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Verso il festival della famiglia: allo Smart Lab di Rovereto il racconto di dieci storie di figli e lavoro

venerdì, 28 novembre 2014

Rovereto – Conto alla rovescia del Festival della famiglia, in programma il 5 dicembre a Riva del Garda, e da lunedì è in calendario il Prefestival con una serie di eventi in Trentino. Giovedì 4 dicembre alle 10 allo Smart Lab di Rovereto si terrà la presentazione del libro “Figli e lavoro si può” di Adele Gerardi.

E’ possibile evitare il bivio “o i figli o il lavoro” e affermare il proprio diritto al benessere familiare e lavorativo grazie alle misure di conciliazione vita –lavoro messe dalla Provincia autonoma di Trento? Ad affermarlo sono i protagonisti delle dieci storie di vita raccolte nel libro “Figli e lavoro si può”, a cura della giornalista Adele Gerardi. La presentazione nell’ambito del Prefestival della famiglia il 4 dicembre a Rovereto.

L’INCONTRO ALLO SMART LAB DI ROVERETO

Giovedì 4 dicembre alle 10,  allo Smart Lab di Rovereto, nell’ambito degli eventi dIncontro famiglia 2el Prefestival della Famiglia, saranno presenti l’assessore alle pari opportunità Sara Ferrari, il dirigente generale dell’Agenzia per la famiglia Luciano Malfer, l’assessore ai servizi alla persona e politiche familiari del Comune di Rovereto Fabrizio Gerola, Eleonora Stenico, Consigliera di parità della Provincia autonoma di Trento; Valeria Viale, dell’Istituto nazionale per la formazione professionale dei lavoratori (Isfol), ricercatrice nella Struttura di Inclusione sociale del Gruppo di ricerca Pari opportunità e non discriminazione; i protagonisti della pubblicazione e alcuni datori di lavoro. Modera la giornalista Adele Gerardi.

IL RACCONTO DI DIECI STORIE 

Nel libro ‘collettivo’ dipendenti e datori di lavoro con la loro esperienza di vita incoraggiano a pensare che è possibile ridisegnare un equilibrio tra gli impegni di lavoro e i carichi familiari abbattendo gli stereotipi di genere, perché a usufruire del lavoro agile sono anche uomini, non solo, come sempre, le donne. Non si tratta di astrazioni intellettuali, ma di risultati concreti di buone pratiche per il benessere familiare e la promozione delle pari opportunità. I protagonisti del libro si raccontano e ci descrivono come attraverso una nuova mentalità aziendale, insieme ai propri datori di lavoro, hanno trovato la formula migliore per non penalizzare il lavoro e non far mancare la propria presenza in famiglia. Grazie a orari flessibili, al telelavoro, ai nidi aziendali e asili nido di comunità lo scenario della loro vita è cambiato guadagnando in serenità e in qualità.

Si potrebbe affermare che sono solo storie di prossimità, una goccia nell’oceano della globalizzazione, ma se crelavoro 1diamo all’efficacia del detto ‘think global, act local’, è proprio nelle comunità locali che si colgono i semi di cambiamento, che poi fioriscono anche fuori dai confini in cui sono stati piantati. E’ quello che in Trentino succede da tempo, e si è preferito parlarne attraverso le testimonianze della sua gente, in ’viva voce’, senza mediazioni di altro genere, sulla base della convinzione che più che le linee di indirizzo della governance di un territorio, siano gli effetti concreti sulla qualità di vita della sua popolazione a dare la reale misura della loro efficacia.

Nella premessa al libro infatti si citano alcuni casi di maternità negata o osteggiata in Italia – è la donna, infatti, principalmente a subire la scelta obbligata ‘o i figli o il lavoro’, laddove per ‘figli’ si intende in modo esteso la cura della famiglia, che comprende anche i genitori anziani o altri membri bisognosi di assistenza. La pubblicazione della giornalista Chiara Valentini “O i figli o il lavoro” (Serie Bianca Feltrinelli, 2012) ci ha dato lo spunto per scrivere – in contraltare – l’esperienza del Trentino, dove dal 2004 le politiche pubbliche puntano sul benessere familiare come elemento principe di coesione sociale e allo stesso tempo leva di sviluppo economico e delle pari opportunità.

Ognuna delle testimonianze del libro porta con sé un forte senso di ottimismo, che non guasta di questi tempi, come nel caso di Andrea Facchinelli dove il telelavoro gli ha permesso di non cedere alla depressione dopo un tragico incidente, o nel caso di un’adozione arrivata all’improvviso o nella specifica situazione di un bimbo in affido a una donna single, o ancora l’esperienza felice di due co-manager, per non parlare dell’Azienda provinciale dei servizi sanitari che già nel 2004 istituì i comitati interni per le pari opportunità dei dipendenti, o la Fondazione Bruno Kessler che ha adottato il progetto Europeo FESTA (Female Empowerment in Science ad Technology Academia) dal 2009. Per creare empatia con il pubblico l’attrice di teatro Manuela Fischietti interpreterà due delle storie pubblicate con un reading teatrale.

L’ingresso e la partecipazione al Festival sono gratuiti e il modulo online per iscriversi all’edizione 2014 si trova alla pagina: www.festivalfamiglia.it.


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