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Tumore al seno: a Tirano in centinaia per la “Prima Camminata in Rosa”. L’assessore Mantovani: “Vince il coraggio”

sabato, 18 ottobre 2014

Tirano – “10.000 Passi di salute …. in Rosa contro il tumore al seno” è il nome della manifestazione organizzata oggi dall’Asl di Sondrio con il Comune di Tirano e l’Associazione Amazzoni.foto tirano 1

Centinaia di persone, con inizio alle 15 di oggi, hanno preso parte alla “Prima Camminata in Rosa” a cui ha voluto essere presente anche il vice presidente e l’assessore alla Salute di Regione Lombardia Mario Mantovani.

“In questa giornata – ha detto l’assessore Mario Mantovani – vince il coraggio delle donne, soprattutto di quelle che hanno sconfitto la malattia e che per questo si impegnano ora a sensibilizzare anche con questa bellissima iniziativa cittadini ed istituzioni sull’ importanza della prevenzione”.

SCREENING 8 SU 10 – Un ambito in cui Regione Lombardia è da sempre particolarmente attiva: i programmi di screening regionali coinvolgono oltre il 95% della popolazione femminile in età 50-69 anni (a fronte di un dato nazionale del 70% e 89% del nord Italia), con un tasso di adesione del 68% (a fronte di un dato nazionale del 60% e 67% del nord Italia), e di approfondimento del 9,3%.

In Lombardia il numero di donne, tra i 50 e i 69 anni, che hanno effettuato la mammografia raggiunge l’81%: 8 donne su dieci accedono ad un test di screening e di queste 6 nell’ambito di programmi organizzati.

“Ma oggi confermiamo anche come l’alleanza tra istituzioni ed associazioni sia determinante, per ottenere una sanità d’eccellenza sia nell’efficienza sia nell’efficacia – ha voluto sottolineare l’assessore alla Salute Mantovani – Un binomio fondamentale per una sanità dal cuore grande, ricca di quella umanità ed attenzione alle esigenze di ogni cittadino”.

Un’efficienza, quella lombarda, testimoniata anche dalla presenza di molte Breast Unit o Centri di senologia all’interno di varie strutture sanitarie, in cui lavora un team di specialisti in grado di affrontare qualunque aspetto legato ad uno dei tumori femminili più diffusi e temuti.

Un dato confortante è però offerto dalla sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, che è passata dal 78% del 1990-1992 all’ 87%, uno dei dati più elevati in Europa.


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