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Valle Camonica, emergenza cinghiali: Regione Lombardia presenta un piano di abbattimento

martedì, 27 settembre 2016

Paspardo – Un piani di abbattimento. Dopo la caccia ai cinghiali e l’abbattimento dei suinidi nei boschi di Paspardo arriva un piano del Pirellone. “Va affrontata subito, non si possono subire altri danni”. Il piano regionale interessa vaste aree della Lombardia, compresa la Valle Camonica. “Stiamo mettendo mano a uno strumento legislativo che regoli una questione di emergenza sociale, ambientale ed economica, con risvolti anche tragici. Abbiamo predisposto un testo di proposta di legge con cui normare alcune modalita’ per arrivare a ridimensionare e in alcuni casi eliminare il problema cinghiale”.

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Lo ha illustrato l’assessore all’Agricoltura, Gianni Fava, che, insieme al presidente Roberto Maroni, a Ettore Prandini, presidente Coldiretti Lombardia, e a Fabio Rolfi, presidente III commissione consiliare sanità e politiche sociali, ha illustrato oggi i contenuti del progetto di legge per il contenimento della fauna selvatica in Lombardia (Nella foto da sinistra Fabio Rolfi, Ettore Prandini e Roberto Maroni).

PRESENZA SEMPRE PIU’ INCONTROLLATA
“Un problema pressante per la Lombardia e per la tenuta dell’ecosistema – ha aggiunto Fava -. Un animale alloctono che ha espanso la sua presenza in pianura, a ridosso del Po, che sta sconvolgendo l’ecosistema. La soluzione passa da una legge che preveda una divisione tra le aree idonee, come quella appenninica, e quelle non idonee, nelle quali dovremo prevedere l’abbattimento mediante prelievo venatorio e controllo riduttivo. Dovremo preveder anche i

soggetti abilitati, senza dimenticare le aree protette su cui occorrerà intervenire. Prevediamo una nuova modalità di  corresponsione dei danni all’agricoltura e una gestione attenta alla valorizzazione delle carni dell’animale abbattuto”.

NON SOLO CINGHIALE
“L’emergenza non è solo per il cinghiale - ha ricordato l’assessore Fava -, ma anche per ungulati e carnivori in genere in tutta la Lombardia. Il contributo di questa proposta ci aiuterà a programmare interventi per gestire la presenza di questi animali in una logica di contenimento e che eviti le problematiche enormi vissute fin qui. Danni che pesano sui bilanci degli enti pubblici, che vogliamo contenere individuando gli elementi di risarcimento e le condizioni per il ritorno dell’equilibrio negli ecosistemi invasi da questi animali, che hanno potuto proliferare non avendo antagonisti in natura”.

DANNI PER 17 MILIONI
“Dal 2004 a oggi – ha ricordato Ettore Prandini, presidente lombardo di Coldiretti – abbiamo registrato 17 milioni di euro di danni sia in agricoltura che per incidenti stradali, 13 milioni dei quali solo per il comparto agricolo. Una tendenza in aumento negli ultimi anni, con un trend annuale di crescita del 20 per cento. Di qui la nostra proposta, che cerca di coniugare le diverse iniziative, introducendo la possibilità di cacciare prolungando il periodo consentito, consentendo anche a soggetti come gli agricoltori l’autorizzazione a intervenire in difesa del proprio territorio e delle coltivazioni”.

Solo nell’ultimo anno sulla totalità dei danni subiti dalle aziende agricole ben un quarto dei danni e’ stato causato dai
cinghiali. “A questo – ha detto Prandini – aggiungiamo il rischio della vita per i nostri agricoltori, ricordando anche il
caso dell’incidente stradale avvenuto in provincia di Pavia in cui e’ morto un giovane di 33 anni. Occorre intervenire con un progetto di legge, che chiediamo al presidente Maroni di portare in Giunta, affinché sia ancora una volta la Lombardia a essere capofila in questa iniziativa”.

VALORIZZARE RUOLO DEL CACCIATORE
“Occorre un coinvolgimento e valorizzazione del ruolo del cacciatore, per il controllo faunistico – ha detto Fabio Rolfi, presidente III commissione consiliare -, la programmazione del territorio tra le zone dove la fauna può stare, e sottostare al prelievo venatorio, e dove non può stare perché fa solo danni; la valorizzazione del cinghiale, come fatto da altre regioni. Per far questo occorrono investimenti come la predisposizione nei comprensori alpini e negli Atc di centri di sosta per la conservazione della carne. Vale per il cinghiale, ma anche per altri animali selvatici in futuro.

Controllo della presenza di questi animali significa anche una responsabilità nuova prevista per comprensori alpini e Atc che saranno chiamati a compartecipare ai costi per il risarcimento delle aree agricole danneggiate. Immaginiamo sanzioni maggiorate i cui proventi saranno destinati a chi subisce danni. Proposte concrete e studiate da tempi che si abbinano alla proposta di legge per dare strumenti efficaci e contenere finalmente il fenomeno”.


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