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Trento: violenza sulle donne, dati e iniziative di sensibilizzazione

lunedì, 25 novembre 2013

Trento – Nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne è stato approfondito il tema e presentato  i dati sulle violenze. E’ sicuro una giornata intensa, non solo per la sua valenza internazionale: è infatti una giornata che pone al centro dell’attenzione l’impegno collettivo per l’eliminazione della violenza contro le donne, come testimoniano le numerose iniziative messe in atto su tutto il territorio trentino. L’importanza di fermarsi a riflettere su un tema così delicato e ahimè sempre di strettissima attualità è stata sottolineata da tutti i partecipanti alla conferenza stampa che si è tenuta oggi nel Palazzo provinciale, durante la quale è stata presentata un’analisi dettagliata dei dati relativi alle denunce 2012 e dei dati relativi ai Servizi residenziali e non residenziali (servizi di orientamento e consulenza psicosociale e legale) a favore delle donne vittime di violenza. Accanto ai rappresentanti istituzionali, al presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, all’assessora alle pari opportunità Sara Ferrari e all’assessora alla salute e solidarietà sociale Donata Borgonovo Re, vi erano Luciano Malfer dirigente dell’Agenzia per la Famiglia, Luca Comper dirigente del Servizio politiche sociali, Francesco Squarcina commissario del Governo della provincia di Trento, Giuseppe Amato procuratore Capo della Repubblica di Trento, Maurizio Graziano comandante provinciale dei Carabinieri, Anna Maria Maggio vicequestore aggiunto della Polizia di Trento, Cristiano Vezzoni ricercatore dell’Università di Trento, Simonetta Fedrizzi presidente dalla Commissione pari opportunità ed Eleonora Stenico consigliera di parità.

 LA CONFERENZA

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, aprendo la conferenza, ha ricordato quanto èTrento violenza donne 1 stato fatto finora e ha ringraziato i soggetti che si sono messi in rete: “E’ un tema che ci sta molto a cuore e purtroppo di attualità – ha sottolineato il presidente Rossi –, un tema che non deve riguardare solo le donne e le pari opportunità ma il vivere civile. I numeri che sono stati presentati oggi sono importanti, ma è importante anche la volontà della Provincia autonoma di Trento e di tutti i soggetti di continuare a lavorare con convinzione per combattere il fenomeno”. L’assessora alle pari opportunità Sara Ferrari ha invece sottolineato l’esigenza di combattere specialmente sul fronte della prevenzione una vera e propria piaga sociale, purtroppo presente anche in Trentino: “Dobbiamo da un lato far emergere il problema e i dati ci servono appunto a questo, a poter denunciare l’esistenza di questa triste realtà. Ma dall’altro lato è necessario mettere in atto un cambiamento culturale attraverso per esempio percorsi educativi nelle scuole”.  Per il commissario Francesco Squarcina la raccolta sistematica dei dati e il confronto possono aiutare nel costruire una politica di prevenzione efficace su tutto il territorio, mentre il procuratore Giuseppe Amato ha evidenziato la capacità del sistema di far fronte al fenomeno. Il vicequestore Anna Maria Maggio, dal canto suo, ha ribadito come lo stesso tessuto sociale debba intervenire in prima linea per combattere la violenza contro le donne attraverso la segnalazione. Eleonora Stenico, consigliera di parità, ha ricordato come dai dati emerga l’aumento del fenomeno anche nel contesto lavorativo e come anche in questo settore, sia necessario fare della formazione.  A concludere l’assessora alla salute e solidarietà sociale Donata Borgonovo Re: “Mi fa piacere concludere questa carrellata di interventi aperta dalla collega Sara Ferrari. Questo vuole essere il segno di come ci piacerebbe lavorare insieme da qui ai prossimi cinque anni perché ci sono temi che vengono trasversalmente condivisi da più soggetti politici all’interno di questa nuova Giunta. Lavorare insieme, condividere i percorsi sarà uno stile che ci caratterizzerà nei prossimi anni”. “Ciascuno ha una parte di responsabilità per quanto riguarda la lotta al fenomeno della violenza contro le donne – ha proseguito l’assessora -. Serve una maggior cura reciproca. C’è una necessità di rete che deve coinvolgere, non solo i soggetti pubblici, ma anche i cittadini e le cittadine nell’essere protagoniste di una rete di solidarietà”.

I DATI

Sono stati illustrati i dati relativi alle denunce connesse a casi di violenza sulle donne presentate in Trentino nel corso del 2012.
La raccolta delle denunce per reati ascrivibili a casi di violenza di genere, effettuata dall’Osservatorio provinciale sulla violenza di genere, è frutto di una collaborazione tra Provincia, Commissariato del Governo e Forze dell’Ordine sancita formalmente nel luglio 2012 con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa “Per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza di genere in Provincia di Trento”. Un altro Protocollo per il contrasto e la prevenzione delle condotte violente nei confronti di soggetti deboli, sottoscritto la scorsa primavera fra Provincia, Azienda sanitaria, Procura della Repubblica, Tribunale e Forze dell’Ordine, rappresenta invece un punto di riferimento importante per la messa in campo di azioni a tutela delle donne, che si concretizzano in formazione, costituzione e rafforzamento della rete di tutti gli attori coinvolti nel contrasto di questo fenomeno.
I dati analizzati e commentati oggi si riferiscono a tutte le denunce potenzialmente connesse a episodi di violenza contro le donne presentate a Carabinieri e Polizia di Stato negli anni solari 2011 e 2012 in Provincia di Trento. I dati sono stati raccolti direttamente dai Carabinieri e dalla Polizia di Stato attraverso una scheda di rilevazione definita nell’ambito del Tavolo di collaborazione tra Provincia autonoma di Trento, Commissariato del Governo, procura della Repubblica di Trento, Forze dell’Ordine e Università di Trento.
In totale le denunce connesse a potenziali episodi di violenza di genere sono state 506 nel 2011 e 574 nel 2012, con un incremento quindi del 13%. Rapportando questa cifra al numero complessivo di donne presenti in Trentino (sono circa 158.000 nella fascia 20-64 anni) si arriva ad un valore tra le 3 e le 4 denunce ogni 10.000 donne. I reati più denunciati sono molestie, ingiurie e lesioni dolose che appaiono in entrambi gli anni in oltre 100 denunce. Anche i reati gravi, pur rimanendo quantitativamente pochi rispetto al totale, raddoppiano il loro numero passando da 6 nel 2011 a 13 nel 2012. È da sottolineare dai dati emersi come tutte le aree del Trentino siano interessate dal fenomeno della violenza sulle donne in modo proporzionale alla distribuzione femminile sul territorio. Inoltre il dato sulle denunce del 2012 conferma la tendenza osservata nell’anno prima, ossia che la violenza sulle donne si manifesta come fenomeno prettamente domestico. Nel 42% dei casi, il presunto autore è infatti il partner o l’ex-partner e nel 7% dei casi l’autore è un altro familiare.
Nel corso della conferenza stampa sono stati inoltre illustrati da parte del Servizio provinciale per le politiche sociali e abitative i dati relativi alle organizzazioni che gestiscono servizi finanziati ai sensi delle leggi sulle politiche sociali che si occupano di fenomeno della violenza sulle donne.  I dati sono stati rilevati attraverso la somministrazione di apposite schede alle organizzazioni che gestiscono servizi finanziati ai sensi delle leggi sulle politiche sociali, ossia: A.L.F.I.D. (Trento), Casa Tridentina del Giovani – A.C.S.J.F. (Trento), Casa Accoglienza alla Vita Padre Angelo (Trento), Centro Antiviolenza (Trento), fondazione Famiglia Materna (Rovereto), Cooperativa Punto d’Approdo (Rovereto). Sono stati 79 gli utenti dei servizi residenziali nel 2012, con 52 nuovi accessi e 27 già a carico delle strutture. Alla fine del 2012 l’esito della presa in carico risulta di 56 donne uscite dalla struttura ospitante, mentre 23 sono tuttora in carico presso le strutture. Per quanto i servizi non residenziali il Centro antiviolenza ha accolto 197 nuove donne e l’A.L.F.I.D. 40.
Un ulteriore approfondimento rispetto ai dati sulle denunce si è tenuto nel corso del seminario aperto al pubblico dal titolo “Le denunce dei casi di violenza in Trentino”, in programma oggi alle ore 14.30 presso la Sala Rosa della Regione con le assessore Sara Ferrari e Donata Borgonovo Re, Luciano Malfer dirigente dell’Agenzia per la Famiglia, Cristiano Vezzoni ricercatore dell’Università degli studi di Trento, Filomena Chilà del Commissariato del Governo, Anna Maria Maggio vicequestore aggiunto della Polizia di Trento e Paolo Puntel comandante del Reparto operativo dei Carabinieri di Trento.

LE INIZIATIVE
In occasione della Giornata internazionale dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne la Commissione provinciale Pari Opportunità tra uomo e donna ha proposto “Luci nel buio contro la violenza”, una manifestazione pubblica si è svolta a Trento in piazza Duomo e chi ha partecipato è stato chiesto di indossare qualcosa di rosso, colore simbolo dell’emergenza, moto di ribellione contro la violenza. Hanno dato la loro adesione molte associazioni e strutture che da anni si occupano di sostenere, aiutare, accogliere le donne e i figli che hanno subito violenze. Fin dalla mattina, presso lo storico albero di Piazza Duomo, sono stati lasciati messaggi, riflessioni, testimonianze in forma scritta riposti in vasetti appesi ai rami, per dar vita all’installazione artistica di Nadia Groff intitolata “traVASIdi LUCE”. Un modo – spiegano gli organizzatori – per rompere il silenzio che spesso circonda le vittime della violenza e per manifestare la propria distanza da ogni forma di sopruso sulle donne.


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