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Una nuova cultura della mobilità, l’assessore Gilmozzi presenta novità per Trento

venerdì, 20 febbraio 2015

Trento – Una nuova cultura della mobilità. L’assessore Gilmozzi: “Il Trentino è sulla buona strada”. Occorre sviluppare fra la popolazione una nuova cultura della mobilità e dell’uso delle infrastrutture. Questo il messaggio che esperti ed operatori del settore hanno lanciato oggi nel corso della prima giornata del convegno “Oltre l’infrastruttura per una nuova cultura della mobilità”, dove sono state messe a confronto alcune significative esperienze europee.

“Investire sulla mobilità alternativa non è una moda, ma una necessità, vista l’impol'assessore Gilmozzi e la mobilitàrtanza strategica che il settore riveste per il futuro del Trentino – ha detto l’assessore provinciale Mauro Gilmozzi aprendo i lavori – per questo stiamo cercando di costruire un sistema di interscambio che consenta di utilizzare facilmente i diversi mezzi di trasporto sul territorio. Siamo alla vigilia della discussione di un disegno di legge di iniziativa popolare in tema di mobilità e sentiamo dunque la necessità di sviluppare un ragionamento e di guardare fuori dal nostro territorio per affrontare la grande sfida della interconnessione fra le città europee”.

Nella città di Copenaghen, oltre il 40% delle persone vanno al lavoro o a scuola in bici. “Questo non perché i danesi abbiamo le due ruote nel dna – ha sottolineato Marianne Weinreich Vicepresidente di Cycling Embassy of Denmark – ma perché con un lavoro durato molti anni è stata costruita una città a misura di bici, tanto che anche i cestini dei rifiuti sono stati posizionati in modo da favorire i ciclisti”.

Su questo aspetto, i vari relatori intervenuti nel corso del convegno, hanno concordato sulla necessità di sviluppare una nuova cultura della mobilità, che favorisca l’utilizzo di mezzi di trasporto pubblici, alternativi e collettivi come il car sharing e il bike sharing. Per farlo occorre puntare anche sulla comunicazione e sulle tecnologie, se si pensa che più del 90% dei turisti diretti verso le Alpi arriva con il proprio veicolo e solo il 10% utilizza mezzi di trasporto pubblico. Ciò non solo compromette l’attrattività della regione, ma impedisce anche una crescita sostenibile delle mete turistiche. L’economista dell’OCSE Philippe Crist, ha evidenziato come le città siano sempre più popolate ed inquinate divenendo dei luoghi inospitali per gli essere umani. “Dobbiamo pianificare i nostri investimenti – ha detto Crist – pensando che resisteranno ai cambiamenti climatici e dunque rendere il trasporto più sostenibile dal punto di vista ambientale”. “In futuro – ha detto ancora Crist – prenderanno piede le auto self-driving, ovvero che si guidano da sole e che consentiranno un utilizzo più condiviso, sul modello del car sharing”. Infine Crist ha ricordato i benefici dell’utilizzo della bicicletta che non solo consente di arrivare in orario e di abbassare l’inquinamento, ma anche di tenersi in forma e di aumentare le relazioni sociali.

“Dal convegno emergono suggerimenti utili ed interessanti – ha concluso l’assessore Mauro Gilmozzi – che ci fanno capire come il tema della mobilità sia costituito da un insieme di sfaccettature che ci portano a riflettere non solo su come ci muoviamo, ma anche sul perchè. Il Trentino, con i sui 460 km di piste ciclabili già realizzati e con i progetti di car sharing e bike sharing avviati è già sulla buona strada, ma occorrono scelte che sempre più puntino ad un’integrazione tra le varie tipologie di mobilità, senza alterare i fattori vocazionali del territorio, che sono alla base del sistema economico e sociale.”

La seconda giornata del convegno è in programma il 6 marzo al Muse di Trento e sarà dedicata al tema del Corridoio del Brennero e alle connesse infrastrutture provinciali.


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