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Unioni Civili, il senatore Panizza (PATT): “Si alla legge, ma sulla “stepchild adoption” ho qualche perplessità”

giovedì, 28 gennaio 2016

Trento – Il dibattito sulle unioni civili è aperto, i partiti si confrontano sul testo di legge e la maggioranza sta cercando un testo che raccolga le diverse posizioni e sia espressione comune. Il segretario politico del PATT, il senatore Franco Panizza prende posizione: “Sulle Unioni Civili tengo a precisare che sono favorevole al riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali. Su questo il nostro Paese sconta un ritardo che è stato oggetto di condanne a livello comunitario, con una sollecitazione forte affinché l’Italia si dotasse di una legge per il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali. È una posizione sulla quale la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica e delle forze politiche, delle sensibilità culturali e religiose è favorevole. Lo sono anch’io e per questo spero che al più presto il nostro Paese abbia una legge per colmare questo grave ritardo”.

Franco Panizza 1

“Restano però una serie di questioni – prosegue il senatore Trentino – a cominciare dalla cosiddetta “stepchild adoption”, su cui nutro delle perplessità sostanziali e l’ascolto attento che ho fatto in queste settimane di tutte le posizioni, compresa quella dei direttori dei settimanali cattolici, mi porta a ritenere che il ddl Cirinnà, su questo specifico punto e su altri aspetti particolari, deve essere modificato”.

“Mi chiedo e chiedo: il desiderio di generare e crescere dei figli è umanissimo, ma tale attesa può trasformarsi in pretesa e quindi in diritto? – prosegue il senatore Panizza - Detto diversamente, quel desiderio è in palese conflitto con le attese di bambini che, con la maternità surrogata e in misura minore con la fecondazione eterologa, vedono ridursi o cancellati diritti primari, essenziali e indiscutibili. Un bambino che nasce ricorrendo a tali tecniche potrà certamente essere riempito di affetto ed educato al meglio da una coppia dello stesso sesso, ma non avrà mai la certezza della sua identità biologica; cosa che per me è un diritto inviolabile”.

“Resta, tuttavia, il tema non da poco dei bambini che sono già al mondo e che sono il frutto di precedenti relazioni – sostiene il segretario politico del PATT -. Insomma, è un sentiero stretto: occorre evitare da un lato che la stepchild adoption divenga un cavallo di troia che faciliti e legittimi pratiche come quella dell’utero in affitto; ma fare in modo anche che chi stipula un’unione civile con una persona che ha un figlio abbia una serie di doveri in merito al sostentamento del minore, a cominciare da quello di carattere economico”.

A Palazzo Madama sono stati depositati alcuni emendamenti che, secondo il senatore Panizza, “trovano un convincente punto d’equilibrio tra le due necessità: penso a quelli dei cattolici del PD o a quelli condivisi con una parte del mio Gruppo”.

“Se il testo che uscirà dall’iter parlamentare – afferma  il senatore del  PATT – riuscirà a rispondere intelligentemente a queste sollecitazioni, che per me sono dirimenti, vorrà dire che avremo fatto un buon lavoro, facendo fare al nostro Paese un importante passo in avanti sul terreno della civiltà e dell’uguaglianza di tutte le persone, proprio come la nostra Costituzione ci chiede e ci impone di fare”.

“Infine una considerazione – conclude -: rammarica che il dibattito di queste settimane abbia assunto per lo più i toni dello scontro tra opposte fazioni. Quando si tratta di temi così complessi, si può giungere a un risultato solo attraverso il dialogo e il buonsenso. Da parte mia proverò a ragionare sempre in questi termini. Sapendo di scontentare tutti quelli che sono saliti sulle barricate, da una parte come dall’altra. Ma con la convinzione di chi cerca, in coscienza, di prendere decisioni giuste”.


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