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Verso il referendum sulla fusione di cinque Comuni della Val di Non. Confronto aperto

sabato, 15 marzo 2014

Smarano – Il dibattito sulla fusione di cinque Comuni della Val di Non è aperto. Ieri sera all’assemblea pubblica dei Comuni di Predaia, in vista del referendum in programma il prossimo 13 aprile, è intervenuto l’assessore alla Coesione territoriale, Carlo Daldoss.  Il messaggio: la fusione è un fattore competitivo e strategico per tutto il Trentino.

L'assessore Carlo Daldoss2

VERSO IL REFERENDUM
Il prossimo 13 aprile gli elettori residenti a Coredo, Taio, Tres, Smarano e Vervò saranno chiamati ad esprimere il loro voto sulla fusione dei loro municipi nel nuovo Comune unico di Predaia. Alcune assemblee informative rivolte alla popolazione si stanno svolgendo nei paesi dell’altopiano: ieri sera, dopo il primo incontro di giovedì scorso a Vervò, è stata la volta di Smarano dove, nella sala  Eccher, alla presenza dell’assessore provinciale alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa Carlo Daldoss, sono stati illustrati dieci “buoni motivi” per dire sì alla fusione dei comuni. Altri incontri si terranno lunedì 17 marzo alle 20.30 a Tres presso il Centro ricreativo Pra del Lac, e martedì 18 marzo, sempre alle 20.30, a Coredo nella Sala Conferenze della biblioteca Comunale.

IL MESSAGGIO DELL’ASSESSORE DALDOSS

L’assessore Daldoss ha ricordato che in aprile verrà approvata la manovra di assestamento di bilancio provinciale per 4 miliardi e 500 milioni, e che la richiesta di compartecipazione del Trentino alle spese dello Stato raggiunge 1,4 miliardi di Euro. In questo momento, dunque, è quanto mai necessario ottimizzare la capacità di spesa e di risparmio, che sono in ogni caso obiettivi legati alla qualità della vita delle comunità. “Sempre di più sarà necessario fare investimenti competitivi” ha detto Daldoss, “mettersi assieme vuol dire anche accrescere la capacità di un territorio di presentare le proprie istanze con più forza. Su queste unità si giocherà il futuro del Trentino”. L’assessore ha inoltre ribadito che, anche con la nascita del nuovo comune, i 5 municipi manterranno la loro identità: “Crediamo fortemente nell’identità del radicamento delle singole frazioni. Il Trentino è forte se mantiene presidi ed equità di trattamento”.

Nell’incontro, rivolto ad un attento pubblico di cittadini, i sindaci dei 5 comuni dell’altopiano hanno chiarito che la fusione non produrrà alcun disagio per le popolazioni residenti, ma anzi sarà un passaggio storico per tutta la comunità. Aumentare le dimensioni ottimizzerà le spese improduttive e aiuterà a recuperare risorse per investire in servizi primari. Soprattutto il patrimonio dell’associazionismo e del volontariato sarà valorizzato e facilitato nello svolgimento delle proprie attività.
Il nuovo comune sarà costituito da 14 frazioni e raggiungerà i 6.700 abitanti, diventando uno dei primi 10 comuni del Trentino, il 5° per estensione. Il referendum consultivo risulterà valido se si recheranno al voto almeno la metà più uno degli aventi diritto e la maggioranza più uno di voti positivi potrà decretare la fusione.


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