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Val di Non sotto accusa per l’uso di pesticidi nei vigneti e meleti

lunedì, 19 maggio 2014

Cles – Un’emergenza, o poco ci manca.  <Il Trentino delle Dolomiti Patrimonio dell’Unesco, della promozione turistica sta vivendo un’atroce contraddizione, tra apparenza e realtà”. Lo sostengono in una nota i componenti del Comitato per il diritto alla salute (Cds) in Valle di Non, che intervengono sul tema dei pesticidi utilizzati in agricoltura. Lo slogan utilizzato per esaltare le virtù del Trentino, cioè <la  terra dai grandi numeri – sostiene il Comitato – calza a pennello anche per rappresentare il nuovo record (italiano se non addirittura europeo) appena raggiunto dalla nostra provincia in termini di uso di pesticidi pari a 53,92 kg di principi attivi per ettaro per anno (fonte Istat 2014) contro una media italiana di 10 Kg/ha per anno, con punte che arrivano perfino a 90 kg/ettaro per anno in zone agricole intensive come la Valle di Non>.

IL COMITATO  

Infatti viene evidenziato il fatto che una paese considerato povero ed arretrato come lo Sri Lanka “abbia vietato l’importazione di alcuni pesticidi tra cui il Chlorpyriphos etil”, ritenuti nocivi alla salute, mentre “in Trentino si continua inspiegabilmente a prescriverne l’utilizzo per il controllo soprattutto delle Psille, agenti vettori della malattia degli scopazzi del melo”. Il comitato rivendica quindi “il legittimo diritto alla salute e di poter fruire del proprio ambiente in maniera normale cosa spesso non possibile visto il sempre più elevato numero di trattamenti fitosanitari”, e chiede “con forza alle autorità preposte che anche in Trentino venga urgentemente revocato l’uso dei pesticidi più pericolosi quali il Chlorpyriphos etil. Se così non fosse sorgerebbe un lecito dubbio e ci chiederemo a chi debba essere riferito il detto cose da Terzo Mondo”.


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