio al polso o allo zaino.

Un altro dei suggerimenti è di lasciare il cane a casa o di tenerlo sempre al guinzaglio. Un cane lasciato libero in zona abitata da fauna selvatica costituisce un disturbo alla vita e alle delicate fasi di riproduzione di tale fauna. A maggior ragione in zone frequentate da orsi è meglio lasciare il cane a casa.

Occorre ricordare che agli orsi non piacciono le sorprese. Un cane, abbaiando o correndo attorno, potrebbe anche mettersi sulle tracce di un orso, potrebbe disturbarlo e poi correre dal padrone in cerca di soccorso, ma con un orso contrariato che lo segue! Grande è stata, la soddisfazione nell’apprendere che la PAT ha modificato il suo atteggiamento nei confronti degli orsi e della possibile convivenza con le persone e le loro varie attività”.


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