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Val di Non, Agire per il Trentino critica il contributo integrativo di locazione

mercoledì, 7 giugno 2017

Cles - Contributo integrativo di locazione, “Agire per il Trentino” – tramite la vice coordinatrice delle Giudicarie, Grazia Castellini – ha preso carta e penna e contestato l’ennesima uscita dell’assessore provinciale Carlo Daldoss.

Nel documento di Agire si legge: “Nei giorni scorsi l’Assessore alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa Carlo Daldoss (Upt, Patt, o Lega dei sindaci) ha risposto ad un’interrogazione in Consiglio Provinciale in merito al contributo integrativo di locazione: in merito, risulta che la Provincia autonoma di Trento l’anno scorso ha erogato 7 milioni di euro, e nelle Valli Giudicarie e in Val di Non l’80% dei beneficiari risultano essere cittadini extracomunitari.

Grazia Castellini Agire

I nostri governanti di centro-sinistra, come loro abitudine, non redigono delle linee guida per verificare la necessità di tali contributi, questo perché i nostri soldi vengono amministrati in modo deplorevole e condannabile. In breve nessuno si assicura se i beneficiari siano realmente bisognosi di questo tipo di aiuto; infatti sarebbe discrezione dei vari comuni verificare la completezza dei nuclei familiari controlli che la Provincia non richiede.

Risulta che l’importo venga poi liquidato direttamente al beneficiario (e non al proprietario dell’immobile) e nella maggior parte dei casi utilizzato per acquisti personali o spedito all’estero. Una cifra destinata ad aumentare visto il continuo arrivo di profughi.

Riassumiamo le spese sulle spalle dei contribuenti destinate a cittadini extracomunitari: reddito di garanzia: 1.333, euro; assegno regionale: 285 euro; contributo canone di locazione: 300 euro;  assegno nucleo familiare: 130 euro; contributo famiglie numerose: 300 euro”.

“Ci chiediamo – si legge nella nota di Agire – quanti italiani abbiano diritto a questi privilegi, vista e considerata anche l’assurda contabilizzazione dei parametri ICEF ed ISEE. Vogliamo inoltre aggiungere alla lista le spese sanitarie a carico del Trentino che riguardano la cura dei cittadini extracomunitari: profilassi, ricoveri per infezioni e parti, prestazioni diagnostiche, radiografie, prelievi ematici ecc. Cure che dovrebbero essere rimborsate dallo Stato ma che, a causa del fenomeno migratorio, non vengono saldate”.

“Ne consegue – conclude Grazia Castellini (nella foto) - che nella Provincia autonoma di Trento si assiste ad un aumento del 19,2% dei ticket riguardanti le prestazioni specialistiche ambulatoriali e i ticket del Pronto Soccorso, mentre i dati dimostrano che sempre più cittadini italiani, bisognosi di cure incompatibili con le lunghe liste d’attesa, ricorrano alla libera professione pagando di tasca propria le mancanze della sanità Trentina. Rossi, Zeni, i vari assessori e i Presidenti delle Comunità di Valle dovrebbero fare un serio esame di coscienza per come stanno amministrando la nostra regione”.


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