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Val d’Adige, Comunità della Val di Non e Comunità Valsugana e Tesino: prosegue la sperimentazione del welfare generativo di quartiere

sabato, 6 maggio 2017

Trento – Un progetto per “generare” welfare di quartiere, ovvero stimolare nuove forme di coinvolgimento dei cittadini, attivando reti e costruendo modelli di relazione rivolti a valorizzare le risorse esistenti sul territorio. La Giunta provinciale trentina, su proposta dell’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni, ha assegnato al Territorio Val d’Adige, alla Comunità della Val di Non e alla Comunità Valsugana e Tesino l’importo complessivo di 161.790,22 euro, per dare avvio alla sperimentazione di un nuovo percorso di durata triennale. luca zeni assessoreIl progetto è cofinanziato dalla Regione con le somme finora recuperate dai vitalizi dei consiglieri e confluite in un apposito “Fondo regionale famiglia e occupazione”, pensato per sostenere iniziative di carattere sociale, conformemente ai programmi e agli obiettivi delle due Provincie autonome.

“Stiamo assistendo ad un cambiamento sociale importante che vede il ridimensionamento dell’azione dello Stato nelle politiche di welfare di comunità e di benessere familiare a favore di una rete di organizzazioni, sia pubbliche che private – spiega l’assessore Zeni -. In Trentino, ad esempio, vi è ormai una rete consolidata di attori sul territorio, sostenuta da alleanze locali, forme di associazionisimo e dall’ottima esperienza dei Distretti famiglia, dove l’azione sinergica pubblico e privato viene remunerata in termini di aumento del benessere e di maggior efficienza del sistema sociale ed economico produttivo. Il cosiddetto ‘welfare state’ è oggi in difficoltà, per questo è necessario passare da questo welfare più tradizionale, nel quale è l’ente pubblico ad operare l’azione di programmazione e finanziamento dei servizi, a sistemi di welfare-community, dove gli attori territoriali svolgono nuovi ruoli e nuove funzioni”.

I territori coinvolti nel progetto sperimentale oggi approvato dall’esecutivo provinciale svilupperanno nuove forme di coinvolgimento dei cittadini, a seconda delle condizioni e peculiarità del contesto territoriale, ri-attivando reti formali e informali e costruendo modelli di relazione, con l’obiettivo di mettere i contesti di quartiere in grdo di sviluppare e generare welfare di prossimità attraverso anche il coinvolgimento dell’intera comunità di riferimento.

Gli obiettivi del progetto, in sintesi, sono:

  • captare persone vulnerabili con iniziative comunitarie e non ad hoc;
  • rafforzare le relazioni di prossimità e di comunità generative ed inclusive nei quartieri che saranno oggetto della sperimentazione;
  • ampliare e approfondire le reti esistenti a livello di quartiere di contesto abitativo;
  • sostenere i cittadini attivi nella presa in carico della propria comunità;
  • promuovere il senso di appartenenza alla comunità e il benessere sociale;
  • favorire l’integrazione e la convivenza positiva;
  • eventuale segnalazione ai servizi delle situazioni problematiche;
  • rilevazione di bisogni espressi e inespressi, di situazioni di fragilità e disagio, attraverso il lavoro di rete;
  • valorizzazione delle reti naturali di persone e famiglie.

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