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Un piano di difesa dell’Orso bruno sulla montagne del Brenta

mercoledì, 26 giugno 2013

Trento – Un progetto per valutare l’impatto sul territorio trentino,  ma anche ai confini con la Lombardia dell’orso bruno. Un’iniziativa della Provincia è legata anche ad altre realtà simili. Infatti sono in arrivo i primi stanziamenti a livello europee, legate al progetto Life+. Sono circa 290 mila euro, la metà dell’intero pacchetto, che serviranno a finanziare attività per ridurre il rischio dell’orso per l’uomo e le sue attività.ORSO

In questo contesto la Provincia di Trento ha deciso di aderire al progetto Dinalp Bear in cui sono impegnate come partner anche Slovenia e Croazia che hanno acquisito una forte esperienza nel campo del contrasto agli orsi. Nel concreto, il progetto prevede di continuare con il finanziamento di cassonetti per l’organico anti-orso, fototrappole, radiocollari per individuare i plantigradi e anche nella realizzazione di recinti elettrificati per gli allevamenti. Le risorse potranno servire anche per finanziare, in maniera più intensa, l’acquisto di cani adatti a difendere i greggi dalle incursioni dell’orso.

Tutto ciò per contrastare l’orso anche dopo gli episodi di predazione a carico di ovini registrati a Brentonico nel mese di maggio. Infatti quegli episodi sono stati causati dal giovane orso denominato M11. I maggiori danni sono stati per il patrimonio zootecnico, mentre non ha manifestato comportamenti aggressivi o pericolosi verso l’uomo. A fronte della situazione registrata ed in relazione al contesto in cui essa si è determinata – prossimo ad aree in cui sono insediate infrastrutture – la squadra di emergenza era stata prontamente attivata e attuato una dissuasione colpendo l’orso con colpi in gomma.

Il mutamento intervenuto nel comportamento del soggetto è oggetto della massima attenzione da parte del Servizio Foreste e Fauna della Provincia. Per questo è stato dato immediato avvio alle operazioni di cattura per giungere alla radiocollarizzazione di M11, conformemente alle procedure previste dal Piano d’Azione interregionale per la Conservazione dell’Orso Bruno nelle Alpi Centro-orientali, visto che le sue dimensioni attuali consentono ora l’apposizione del radiocollare, prima impossibile. Verificato l’esito degli interventi della Guardia, sarà presa una decisione circa la eventuale rimozione del soggetto.

 

 


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