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Trilinguismo: intesa con il Governo, il ministro Giannini promuove il piano Trentino

lunedì, 17 novembre 2014

Trento – Un incontro storico. Firmato stasera un’intesa tra Provincia di Trento e Governo. Il Trentino regione “pilota” nell’insegnamento delle lingue straniere, fin dalla scuola primaria: questo il riconoscimento implicito contenuto nel Protocollo d’intesa siglato questa sera dal Presidente della Provincia autonoma Ugo Rossi con il Ministro all’Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini, giunta a Trento per il convegno “Promuovere i talenti, far crescere l’eccellenza”, organizzato dalla Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea in collaborazione con il MIUR e la Provincia. “Il Protocollo – sottolinea Rossi – consente di potenziare in Trentino l’adozione di misure che saranno poi sottoposte al monitoraggio e alla valutazione congiunta di Ministero e Provincia, centrate sull’immersione linguistica, ovvero sull’insegnamento di alcune materie del programma scolastico in una lingua straniera. E’ in sostanza il Piano Straordinario per l’apprendimento delle lingue, o ‘Trentino Trilingue’, che sta prendendo corpo, e dobbiamo essere orgogliosi del fatto che, ancora una volta, le nostre proposte possono aprire la strada a soluzioni utili per tutto il Paese. In Trentino negli ultimi 10 anni, abbiamo già maturato un’esperienza significativa nell’insegnamento delle lingue straniere: ora questa esperienza può essere accresciuta, perfezionata ed inserita nel contesto più ampio tracciato anche dal documento sulla ‘Buona scuola’ recentemente varato a livello nazionale”.

“Il Trentino può diventare un importante laboratorio per la sperimentazione della ‘Buona scuola’ sul versante dell’apprendimento linguistico – ha confermato il Ministro Giannini – non solo per merito di chi lo governa ma per il contesto così particolare, sul piano linguistico e culturale, in cui si colloca, e la sua naturale proiezione anche economica, soprattutto verso il mondo tedesco. Ciò vale anche per quanto riguarda la ricerca, e sono quindi convinta che la mia giornata trentina sarà molto proficua”.

I CONTENUTI 

L’obiettivo è di avviare in Trentino – nel quadro della strategia nazionale – alcune misure per potenziare ulteriormente l’apprendimento delle lingue straniere, fin dalla tenera età, in particolare ricorrendo alla modalità CLIL (Content and Language Integrated Learning), ovvero alla cosiddetta “immersione linguistica”, che consiste nell’insegnare in lingua straniera una o più discipline curriculari (diverse ovviamente dalla seconda lingua). In pratica, insegnare materie come storia o scienze in inglese o in tedesco. 

Ciò comporta come ovvio una progressiva riorganizzazione di tutto il sistema scolastico, anche sul versante del reclutamento del personale docente e della formazione o riqualificazione dei docenti in organico.

Nello specifico il Protocollo prevede di:

· integrare i piani di studio della scuola primaria stabilendo che gradualmente, dovranno essere previste tre ore settimanali di insegnamento CLIL nel primo e secondo anno e cinque ore a partire dal terzo anno, in aggiunta alle 500 ore di lingue straniere curricolari (tedesco e inglese) previste per il quinquennio.
· integrare i piani di studio della scuola secondaria di primo e di secondo grado stabilendo che in modo graduale dovrà essere previsto l’insegnamento di una disciplina non linguistica (DNL) in modalità CLIL per almeno il 50% del monte ore annuale.
· integrare i piani di studio della scuola secondaria di secondo grado, estendendo l’insegnamento della seconda lingua straniera al triennio, ove non previsto, eventualmente anche in modalità CLIL, ovvero attraverso l’ “Immersione linguistica”.
· integrare i piani di studio della formazione professionale stabilendo che gradualmente dovrà essere previsto che almeno il 50% di una disciplina non linguistica verrà insegnata in modalità CLIL in tutte le classi.
· proseguire con l’esperienza, unica in Italia, del docente di lingue nella scuola primaria, specificatamente individuato tra coloro che hanno i titoli per insegnare in quest’ordine di scuola e anche adeguate competenze linguistiche. Tale esperienza sarà rafforzata dall’anno scolastico 2015/16 grazie all’indizione di un concorso per la selezione di docenti linguisticamente preparati.
· valutare l’opportunità di assegnare l’insegnamento in modalità CLIL alla scuola primaria ai docenti dell’organico lingue, incrementando coerentemente lo stesso e stabilendo che l’insegnamento delle lingue alla scuola primaria avviene in parte veicolando contenuti disciplinari.
· stabilire che nelle future procedure concorsuali, in considerazione della necessità di avere un corpo docente in grado di insegnare in modalità veicolare, verrà valutata la conoscenza delle lingue straniere tedesco o inglese e che i docenti in anno di prova dovranno frequentare sia corsi di lingua che corsi di metodologia per l’insegnamento veicolare.
· permettere, in via transitoria, almeno fino a quando non sarà adeguatamente formato il personale interno o non sarà stato reclutato personale con competenze adeguate, che al fine dell’insegnamento in modalità CLIL nella scuola primaria si faccia riferimento, per al massimo il 10% del corpo docenti, a docenti “madrelingua” ovvero a docenti che sono abilitati all’insegnamento per i Paesi in cui la lingua con cui si insegna in modalità veicolare è lingua ufficiale.
· permettere, in via transitoria, almeno fino a quando non sarà adeguatamente formato il personale docente interno o non sarà stato reclutato personale con competenze adeguate, che al fine dell’insegnamento in modalità CLIL nella scuola secondaria di primo e secondo grado si faccia riferimento, per al massimo il 10% del corpo docenti, a docenti “madrelingua” ovvero coloro che hanno ottenuto un titolo di studio superiore equivalente o equipollente a quello oggetto di insegnamento in un Paese in cui la lingua con cui si insegna in modalità veicolare è lingua ufficiale.
· avviare un piano straordinario di formazione del personale docente, finanziato sul POR 2014-2020, volto a rafforzare sia le competenze linguistiche, sia le competenze metodologiche sull’insegnamento veicolare.

LE STRATEGIE

Le stesse strategie nazionali per la scuola recentemente enunciate nel documento “La buona scuola” hanno evidenziato la necessità di potenziare la conoscenza delle lingue straniere. Gli esperti concordano sul fatto che l’apprendimento deve essere precoce, attivando percorsi fin dalla scuola dell’infanzia. Può sembrare un tema non nuovo, e infatti non lo è. Ma è un tema attuale, perché i giovani italiani continuano a non conoscere sufficientemente le lingue. Il documento nazionale sottolinea fra le altre cose come sia fondamentale, al fine del raggiungimento dell’obiettivo, che una parte di ciò che si insegna ai bambini sia veicolato direttamente in lingua straniera, potenziando l’esposizione alla lingua e l’apprendimento della lingua nella scuola primaria. Si stabilisce che l’uso del CLIL, già previsto per il quinto anno dei licei e degli istituti tecnici, sia esteso progressivamente anche alla scuola primaria e alla scuola secondaria di primo grado. Questo può essere reso possibile attraverso un rafforzamento deciso del Piano di formazione dei docenti.

L’INSEGNAMENTO CURRICULARE

Nei Piani di studio provinciali l’insegnamento curricolare di due lingue straniere – tedesco e inglese – è già in atto a partire dalla scuola primaria, fino al primo biennio del secondo ciclo, ivi compresa la Formazione professionale.
Inoltre, nel sistema scolastico trentino sono in corso da anni sperimentazioni interessanti e diffuse. Da circa 10 anni l’apprendimento con la metodologia CLIL è stato introdotto in numerose scuole di diversi ordini e gradi. I licei linguistici, le scuole bilingui, l’insegnamento delle lingue nella scuola dell’infanzia, le certificazioni linguistiche, l’incentivazione alla mobilità dei ragazzi e degli adulti sono parte integrante degli sforzi che già si stanno facendo per il raggiungimento dell’obiettivo. Il Protocollo d’intesa siglato oggi, in coerenza con quanto previsto dal Piano Straordinario per l’apprendimento delle lingue voluto dal presidente Rossi, si propone di diffondere ulteriormente queste sperimentazioni e potenziare la qualità degli apprendimenti linguistici, a partire dal 2014. Il Trentino investirà negli obiettivi del Piano 36 milioni di euro, interamente provenienti da fondi europei e inscritti nel bilancio provinciale, in 7 anni.

 

 

 

 

 


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