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Una nuova struttura per il 118 Trentino. La Lega Nord presenta un’interrogazione in Provincia

giovedì, 29 maggio 2014

Trento – Quando la centrale unica per le emergenze? E’ la domanda che si chiedono i cittadini del Trentino. Nel frattempo è stata presentata un’interrogazione da parte della Lega Nord in Consiglio provinciale a Trento.autoambulanza 118 soccorso misericordia

Ecco il testo:

<Premesso che, con decisione 91/396/CEE il Consiglio delle Comunità europee aveva disposto l’introduzione del numero unico europeo 112 per le chiamate di emergenza, stabilendo che gli Stati membri adottassero le misure necessarie per garantire la corretta gestione del nuovo servizio.

Con Direttiva del Servizio Universale 2002/22/CE, veniva imposto agli Stati membri di istituire il 112 parallelamente ai numeri di emergenza nazionali come il 113,115,118, tanto che l’Italia ne ha recepito il contenuto all’articolo 76 del Decreto Legislativo 1 agosto 2003, n.259 (Codice delle Comunicazioni elettroniche).

Successivamente, il Ministero delle comunicazioni con decreto 22 gennaio 2008 stabiliva le modalità di accesso al 112 NUE, prevedendo altresì tempistiche di attuazione e relative sanzioni nel caso di mancato rispetto di quanto contenuto nella disposizione.
Purtroppo, in un rapporto pubblicato on line (http://www.eena.it/Eusit.htm) l’Italia non risulta tra gli Stati in cui il 112 NUE è divenuto realmente l’unico numero per tutte le emergenze a differenza di Lussemburgo, Danimarca, Finlandia, Islanda, Olanda, Portogallo, Svezia, Lituania ed Estonia.

Considerato che,
per quanto concerne la Provincia autonoma di Trento, l’allora Presidente Pacher avrebbe confermato nel 2013, anche attraverso un quotidiano locale, la volontà entro il 31 dicembre di quell’anno di dare vita alla centrale operativa unica del 115 e del 118, per poi ampliare in seguito il progetto a tutte le forze che operano nel soccorso.

Tale progetto apparirebbe più come uno spreco di denaro pubblico e la volontà, pare, di realizzare detta sede unica presso la caserma dei VVF di Trento sembrerebbe a molti poco comprensibile dato che non presenterebbe gli spazi sufficienti e le caratteristiche tecniche idonee a contenere un simile servizio. Si rammenta, infatti, che attualmente la struttura che ospita i VVF di Trento sarebbe occupata anche dall’ufficio della motorizzazione, dalla cassa provinciale antincendi e i pochi spazi acquisiti nell’ex stabile della Trento-Malè parrebbero ospitare gli uffici dei volontari e della scuola provinciale.

Alla luce di ciò, riportatoci attraverso alcune segnalazioni, la decisione di realizzare in tale luogo la sede unica del 115 e del 118 toglierebbe ulteriore spazi all’importante servizio e all’attività dei VVF di Trento. Inoltre un numero unico ancora non esisterebbe e quindi la decisione dell’Assessorato apparirebbe ancor meno comprensibile.

Detto ciò, si auspica che la Provincia autonoma di Trento individui un immobile più opportuno per ospitare la sede unica, dotato di parcheggi e spazi maggiori, prevedendo immediatamente ad istituire il 112 NUE includendo tutte le forze che operano nel soccorso e altresì a dare maggiori spazi ai VVF di Trento, già pare molto penalizzati dalla situazione odierna.

I consiglieri provinciale della Lega Nord: Maurizio Fugatti e Claudio Civettini hanno presentato un’interrogazione al Presidente della Provincia per sapere:

1.Quanto ancora bisognerà attendere prima che la centrale unica in Trentino diventi effettivamente operativa, dato che risulta prioritaria l’istituzione del 112 NUE;
2.Se corrisponde al vero che la sede unica del 115 e del 118 verrà realizzata presso la struttura ospitante i VVF di Trento, quanto costerà e quali attrezzature verranno impiegate;
3.Nel caso di risposta affermativa al punto 2., se non sia il caso di individuare un altro luogo dove istituire la sede unica, viste la problematiche delucidate nel testo dell’interrogazione e se non sia il caso di inglobare immediatamente tutte le forze di soccorso, in modo tale da garantire un servizio omogeneo sul territorio, un controllo maggiore ed una gestione efficace;
4.Quali cambiamenti vi saranno dal punto di vista degli operatori ovvero se saranno mantenuti i posti di lavoro a coloro che già svolgono tale importante servizio, se avverranno dei corsi di formazione data l’applicazione di importanti nuovi tecnologie e sistemi operativi, nonché corsi volti alla conoscenza delle lingue straniere;
5.Visto quanto dichiarato lo scorso anno dall’allora Presidente Pacher e date le disposizioni a livello europeo e nazionale, per quale motivo la Provincia di Trento non ha ancora dato attuazione al numero unico;
6.Se si ritenga doveroso prevedere adeguati spazi ai VVF di Trento, piuttosto che ridurli ulteriormente creando nella struttura la sede unica, visto l’importante servizio da questi svolto.


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